di Vitalba Azzollini*
pagellapolitica.it, 7 novembre 2025
Il ministro della Giustizia ha definito “stupidaggini” le critiche contro il sorteggio dei componenti dei due nuovi CSM, ma la questione è più complessa. Il 3 novembre, in un’intervista con il Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito una “stupidaggine” l’accusa secondo cui la riforma costituzionale della giustizia, approvata il 30 settembre dal Senato, violerebbe la Costituzione. “Come fa una legge costituzionale a essere anticostituzionale? Questa è la Costituzione”, ha detto Nordio. La dichiarazione del ministro della Giustizia apre due questioni. Da un lato, una riforma costituzionale può essere incostituzionale?
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 7 novembre 2025
Il senso della contro-riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario è uno solo: un atto di ostilità e di disprezzo nei confronti dei magistrati e un primo passo verso la subordinazione dei pubblici ministeri al potere politico. La separazione delle carriere è un falso argomento, essendo già stata realizzata. Oggi i passaggi di carriera riguardano ogni anno lo 0,4% dei magistrati. Se questa fosse stata la ragione della riforma sarebbe bastato eliminare questo insignificante residuo con una legge ordinaria, senza scomodare Costituzione e popolo sovrano, mobilitato con il referendum su una simile sciocchezza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 novembre 2025
Nel marzo 2024 il governo ha introdotto i test psicoattitudinali per i magistrati per intercettare eventuali disturbi psichici o di personalità. Ora il Csm ha approvato una delibera in cui esclude l’uso di test sulla personalità, ribaltando la volontà del legislatore. Il problema italiano va ben oltre la separazione delle carriere tra pm e giudici e riguarda nientemeno che la separazione dei poteri. A confermarlo in modo emblematico è quanto avvenuto attorno a un tema che un anno fa aveva acceso le polemiche tra governo e magistratura: i test psicoattitudinali per le toghe. Auspicati per lungo tempo da Silvio Berlusconi, che non si fece problemi a definire “matti” alcuni pm, i test psicoattitudinali per i magistrati sono stati introdotti dal governo Meloni con un decreto legislativo approvato il 26 marzo 2024, in attuazione di una legge delega del 2022.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 7 novembre 2025
Sarà il gip a decidere se il caso di Moussa Diarra, ucciso dai colpi di pistola sparati da un agente della Polfer, debba essere valutato in un processo. Per i pm fu legittima difesa: la famiglia ha appreso dalla stampa della richiesta di archiviazione. Gli avvocati chiedono di visionare tutti gli atti. La richiesta di archiviazione è stata depositata il 5 novembre dalla Procura di Verona. Il procuratore Raffaele Tito ritiene che l’assistente capo della Polizia ferroviaria che il 20 ottobre 2024 ha sparato a Moussa Diarra in stazione Porta Nuova abbia agito in condizioni di legittima difesa. Nella nota diffusa ai giornalisti, la procura afferma che l’agente avrebbe risposto a un “pericolo attuale” e che la reazione sarebbe stata “proporzionata”.
linkoristano.it, 7 novembre 2025
L’associazione “Socialismo Diritti Riforme” denuncia: “Isola luogo di ‘deportazione’. Mancano personale educativo e mediatori culturali”. Nel carcere di Massama è straniero quasi un detenuto su cinque. Sono 254 le persone ristrette nella casa circondariale di Oristano, che può ospitarne fino a 264. I detenuti di origine straniera sono 49. Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, esaminando i dati pubblicati dall’Ufficio Statistica del Ministero della Giustizia, esprimendo “viva preoccupazione per le condizioni di vita delle strutture carcerarie sarde, quasi tutte oltre il limite regolamentare e per la carenza di personale educativo e di mediatori culturali, senza dimenticare la presenza dei 41-bis a Sassari e Nuoro e, a breve, a Cagliari”.
di Simone Bauducco
Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2025
L’allarme del presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia di fronte ai dati in crescita nella fascia 18-41 anni. La presidente del gruppo di lavoro sul tema Elisabetta Canevini: “Bisogna lavorare sulla figura di adulti che abbiano una funzione educativa esterna alla famiglia”. A Milano, aumentano i giovani adulti condannati per reati di violenza di genere. Se nel 2024 la fascia tra i 18 e i 41 anni rappresentava il 58 per cento del totale degli autori di questo tipo di reati, nel 2025 si è saliti al 62 per cento. Una tendenza che preoccupa il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia: “Significa che la cultura patriarcale viene trasmessa anche alle nuove generazioni e che anche i giovani uomini adulti tendono ad esercitare un rapporto di forza nei confronti della donna che richiama alla cultura patriarcale”.
sassaritoday.it, 7 novembre 2025
La cooperativa Piccoli Passi coordina l’intera operazione. Nella cucina dell’Istituto Alberghiero, interna all’istituto penitenziario, un gruppo selezionato è stato coinvolto in un percorso strutturato che ha portato i beneficiari a produrre tramezzini, focacce farcite e toast, destinati alla vendita. Un’iniziativa che guarda lontano, con l’ambizione di ridurre la recidiva. Dalla Casa di Reclusione di Alghero fino alla spiaggia di Porto Ferro: è questo il percorso, inedito e carico di significato, tracciato da InsideOut, un progetto di formazione professionale e reinserimento lavorativo rivolto ai detenuti. L’obiettivo? Offrire competenze, dignità e una concreta opportunità di cambiamento.
vocetempo.it, 7 novembre 2025
Le parrocchie del Centro storico e il Santuario della Consolata (Unità pastorale 1) stanno raccogliendo aiuti materiali per i detenuti indigenti del carcere delle Vallette. In collaborazione con i cappellani del penitenziario hanno annunciato l’iniziativa in occasione del dibattito promosso il 3 novembre dalla Consolata e da La Voce e Il Tempo proprio sui temi del carcere, ospite la direttrice alle Vallette Elena Lombardi Vallauri. Le parrocchie del Centro storico di Torino e il Santuario della Consolata (Unità pastorale 1) stanno raccogliendo aiuti materiali per i detenuti indigenti nel carcere delle Vallette.
di Riccardo Rosa
napolimonitor.it, 7 novembre 2025
“Neanche un filo d’erba. Socioanalisi narrativa di un carcere minorile” è un libro curato da Paolo Bellati e Renato Curcio, da pochi giorni pubblicato tra i Quaderni di ricerca sociale delle edizioni Sensibili alle foglie. Il volume costituisce l’ultima tappa di una serie di incontri fatti con un gruppo di giovani ex detenuti del carcere minorile Beccaria di Milano, e restituisce un quadro preciso di questa istituzione che è sempre più uno strumento ordinario nella gestione delle politiche giovanili. Non è un caso che dall’entrata in vigore del decreto Caivano, che aumenta a dismisura le possibilità per un minore di finire in carcere a discapito delle pene alternative, gli ingressi nei penitenziari minorili siano aumentati del cinquantaquattro per cento, facendo arrivare a seicento il numero dei giovani ristretti.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 7 novembre 2025
Nel 1960 nel carcere di Turi, in provincia di Bari, arriva un nuovo direttore. È già conosciuto per il suo lavoro nell’ergastolo di Santo Stefano: lo rimette a nuovo, lo arricchisce di attività per i detenuti. Viene chiamato “il direttore del megafono” per la sua abitudine di fare annunci e comunicazioni usando l’altoparlante. Si chiama Eugenio Perucatti. Il libro di Rosa Cirone, “Quel visionario di Eugenio Perucatti”, edito da Alvivo, racconta questa figura con testimonianze, materiali d’archivio e documenti inediti. Funzionaria del carcere di Pistoia in pensione, Cirone ha dedicato al volume due anni di ricerche.
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