di Romano Francardelli
La Nazione, 24 marzo 2026
I detenuti di alta sicurezza di Ranza hanno scritto al Papa. Chiedono una visita privata fra le celle di alta sicurezza e dal Vaticano Papa Leone ha risposto lasciando la porta mezza aperta. Chissà. Silenzio e bocche cucite sul contenuto della lettera. In questi giorni all’ingresso principale super sorvegliato della casa di reclusione di alta scurezza di Ranza si è presentato l’Arcivescovo di Siena il cardinale Monsignor Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza Episcopale dei Vescovi della Toscana per portare il saluto della Santa Pasqua.
regione.sicilia.it, 24 marzo 2026
Una stanza della casa circondariale del Paglieralli di Palermo trasformata in laboratorio caseario, con pareti lavabili, acqua potabile e cappa di aspirazione. Non è un esperimento artistico, ma un progetto formativo con un preciso obiettivo: dotare i detenuti di competenze certificate e immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, dentro e fuori i confini nazionali. Il titolo del percorso è volutamente lungo e denso: “La lavorazione del latte e i suoi derivati quale mezzo di crescita culturale e integrazione sociale dei soggetti limitati nella libertà”. A promuoverlo sono le Commissioni distrettuali Rotary “Promozione Prodotti Agricoli e Caseari” e “Sostenibilità del sistema agroalimentare” del Distretto 2110 Sicilia-Malta, in sinergia con l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, Coldiretti Sicilia e il dipartimento Stebicef dell’Università di Palermo.
siciliaogginotizie.it, 24 marzo 2026
Grazie al progetto Labirinti arte di strada e momenti di gioco per ricostruire legami familiari in un contesto di umanità e inclusione. Ci sono legami che nessuna distanza può spezzare, ma che hanno bisogno di tempo, spazio e umanità per continuare a vivere. In uno spazio - quello delle carceri - scandito da ritmi lenti ma precisi, quando le occasioni di relazione entrano, si crea qualcosa di unico ed eccezionale. Mercoledì 25 marzo, dalle ore 10 alle 12, presso la Casa Circondariale di Ragusa, si terrà l’evento “Sotto Sopra Show - Gran festa del papà”, promosso dal progetto Labirinti, grazie al quale i padri detenuti potranno incontrare i loro figli in un contesto diverso - fatto di sorrisi, gioco e condivisione - andando oltre le barriere del colloquio tradizionale. La mattinata sarà animata dallo spettacolo dell’artista di strada Giuseppe Buggea, che coinvolgerà grandi e piccoli con esibizioni di giocoleria, giochi di palline, monociclo e numeri su trave. A seguire, padri e figli potranno partecipare attivamente, giocando insieme e vivendo un momento autentico di vicinanza e leggerezza.
lavocedivenezia.it, 24 marzo 2026
Uno sguardo inedito sulla vita delle donne nelle carceri italiane attraverso l’obiettivo del fotoreporter Giampiero Corelli. La mostra “Domani faccio la brava - Donne e madri nelle carceri italiane” è aperta dal 20 al 29 marzo alla Scoletta dei Calegheri di Venezia, nell’ambito del programma Marzo Donna promosso dal Comune. Il reportage, frutto di un lavoro ventennale, documenta la realtà quotidiana in tredici istituti penitenziari femminili della penisola, da Venezia a Palermo, attraverso trenta scatti che alternano il colore al bianco e nero. Le immagini catturano storie di sofferenza ma anche di speranza e riscatto, raccontando la complessità della detenzione femminile in Italia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 marzo 2026
Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha recentemente pubblicato un documento formale di osservazioni sul nuovo regolamento europeo in materia di rimpatri, avvertendo che alcune disposizioni rischiano di porre gli Stati membri in conflitto diretto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’allarme arriva mentre il Parlamento europeo si avvicina al voto finale su una riforma che il governo italiano ha invece accolto con entusiasmo, vedendoci la consacrazione del modello Albania.
di Alessia Candito
La Repubblica, 24 marzo 2026
Lo ha stabilito il Tar del Veneto in risposta alla class action presentata da sette associazioni. “Il Viminale ha 90 giorni di tempo per porre rimedio”. Entro 90 giorni il Viminale dovrà porre rimedio “all’inefficienza strutturale” delle questure di Vicenza e Venezia che ha impedito a centinaia di richiedenti asilo di presentare domanda. Lo ha stabilito il Tar del Veneto, affermando che si tratta di una “una disfunzione organizzativa non occasionale, bensì strutturale”, espressione di una specifica scelta dell’amministrazione. È una sentenza storica che rischia di avere effetti a cascata su tutte le questure d’Italia e causare non pochi problemi al Viminale, quella emessa dai giudici amministrativi in risposta alla class action presentata da sette associazioni, Asgi, Cadus, Casa di Amadou, Emergency, Lungo la Rotta Balcanica, Oxfam Italia, Spazi Circolari. Motivo? Sebbene già in passato diversi tribunali abbiano condannato l’inerzia amministrativa di uffici come quello di Torino, per la prima volta i giudici sottolineano che le lunghe code che si formano dietro le porte degli uffici Immigrazione sono il risultato di una precisa strategia.
Il Dubbio, 24 marzo 2026
L’inchiesta del quotidiano americano parla di almeno sette siti danneggiati, tra cui Evin e complessi legati ai Pasdaran. Cresce l’allarme per i prigionieri politici e per almeno sei cittadini americani detenuti in Iran. I raid aerei condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran avrebbero colpito anche strutture utilizzate dal regime per la detenzione di oppositori e prigionieri politici. A sostenerlo è un’inchiesta del Wall Street Journal, secondo cui almeno sette siti riconducibili all’apparato carcerario e di sicurezza iraniano sarebbero stati danneggiati nel corso della campagna militare. Tra questi figura anche il carcere di Evin, alla periferia nord di Teheran, simbolo della repressione della Repubblica islamica.
di Luca Tremolada
Il Sole 24 Ore, 23 marzo 2026
Lo stato delle carceri italiane si conferma di sovraffollamento: quasi il 90% degli istituti versa in tale situazione, con valori passati dal 134% di giugno 2025 al 138% di marzo 2026, delineando un andamento generale in crescita. La media nazionale nasconde singole situazioni ancora più gravi, con istituti che presentano valori di sovraffollamento prossimi al 250%, come quelli di Lucca e di Milano San Vittore, che rappresentano carceri con più del doppio dei detenuti rispetto alla loro capienza. Una delle cause è anche il numero di posti non disponibili, che riduce di molto la capienza effettiva di ciascun carcere e fa aumentare il tasso di sovraffollamento.
di Maurizio Pratelli
today.it, 23 marzo 2026
C’è un vuoto normativo che rischia di trasformarsi in un ostacolo concreto al reinserimento sociale. La Legge Smuraglia (193/2000) prevede incentivi per le imprese che assumono detenuti all’interno degli istituti penitenziari, ma non contempla alcun beneficio per chi offre lavoro a persone in misura alternativa al carcere - come l’affidamento in prova o la detenzione domiciliare. Una lacuna significativa, soprattutto alla luce dei numeri attuali: a fine 2024, in Italia, le persone in misura alternativa erano circa 77 mila, contro poco più di 60 mila detenuti negli istituti di pena. Un dato che ribalta la percezione comune e pone una domanda cruciale: come accompagnare davvero queste persone verso una nuova vita? A Torino nasce una risposta concreta - e potenzialmente replicabile.
di Diego Motta
Avvenire, 23 marzo 2026
Partecipazione al 46 per cento nel primo giorno di urne. Record al Nord, mentre il Sud arranca. Sicilia ferma al 35. Inevitabili le conseguenze Si vota ancora. Fino alle 15. E la prima indicazione sul referendum Giustizia è il boom dell’affluenza: 46,07 per cento alle ore 23 di ieri. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. La percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni e nei comitati e nelle stanze dei partiti hanno cominciato a fare i conti. Una così alta affluenza farebbe pensare a un tendenziale vantaggio dei “Sì”.
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