gnewsonline.it, 10 novembre 2025
È stata la Casa di Reclusione Opera di Milano la sede prescelta, questa volta, per l’evento di lancio della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si svolgerà sabato 15 novembre in tutta Italia. Organizzata, come ogni anno, dalla Fondazione Banco Alimentare, l’iniziativa ha voluto, per il 2025, coniugarsi con un luogo emblematico. Come si legge nel documento ufficiale con cui il 17 ottobre scorso è stato presentato l’avvenimento, scegliere il carcere significa sottolineare “il valore educativo e rigenerativo della Colletta, capace di raggiungere e coinvolgere tutti, anche chi vive situazioni di fragilità e restrizione”.
di Maria Ducoli
ilnordest.it, 10 novembre 2025
Le testimonianze delle detenute del carcere della Giudecca a Venezia: i fallimenti, i mariti o i compagni violenti, la voglia di riscattarsi. Le parole di Marta, condannata a 30 anni: “Quando sono entrata qua, mi sono sentita per la prima volta libera”. Si passano il microfono, applaudono, spronandosi l’una con l’altra a raccontarsi. Alcune hanno la voce sicura, altre inciampano nella pronuncia di una lingua che non padroneggiano ancora del tutto. Gli interventi sono lunghi, come se volessero cogliere l’occasione di essere ascoltate per tirare fuori quello che hanno dentro. Un passato ingombrante, ferite che diventano voragini e, infine, reati.
di Pierantonio Braggio
adige.tv, 10 novembre 2025
A Verona, l’11 e il 18 novembre, riflettori sui temi della giustizia e del reinserimento sociale. “In un Paese che discute di sicurezza, rieducazione e inclusione, Verona sceglie la via del confronto pubblico e dell’esperienza diretta: l’11 e il 18 novembre alle 20.30 al Teatro Ristori due appuntamenti aperti alla cittadinanza invitano a guardare “da vicino” il mondo della detenzione e ciò che accade prima, durante e dopo la pena, mettendo al centro dignità del lavoro, responsabilità personale e opportunità reali di ritorno alla vita di comunità. L’iniziativa è il cuore di “Un mare dentro”, progetto promosso da Fondazione Cariverona e Fondazione San Zeno, che unisce cultura, educazione e partecipazione civica con un programma di sensibilizzazione rivolto alla città e alle scuole veronesi per l’anno scolastico 2025-2026, con il coinvolgimento dell’Associazione Granello di Senape di Padova.
di Irene Argentiero
difesapopolo.it, 10 novembre 2025
Per riaprire il dialogo tra i figlioli prodighi di evangelica memoria e i tanti primogeniti in versione 2.0, “Liberi da Dentro”, si affida ancora una volta alla lettura e alle parole. Un paio di mura grigie e spoglie, su cui si appoggia un letto a castello in ferro, su cui si adagiano le lamine verticali di luce che attraversano le sbarre alla finestra. Ma ecco arrivare in volo un libro dalla copertina rossa, che a pagine spiegate, apre un varco in mezzo alle sbarre, per posarsi sul letto. E poi un altro blu, uno giallo, e un altro ancora. Come elementi di un singolare stormo fatto di parole di carta. E ad ogni volo di pagine, l’apertura si fa sempre più grande, fino a rosicchiare sbarre e pareti, lasciando entrare nel grigiore della cella i colori della natura e i profumi della vita.
di Teresa Grgurić
altreconomia.it, 10 novembre 2025
Lisa Mazoni e Giuseppe Scutellà hanno dedicato gli ultimi trent’anni al progetto “Puntozero”, un teatro dentro al carcere minorile del capoluogo lombardo. In un sistema che tende ad accantonare vite e trasformare le carceri in una discarica sociale, il loro obiettivo è offrire ai ragazzi la possibilità di prendere parte a un percorso artistico capace di riaccendere curiosità, responsabilità e crescita personale. “Persona” è il titolo scelto per la stagione 2025-2026.
di Alessandra D’Avenia
Corriere della Sera, 10 novembre 2025
Il quotidiano nasconde l’anima delle persone e ci mostra solo la loro maschera. Me ne rendo conto quando leggo ai genitori uno scritto dei figli e si stupiscono della vita interiore di chi, in casa, usa monosillabi o, se in vena, un gergo incerto. La convivenza quotidiana rende opaca l’anima, perché ordinariamente è l’ego che mandiamo avanti, cioè quella maschera forgiata dalle ferite che la vita ci ha inferto quando ci siamo affidati senza riserve al mondo e agli adulti.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 10 novembre 2025
Il motore di un’automobile non parte più, a causa di un “semplice incidente” stradale. Ma a mettersi in moto è la storia. Dopo le varie anteprime di ottobre e il premio alla carriera ricevuto alla Festa del cinema di Roma, il regista Jafar Panahi torna nelle sale col suo ultimo capolavoro, Palma d’oro a Cannes. Distribuito da Lucky Red col patrocinio di Amnesty International Italia, Un semplice incidente è un’opera nient’affatto semplice, drammatica soprattutto in un lungo monologo sullo stupro in carcere ma non priva di momenti comici.
di Angela Calvini
Avvenire, 10 novembre 2025
Al Tertio Millennio Film Festival “Our father” di Goran Stankovic si ispira a un fatto di sangue reale avvenuto di una comunità di recupero religiosa. Una comunità di recupero della Chiesa ortodossa, un gruppo di giovani in cerca di salvezza e un monaco dai metodi estremi. Fu un caso doloroso che sconvolse la Serbia nel 2009: un video, girato di nascosto con un cellulare, mostrava un ragazzo picchiato brutalmente con una pala in un centro di riabilitazione gestito da un sacerdote ortodosso Branislav Peranovic. Quel filmato, diffuso in rete, fece il giro del Paese e scatenò un dibattito profondo sul rapporto tra fede, potere e cura delle dipendenze. Il sacerdote fu spostato, ma aprì un altro centro di riabilitazione e nel 2012 fu condannato a 20 anni di carcere dichiarato colpevole di omicidio per avere picchiato a morte un tossicodipendente della sua comunità. A questa vicenda si ispira Our Father (Padre nostro), il primo lungometraggio del regista serbo Goran Stankovic, che verrà presentato oggi in concorso al Tertio Millennio Film Festival promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e che si concluderà domani, première italiana dopo il successo al Toronto Film Festival.
di Mattia Feltri
huffingtonpost.it, 10 novembre 2025
Nel Pd parte il dibattito sulla sicurezza: non si può lasciare l’esclusiva a Meloni (e ai suoi cinquanta nuovi reati). La criminalità non aumenta e restiamo il paese più sicuro d’Europa, ma i dati vengono ribaltati o distorti, e la cronaca nera è uno show. L’incredibile caccia ai ragazzini. Un terribile articolo di Veltroni (che dispiacere). Ogni un po’ riparte il dibattito sulla sicurezza, se sia un problema di destra o anche di sinistra. Ed è proprio la sinistra a riaprilo quando di problema se ne pone un altro: come sconfiggere la destra che, nel frattempo, sulla sicurezza ha costruito una politica di stampo mitologico.
di Claudio Laugeri
La Stampa, 10 novembre 2025
Ecco la situazione nelle nove città analizzate dalla ricerca Ipsos per Unipol. Per il 49 per cento degli italiani la microcriminalità è aumentata e soltanto uno su dieci degli intervistati ha percepito la diminuzione del fenomeno. Quattro italiani su dieci non si sentono sicuri la notte, nel proprio quartiere. È il risultato della ricerca Ipsos per l’Osservatorio Unipol, basata su un questionario sottoposto a un campione di mille persone tra i 16 e i 74 anni (rappresentativi di 44 milioni di individui) e su 720 interviste in 9 aree metropolitane (campione rappresentativo di 13 milioni di individui) del Paese. Le domande riguardavano la percezione della sicurezza, la microcriminalità, il fenomeno delle baby gang e l’impatto delle cronache dei media. Le città prese in esame sono Milano, Torino, Bologna, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari.
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