studiocataldi.it, 22 marzo 2026
La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni sollevate dal tribunale di Firenze sull’isolamento disciplinare del detenuto. Con la sentenza numero 31/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze nei confronti degli articoli 33, 39 e 40 della legge numero 354 del 1975, relativi all’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni, norme che il rimettente ha censurato per difetto di proporzionalità, contrarietà alla finalità rieducativa della pena, lesione della salute psicofisica della persona e inosservanza delle riserve di legge e giurisdizione in materia di restrizioni alla libertà di comunicare. Sulla premessa che, nel caso di specie, il detenuto, tratto a giudizio innanzi al Tribunale per danneggiamento seguito da pericolo di incendio, abbia dato fuoco alle suppellettili della cella “per sottrarsi alla condizione d’isolamento che riteneva insopportabile”, il rimettente aveva motivato sulla rilevanza delle sollevate questioni riferendosi alla scriminante della legittima difesa, quanto meno putativa, ovvero, in alternativa, all’esimente della particolare tenuità del fatto, le quali al detenuto stesso avrebbero potuto essere riconosciute, ove le norme censurate fossero state dichiarate costituzionalmente illegittime.
La Sicilia, 22 marzo 2026
Nella Casa di reclusione di Augusta si è registrata la morte di un altro detenuto. Francesco C., 41 anni, messinese, stava scontando la pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione e secondo i familiari necessitava di cure adeguate che la detenzione in carcere non poteva garantirgli. Dopo un primo rigetto della richiesta di scarcerazione, si attendeva una nuova decisione da parte del giudice, ma nel frattempo il detenuto non ce l’ha fatta.
di Siham Ouzif
Corriere della Sera, 22 marzo 2026
Per anni la politica ha promesso di risolvere l’emergenza sovraffollamento. Donatella Albini evidenzia la mancanza del ricambio d’aria e la luce artificiale costante. “Entro 15 giorni troverò una soluzione per Canton Mombello”. Era il 21 ottobre 2013 quando Anna Maria Cancellieri, l’allora ministro della Giustizia (già prefetto a Brescia) prometteva una svolta per il carcere di Brescia. Sono passati più di dieci anni, ma le promesse sono rimaste ferme. Ad oggi, la situazione della Casa circondariale Nerio Fischione, nota ai bresciani come Canton Mombello, rimane drammatica: 379 detenuti a fronte di 182 posti regolamentari. Un sovraffollamento del 208%.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 22 marzo 2026
Dopo la denuncia di Fanpage.it sui presunti pestaggi nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale, è intervenuta anche la Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari: “È il fallimento della politica”. Sembra un racconto dell’orrore. Gli spazi detentivi non possono essere luoghi di tortura”. A parlare è Luca Paladini, Consigliere di Regione Lombardia (Patto Civico) e vicepresidente della Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari, che dopo la denuncia di Fanpage.it sulle presunte violenze e i soprusi avvenuti nel carcere milanese di Opera alla Vigilia di Natale, ha deciso di intervenire sull’argomento, parlando di un “fallimento totale della politica”.
rainews.it, 22 marzo 2026
Nell’ispezione dei garanti dei detenuti emerge lo stato di abbandono e di degrado in cui versa l’istituto. Alcune parti del carcere sono ospitate in container. Una settimana fa la notizia dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma. Dieci agenti di Polizia Penitenziaria sono al centro dell’indagine su presunti casi di violenze e torture a cui sarebbero stati sottoposti almeno tredici giovani detenuti nell’istituto. Otto dei dieci agenti coinvolti sono ancora in servizio nell’Ipm, ancorché fuori dalle sezioni detentive. È quanto hanno riscontrato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, che si sono recati in visita di monitoraggio nell’istituto. Ha partecipato alla visita anche il consigliere regionale Valerio Novelli.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 22 marzo 2026
“Un’altra gang in città: trasformare la trasgressione in crescita” è il progetto che durerà per tutto il 2026 finanziato da Ats Pavia e realizzato dall’associazione Gli Sdraiati con la collaborazione della rete scolastica pavese e delle istituzioni della giustizia minorile per prevenire comportamenti a rischio e promuovere appartenenze sane. L’idea nasce per intercettare gli adolescenti prima che le trasgressioni diventino comportamenti stabilizzati. Accanto a loro, il progetto coinvolge le famiglie, spesso disorientate o isolate di fronte a comportamenti improvvisi e difficili da gestire.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2026
Sono, le frontiere, uno degli specchi del nostro tempo. Dipendono dall’abito che si porta perché esso, malgrado tutto, fa il monaco. Dipendono ancora e soprattutto dal colore della pelle e i tratti somatici. Dipendono dai documenti che si possiedono o da quelli abbandonati nel viaggio. Dipendono dalle circostanze favorevoli o meno del destino. Dipendono da dove ci si trova e in quale momento, giusto o sbagliato. Dipende dalla classe sociale alla quale si presume si appartenga. Dipende dalla direzione del viaggio. Dipendono, molto banalmente, dall’attenzione e la buona volontà di chi si trova a decidere. Dipende dalla differenza, sempre labile, tra i meritevoli di fiducia e gli impraticabili. Dipende, infine, dai nuovi strumenti di controllo, programmati per eluderer la coscienza umana. Le frontiere delle frontiere sono senza nome.
di Gabriele Santoro
ansa.it, 22 marzo 2026
La denuncia degli attivisti corre sui social, “detenuti in trappola in caso di crolli”. Chi entra a Evin non può e non deve uscirne più. E se un missile colpisse il famigerato carcere dove gli ayatollah rinchiudono gli oppositori, questi muoiano come topi assieme al carcere, sepolti sotto le sue macerie. La denuncia dell’ennesimo orrore legato alla prigione più tristemente famosa della teocrazia di Teheran arriva dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Ncri), che segue da vicino le vicissitudini dei prigionieri e in particolare delle 200 donne recluse.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 marzo 2026
In fondo lo ha ammesso anche chi l’ha scritta. Questa riforma “non influisce sull’efficienza della giustizia”, è una frase detta un anno fa dal ministro Carlo Nordio a un convegno organizzato da Noi Moderati. Ma, d’altra parte, aggiunse, “nessuno lo ha mai preteso”. Anche Giulia Bongiorno, che di tribunali se ne intende parecchio, a gennaio, è arrivata a conclusioni simili. Così in aula al Senato: “Chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Un ignorante può pensare una cosa del genere”. Difficile darle torto. Anche se quello dei tempi è il primo, più grave e ormai cronico problema della giustizia italiana.
di Samuele Ciambriello*
La Repubblica, 21 marzo 2026
Questa non è una riforma della giustizia. Non lo dico io: lo ha detto lo stesso ministro Nordio, che ha chiarito più volte che questo intervento non è esaustivo e non serve a riformare davvero la giustizia, né tantomeno il sistema penitenziario e carcerario. E allora partiamo da qui: se non è una riforma complessiva, perché viene raccontata come la soluzione ai mali della giustizia? Si dice: separiamo le carriere così i giudici saranno più imparziali, così non finiranno innocenti in carcere, così migliorerà tutto. Ma questa è una narrazione semplicistica, un grimaldello comunicativo.
- Non si gioca con la Costituzione come alla roulette
- Per i reclusi è già 24 marzo, consapevoli che per loro non cambierà nulla
- Accelerare la fuoriuscita dei minori dal circuito penitenziario e anche dal procedimento penale
- Ragazzi, vi dico solo questo: non ne vale la pena
- Augusta. Tragedia in carcere: detenuto 41enne muore, indaga la Procura. “Doveva essere curato”









