avantionline.it, 8 novembre 2025
Idee nuove su cura possibile ed esigenze di tutela sociale. Sabato 8 novembre a Roma, Università La Sapienza di Roma, (aula magna edificio Marco Polo viale dello Scalo di San Lorenzo). Convegno promosso dalla Fondazione Massimo Fagioli. Partecipano magistrati, dirigenti pubblici, giuristi, psichiatri e ricercatori.
di Liliana Perrone
lincontro.news, 8 novembre 2025
Sul tema della detenzione, inteso come un processo di restituzione di individui alla società, si è svolto recentemente un incontro a Palazzo Barolo a Torino tra istituzioni ed esperti della materia, in collaborazione e in concomitanza con il Festival di Woman & the City. In una società dove si cerca con molta difficoltà di ricucire gli strappi, è possibile considerare la detenzione, anche di lungo periodo, come un luogo dove, paradossalmente, si possa coltivare la libertà, intesa non come assenza materiale di mura, ma come un ritorno alla consapevolezza di se stessi e come ritorno di cittadini nella comunità? In altri termini, il carcere può essere in grado di accompagnare, di educare e quindi di rigenerare, trasformando le storie di vite spezzate in una speranza per il futuro, per se stessi e per gli altri?
brindisireport.it, 8 novembre 2025
Anche quest’anno la Cooperativa sociale Il Sogno con sede a San Pietro Vernotico, avvia all’interno della Casa circondariale di Brindisi, la seconda edizione del progetto Dike 2 “Qui ed Ora”, riguardanda l’Avviso pubblico del dipartimento Amministrazione penitenziaria - Provveditorato regionale - Puglia e Basilicata. Il bando interviene sulla fragilità della detenzione con la finalità di rendere il carcere un luogo di umanizzazione e trasformazione, dove la pena non sia una sospensione della persona, ma un’occasione di riscatto. È un investimento nella sicurezza collettiva, ma soprattutto nella dignità dell’essere umano.
di Sofia Danti
La Nazione, 8 novembre 2025
Al via l’undicesima edizione della rassegna di teatro in carcere Destini Incrociati, a cura del Teatro Popolare d’Arte e del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. “L’auspicio è quello di superare lo stigma del carcere e di generare ponti tra persone, ruoli, sensibilità. “Una rassegna che serve a sensibilizzare sul ruolo del teatro in carcere, per fare entrare le persone nei meccanismi pedagogici e didattici alla base del progetto”, afferma Francesco Giorgi, a capo della direzione organizzativa della Compagnia Teatro popolare d’arte.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 novembre 2025
Si apre a Roma la VII Conferenza nazionale sulle dipendenze. Ma senza il Terzo settore. Sei chilometri di distanza appena separano due mondi completamente diversi, due approcci opposti, due paradigmi culturali alternativi. Da un lato c’è “l’obiettivo liberi dalla droga e dalle dipendenze” (vasto programma che conta almeno tre quarti di secolo di fallimenti, morti ed emarginazione), c’è “il bene e il male” (testuale), c’è l’”Insieme si può” (ma senza le associazioni del Terzo settore né i consumatori) e pure l’”approccio integrato” (ma su un binario unico).
di Viola Giannoli
La Repubblica, 8 novembre 2025
“Una conferenza escludente, repressiva e già scritta”. Stefano Vecchio, presidente del Forum droghe, parla dalla Città dell’Altra economia di Roma dove associazioni della società civile come Antigone, Coscioni, Cnca, Gruppo Abele, operatori, esperti e persone che usano sostanze hanno convocato una “Contro-conferenza sulle dipendenze”, il controcanto a quella istituzionale.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 8 novembre 2025
Il potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche sta scatenando, per ora non in Italia, un’esplosione di discussioni sui media generalisti; la copertura mediatica della ricerca sulle sostanze psichedeliche ha rafforzato l’interesse pubblico per l’uso medico e non delle molecole. Del presente psichedelico se ne è parlato a Roma in apertura della Contro-conferenza sulle droghe, autoconvocata dalla società civile in contrapposizione a quella del governo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 novembre 2025
Le autorità competenti non hanno risposto. Dopo tre mesi dall’invio di una relazione dettagliata, circostanziata, corredata di dati e testimonianze, il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Rosanna Rabuano non hanno fornito alcun riscontro alle osservazioni presentate dai garanti dei detenuti Valentina Calderone (Roma Capitale) e Stefano Anastasìa (Regione Lazio) sulla situazione del Centro di permanenza per i rimpatri di Gjadër, in Albania. Un silenzio che pesa come un macigno e che solleva interrogativi inquietanti sulla trasparenza e sulla volontà di confrontarsi con chi, per mandato istituzionale, ha il compito di vigilare sui diritti delle persone private della libertà.
di Mai più lager - No ai Cpr
L’Unità, 8 novembre 2025
Ricorderete forse la storia della persona con problemi psichiatrici trattenuta nel Cpr di Milano da oltre 9 mesi, della quale avevamo parlato qui (e anche a Radio Popolare). Non abbiamo neanche fatto in tempo a parlarne che, dopo poche ore, i detenuti ci hanno contattato per dirci che alle 5 del mattino questa persona era stata prelevata con la forza e trasferita. I detenuti ci hanno riferito anche che agenti e personale avevano trionfalisticamente raccontato che quella persona stava per essere trasferita in Albania: un deterrente in più, che fa sempre effetto tra persone già terrorizzate. Abbiamo sperato per qualche giorno che fosse una provocazione buttata lì ad arte, e che il ragazzo aveva avuto una sorte diversa.
di Sofia Toscani
L’Unità, 8 novembre 2025
Negli ultimi tre anni il regime di Saied ha annullato ogni possibilità di rifugio e tutela per i richiedenti asilo e migranti, soprattutto se neri, attraverso persecuzioni razziste per mano della stessa polizia. “L’Unione europea rischia di rendersi complice di tutto ciò - scrive Amnesty - mantenendo in piedi la cooperazione nel controllo dei flussi migratori senza garanzie effettive in materia di diritti umani”. Amnesty International ha condotto la ricerca tra febbraio 2023 e giugno 2025. Frammenti di alcune testimonianze, Celine camerunense: “Continuavano a colpire la nostra barca di legno con lunghi bastoni appuntiti, l’hanno bucata… C’erano almeno due donne e tre neonati senza giubbotti di salvataggio. Li abbiamo visti annegare e poi non abbiamo più visto i corpi. Non ho mai avuto così tanta paura”.
- La Spagna esternalizza i migranti in Mauritania
- Lettera aperta al Direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo
- Attività in carcere, la stretta del Dap: “Un arretramento di 50 anni”
- Rieducazione dei detenuti, centralizzate le iniziative
- Per colpa di una Circolare ministeriale nelle carceri non si può più fare (quasi) niente











