di Graziano Tomarchio
calabriareportage.it, 21 marzo 2026
Un confronto concreto, nel solco di un dialogo già avviato negli anni, che oggi si rafforza e guarda al futuro. La sezione bruzia dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA Cosenza) guidata dall’Avv. Giuliano Arabia ha avviato un dialogo con la nuova direttrice della Casa Circondariale di Cosenza, Dott.ssa Roberta Filomena Toscano, con l’obiettivo di avviare una nuova fase di collaborazione istituzionale.
di Francesco Stati
La Provincia Pavese, 21 marzo 2026
Nella Casa circondariale va in scena lo spettacolo teatrale tappa del Festival dei diritti “Vogliamo rompere lo stigma e il pregiudizio verso i detenuti”. Portare “un’iniezione di vita” in carcere. Questo l’obiettivo dell’evento teatrale Fronte del palco, che si è tenuto ieri al teatro della Casa circondariale di Pavia. L’iniziativa, parte dell’evento Festival dei diritti organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato (Csv) di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia, è stata occasione di incontro tra detenuti attori e un pubblico di giovani curiosi.
di Nicoletta Masetto
difesapopolo.it, 21 marzo 2026
Padova, 26 marzo. Seconda edizione della Via Crucis con il carcere, dal circondariale alla chiesa di Montà: cinque tappe con il vescovo Cipolla. “Anch’io sono un uomo” è il titolo della Via Crucis con il carcere, in programma giovedì 26 marzo alle 19 con la presenza del vescovo Claudio Cipolla. Una dichiarazione di dignità che attraversa le mura, entra nelle storie e chiede alla città di cambiare sguardo. Perché riconoscere l’umanità - il messaggio di questa seconda edizione - è il primo passo per ogni autentica giustizia.
di Francesca Sforza
La Stampa, 21 marzo 2026
Un altro Salone del Libro sta per cominciare e mentre le sue porte si stanno preparando all’apertura per la trentottesima volta - quest’anno dal 14 al 18 maggio - diverse piccole case editrici stanno chiudendo le loro, senza sapere se mai potranno riaprirle. Solo negli ultimi mesi è stata la volta di Hoepli, di Carbonio editore, di Logos (i migliori illustrati della nostra vita), e voci di chiusura si addensano su almeno un altro paio di storiche realtà editoriali. Per questo è stato giusto, ieri, raccontare le novità del prossimo Salone torinese tra gli stand del Book Pride, a Milano, alla presenza dei piccoli e medi editori. Perché le realtà piccole hanno bisogno di quelle grandi, ma anche quelle grandi hanno bisogno delle piccole. Titoli visionari, scommesse, azzardi, stranezze: fuori dai grandi gruppi c’è tutto un mondo di persone appassionate di libri, con un’idea non convenzionale di editoria, pronte a gettarsi nell’avventura e a difendere una precisa idea di mondo. Poi certo che il mercato ha le sue regole, e chi contravviene quasi sempre la paga cara - sempre di più tra l’altro, e con sempre meno ragioni - ma se fosse facile che resistenza sarebbe? (Perché sì, l’editoria libraria è innanzitutto resistenza).
di Andrea Gatta e Giada Lo Porto
La Repubblica, 21 marzo 2026
Un fiume di persone, colori e voci scorre nel centro di Torino per il corteo della “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che ha trasformato le strade del centro in uno spazio collettivo di ricordo. Da piazza Solferino fino a piazza Vittorio Veneto, il lungo serpentone unirà studenti, familiari delle vittime, associazioni, istituzioni e cittadini in un cammino scandito da striscioni, nomi e silenzi carichi di significato.
di Daniela Marcone
Avvenire, 21 marzo 2026
Dal dolore per l’uccisione di mio padre la nascita di un impegno civile con Libera e non solo: così la memoria delle vittime di mafia diventa forza collettiva per la verità, la giustizia e il cambiamento. Il 21 marzo 1996 partecipai alla prima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dalla neonata rete associativa “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, a Roma, in Piazza del Campidoglio. Vivevo, da quasi un anno, giorni drammatici: mio padre, Francesco, era stato ucciso il 31 marzo dell’anno precedente, nello stesso periodo in cui nasceva la rete di Libera.
di Annalisa Cuzzocrea
La Repubblica, 20 marzo 2026
Davvero si vuole questo inferno? Una sera di settembre di qualche anno fa Sergio Staino - che oggi manca moltissimo - mi raccontò una storia. Disse di un giorno in cui era andato a vedere “La Tempesta” di Shakespeare rappresentata dai detenuti del carcere di Arezzo: uno spettacolo superbo, un’interpretazione commovente, che lo aveva fatto piangere. Solo che, quella sera, piangevano anche i detenuti. Si era appena insediata un’amministrazione che aveva tagliato tutte le iniziative culturali a loro dedicate. Sergio raccontava questa storia per dimostrare che la politica conta.
di Angela Stella
L’Unità, 20 marzo 2026
“Oggi (ieri, ndr) è la festa del papà. Dovremmo pensare ai tanti bambini che hanno aspettato i genitori quando erano in carcere, da innocenti. Ecco, dobbiamo sempre pensare alle sofferenze delle famiglie. La storia raccontata dalla figlia di Enzo Tortora, Gaia Tortora, da questo punto di vista è significativa”. Lo ha detto ieri il vicepremier Antonio Tajani parlando alla stampa a Bruxelles. Ha proseguito il forzista: la riforma della magistratura serve “per garantire a tutti un processo giusto, perché non ci siano più vicende come quella di Enzo Tortora e di tanti altri cittadini e protagonisti sconosciuti che in questi giorni stanno raccontando le loro disavventure, con un prezzo altissimo pagato dalle loro famiglie”. Ha ragione il vice premier: quella degli innocenti in carcere è una piaga, così come l’abuso della custodia cautelare. Ma Tajani dov’era quando in Parlamento si discuteva della liberazione anticipata speciale che avrebbe potuto tirar fuori anche qualche padre casomai incarcerato ingiustamente? Fu proprio Forza Italia a dirsi favorevole alla proposta del deputato di Italia Viva Roberto Giachetti per poi tirarsi indietro all’ultimo momento per questione di equilibri nella maggioranza.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 20 marzo 2026
I meloniani vogliono rendere i Cpr più simili alle carceri. Cpr come carceri e videosorveglianza ovunque. Dopo il referendum si aprirà la partita del decreto sicurezza. La misura cardine delle destre è diventata quasi un decreto omnibus che contiene di tutto. L’asse che lo tiene insieme è l’estensione degli strumenti repressivi. Nessun passo indietro su zone rosse e fermo preventivo di 12 ore per chi ha precedenti di disordini durante i cortei. Tuttavia la rivalità con il generale Vannacci ha messo in competizione le forze di governo, piuttosto che unirle.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 20 marzo 2026
La tentazione, poi abbandonata, di abbassare la soglia di imputabilità a 12 anni. I meloniani chiedono nuove dotazioni per le forze dell’ordine, di dare soldi agli avvocati che convincono i migranti ad andarsene dall’Italia, di inserire le telecamere nelle scuole e di non risarcire chi subisce lesioni dopo aver commesso un reato. Dai Cpr sempre più simili alle carceri a (nuove) aggravanti per i minori che portano in giro coltelli, passando per gli incentivi ai rimpatri e alla fine del risarcimento per chi subisce lesioni mentre sta commettendo un reato. Non mancano poi aiuti di vario genere alla Polizia e la possibilità di introdurre le telecamere nelle scuole e nei centri anziani.
- Il “garantismo” del Governo: 57 nuovi reati, 60 aggravanti e pene aumentate di mezzo millennio
- Un memorandum per chiunque vinca il referendum
- Comunque vada a finire questo referendum sarà stato un successo per la cultura riformista
- Perché votare Sì: per una giustizia più moderna e garantista
- Perché votare No: è una riforma inutile e dannosa che non risolve i veri problemi della giustizia









