di Angela Stella
L’Unità, 25 marzo 2026
Il ministro aveva puntato tutto sulla separazione delle carriere (“la madre di tutte le riforme”), congelando le misure per limitare l’utilizzo del trojan e la carcerazione preventiva. Dopo la sconfitta, avvisa, la strada è in salita. In nome della riforma della separazione delle carriere il Governo non solo ha esautorato il Parlamento, impedendo persino alla maggioranza di presentare emendamenti, ma ha pure congelato tutte le riforme sulla giustizia. In particolare, stiamo parlando di quella sull’abuso della custodia cautelare, quella sulle intercettazioni, quella sui trojan, quella della prescrizione. Tutte modifiche la cui discussione era stata già avviata in Parlamento o erano contenute nei lavori della Commissione ministeriale Mura, istituita per volere del Ministro della Giustizia Carlo Nordio a maggio 2023 e i cui lavori sono terminati lo scorso ottobre.
di Flavia Perina
La Stampa, 25 marzo 2026
La ramazzata di Giorgia Meloni è arrivata all’improvviso. Via Andrea Delmastro, via Giusy Bartolozzi, quasi-via Carlo Nordio, spedito davanti ai microfoni per un pubblico autodafé (“mia la legge, mia la responsabilità”) con annuncio di pensionamento a fine legislatura. Licenziata anche Daniela Santanchè, che con il referendum c’entra poco ma con i suoi pasticci giudiziari è da tempo spina nel fianco della destra. È un atto di forza e al tempo stesso di astuzia politica che risponde a un preciso obbiettivo: ripristinare l’immagine della leader forte, ricordare agli italiani che l’imprinting legalitario della destra esiste ancora ed agisce anche nei confronti degli amici. La ramazzata serve, anche, a stroncare sul nascere (o a provarci) la resa dei conti interna che segue ogni sconfitta e che avrebbe avuto come ovvi bersagli gli uomini e le donne del melonismo. Fratelli d’Italia spazza il suo campo e si mette in condizioni di giudicare quello altrui.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2026
Lo schiaffo del referendum non frena la destra sulla giustizia. Anche il leghista Romeo preme per “ripartire dalla giustizia”. L’azzurro Calderone punge Fratelli d’Italia: “Poche garanzie per il cittadino, in compenso abbiamo approvato rave party e maternità surrogata”. Due provvedimenti targati Meloni. E l’Anm torna già sotto accusa. Neppure la sconfitta al referendum sulla separazione delle carriere, mitiga le ambizioni di riforma del centrodestra. La retromarcia sulla giustizia sembra esclusa, anzi la maggioranza prova subito a ripartire rilanciando su intercettazioni e carcerazione preventiva.
ansa.it, 25 marzo 2026
Alla Camera anche la nuova legge che regola il sequestro degli smartphone. La riforma della Giustizia è naufragata con il referendum ma altri provvedimenti, che in questi mesi erano rimasti congelati in attesa degli esiti della legge costituzionale, sono arenati in Parlamento. Come ha precisato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, non si tratta di elementi non più governativi, quindi saranno le Camere a decidere quale sarà il perimetro di queste eventuali leggi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026
Lo ha stabilito la Cassazione, sentenza n. 11058/2026, dichiarando inammissibile il ricorso del Pm. Per quanto riguarda la coltivazione industriale della cannabis, ai fini dell’integrazione del reato di produzione di stupefacenti non basta la presenza delle infiorescenze, essendo invece necessario che esse assumano la forma di “prodotto” lavorato o destinato alla filiera commerciale. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 11058 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso del Pm contro l’annullamento del sequestro di una azienda agricola. Nel caso concreto, infatti, erano stati trovati solo dei “residui vegetali”, fuori dall’ambito della norma penale, anche dopo l’ultimo “Decreto sicurezza”. Il Dl 48/2025, che incide sulla legge del 2016 sulla canapa, vieta infatti il commercio, la detenzione, la lavorazione e altra attività ma solo di “prodotti costituiti da infiorescenze”, non della pianta in sé.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026
La disciplina del 2017, che prevede solo periodi contenuti e non la totale sospensione dopo la sentenza di primo grado, continua ad applicarsi a fatti commessi nel suo vigore, perché legge più favorevole rispetto a quelle successive. Non è in contrasto con il principio di legalità né con il principio di ragionevolezza l’interpretazione delle Sezioni unite della Cassazione, secondo cui il regime della prescrizione risultante dalla legge 103/2017 continua ancor oggi ad applicarsi ai fatti commessi tra la sua entrata in vigore (il 3 agosto 2017) e l’entrata in vigore della legge 3/2019 (1° gennaio 2020). Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n, 38/2026, depositata oggi, con la quale sono state dichiarate non fondate le relative questioni, sollevate dalla Corte d’appello di Lecce.
di Antonino Ravanà
La Sicilia, 25 marzo 2026
Organico ridotto a fronte di un sovraffollamento sempre più preoccupante, ma anche un’intensa attività operativa con arresti, denunce e sequestri. La presenza media (gennaio 2025 - febbraio 2026) è di 360 detenuti (315 uomini e 45 donne). Basta un dato per fotografare la situazione alla Casa circondariale Pasquale Di Lorenzo, istituto penitenziario diretto da Anna Puci: la Polizia Penitenziaria, guidata dal commissario capo Aurora Monica Mirabile, nel 2025 ha fronteggiato la gestione di 1.584 eventi (con una media di 4 al giorno), la gran parte classificati “critici”, per violazioni di norme penali consistenti in atti di violenza, minacce, resistenza, oltraggi, danneggiamenti, atti di autolesionismo e manifestazioni di protesta, nonché è stata impegnata nella gestione di gravi criticità a rischio della propria incolumità subendo aggressioni fisiche ma anche intervenendo in liti tra gli stessi detenuti.
umbria24.it, 25 marzo 2026
A Perugia le celebrazioni del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria. Si è svolta nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia, la celebrazione del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria, alla presenza dei funzionari e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria e delle più alte autorità civili, militari e religiose di Umbria e Marche. La cerimonia ha assunto quest’anno un significato particolare, poiché rappresentativa di tutti gli istituti penitenziari del distretto del nuovo Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, operativo dal 12 gennaio 2026 con sede proprio a Perugia.
di Massimo Lensi*
Corriere Fiorentino, 25 marzo 2026
581 persone detenute a fronte di 366 posti disponibili: il tasso di affollamento dell’istituto fiorentino di Sollicciano supera così il 160 per cento. I numeri che accompagnano questo dato non sono meno eloquenti: centinaia di episodi di autolesionismo, decine di tentativi di suicidio, aggressioni, tre vite perdute. Non è soltanto una sequenza statistica: è la rappresentazione concreta di una tensione strutturale. Quando il comandante della polizia penitenziaria definisce il carcere come “il reparto oncologico del diritto” (Il Tirreno, 23 marzo), non ricorre a un’immagine retorica: segnala il punto in cui la malattia dell’intero sistema giuridico diventa visibile e difficilmente eludibile.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 25 marzo 2026
Botte, umiliazioni, violenze fisiche e psicologiche erano coperte da verbali redatti dagli agenti. La stanza “Acquario”, o “stanza liscia”, all’interno del carcere di Ivrea era diventata la sala di punizione per i detenuti che sono stati ospitati nel penitenziario negli anni a cavallo tra il 2016 e il 2018. Botte, umiliazioni, violenze fisiche e psicologiche coperte da verbali redatti dagli stessi agenti che raccontavano di “detenuti scivolati sul pavimento bagnato”, o protagonisti “di gesti autolesionismo”. In alcuni casi le cartelle cliniche e i diari sanitari dei singoli detenuti sparivano del tutto.
- Roma. Presunte violenze nel carcere minorile, in aula le testimonianze dei ragazzi coinvolti
- Avellino. Giustizia riparativa, confronto all’Istituto “Rossi-Doria”
- Parma. Fili di cura: un anno di servizio civile per ricucire i legami con detenuti e famiglie
- Roma. “Sempre Persona” a Rebibbia: il valore del volontariato in carcere
- Fabriano. “I volti della povertà in carcere”, la mostra fotografica che racconta una realtà invisibile









