di Angela Napoletano
Avvenire, 13 novembre 2025
Il nodo immigrazione al centro dell’assemblea della Chiesa americana. Lanciata l’iniziativa “Non sei solo”. “La determinazione inflessibile a effettuare deportazione di massa e a limitare l’immigrazione irregolare, combinata ai finanziamenti senza precedenti per l’applicazione delle relative leggi, ha creato una situazione mai vista prima. I nostri fratelli e le nostre sorelle immigrati, dagli irregolari ai cittadini naturalizzati, vivono in uno stato di profonda paura”. È il bilancio del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca messo a punto dal vescovo di El Paso, Mark Seitz, nelle vesti di presidente uscente della Commissione per l’immigrazione della Conferenza episcopale americana, condiviso nel corso dell’assemblea annuale in corso a Baltimora. La stessa che, martedì, ha eletto l’arcivescovo Paul Coakley come nuovo presidente. La stretta sui migranti ha tenuto banco all’evento interrogando i vescovi sulla legittimità della difesa dei confini ma anche sulle difficoltà da affrontare per continuare a portare conforto alle comunità, in particolare quella sudamericana, prese di mira dall’amministrazione Trump.
Algeria. Finisce il calvario di Boualem Sansal, lo scrittore è stato scarcerato per motivi di salute
di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 13 novembre 2025
Era stato condannato a 5 anni di carcere perché ritenuto “minaccia all’unità nazionale”. Arriva al termine di un calvario durato un anno la liberazione dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, uscito dalle carceri del suo Paese natale dopo la grazia accordatagli dal presidente Abdelmadjid Tebboune. Cruciale la mediazione della Germania, con il capo dello Stato tedesco Frank-Walter Steinmeir che proprio lunedì aveva lanciato un appello alla scarcerazione dell’intellettuale 81enne, in prigione nonostante un cancro alla prostata per scontare una condanna per “minaccia all’unità nazionale”. Una richiesta alla quale Tebboune “ha risposto favorevolmente”, ha fatto sapere la presidenza algerina, che dando la notizia ha sottolineato come siano stati i tedeschi ad occuparsi “del trasferimento e delle cure” di Sansal, arrivato in Germania ieri sera.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 novembre 2025
Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha accolto il reclamo presentato dall’avvocata Pina Di Credico: non una concessione discrezionale, ma un diritto costituzionalmente garantito. Per la prima volta un ergastolano condannato per reati di mafia potrà vivere momenti di intimità con la propria moglie senza il controllo a vista degli agenti. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Bologna con l’ordinanza depositata l’11 novembre, accogliendo il reclamo presentato dall’avvocata Pina Di Credico. Trent’anni di carcere, trent’anni duranti i quali il colloquio è stato consumato sotto lo sguardo della polizia penitenziaria. Adesso quella sorveglianza viene meno. Non come premio, ma come diritto.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 12 novembre 2025
Il 2 novembre 2025, Elia Del Grande si è allontanato dalla Casa di lavoro di Castelfranco Emilia. Alcuni quotidiani hanno prontamente titolato che è evaso da una comunità, è falso: Del Grande, dopo avere scontato la sua pena, dopo ben 26 anni di detenzione, invece di essere libero, come sarebbe accaduto in un paese in cui non vige un Codice penale autoritario scritto dal legislatore fascista, si trovava rinchiuso in una “casa di lavoro”. Cosa sono le case di lavoro? Sono istituzioni in cui si eseguono le misure di sicurezza, ovvero, luoghi, in tutto uguali a carceri - di cui spesso altro non sono che sezioni - in cui una persona, che ha finito di scontare la pena, si trova recluso per un tempo indeterminato, perché ritenuto da un giudice “socialmente pericoloso”.
avellinotoday.it, 12 novembre 2025
Le parole del garante campano dei detenuti. Al momento in Italia ci sono 28 donne madri in carcere (alcune anche incinte) e 26 figli presenti, tra gli istituti femminili di Rebibbia (Rm) e Bollate (Mi) e gli Icam di Milano, Torino, Venezia e Lauro (Av). Nell’Icam di Lauro ci sono 8 detenute madri di cui 4 sono incinte, 3 tra il quarto e il sesto mese di gravidanza e una in procinto di partorire, la quale potrebbe essere anche a rischio di infezione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 novembre 2025
Il padre di Giulia audito in Commissione Femminicidio a due anni dalla morte della figlia per mano dell’ex: “L’educazione affettiva non è un pericolo, ma una protezione”. Non servono “più punizioni o leggi più dure”, la risposta della politica ad ogni fenomeno che sconvolge la coscienza pubblica. “La giustizia serve, ma arriva sempre dopo. Io sono qui per parlare di ciò che può arrivare prima, la prevenzione e quindi l’educazione”. Due anni dopo il femminicidio di sua figlia Giulia, Gino Cecchettin, suo padre, parla davanti alla Commissione Femminicidio per dare conto del primo anno di attività della Fondazione che porta il nome di sua figlia. “Sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre”, esordisce davanti ai parlamentari, spiegando di aver voluto trasformare il dolore in qualcosa di positivo.
di Sebastiano Messina
L’Espresso, 12 novembre 2025
Le divergenze di vedute nello stesso campo largo impongono di condurre una campagna mirata. Ci sono una buona e una cattiva notizia, per l’opposizione, nell’ultimo sondaggio Demos-Repubblica sulla riforma della giustizia. La buona notizia è che la maggioranza favorevole alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è risicata: il 51 per cento. Un margine sottile, che lascia aperta la possibilità di una rimonta nei mesi che ci separano dal referendum confermativo previsto per marzo. La cattiva notizia, invece, è che la divisione attraversa lo stesso campo largo. Non pochi tra gli elettori del Pd (il 30 per cento) e persino del Movimento 5 Stelle (il 42 per cento) guardano alla riforma con una certa benevolenza. Dati che dovrebbero far riflettere chi continua a leggere questa battaglia come la solita guerra tra buoni e cattivi, tra giustizialisti e garantisti, come se il tempo non fosse passato e la realtà non fosse cambiata.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 12 novembre 2025
L’associazione dopo la disponibilità del Guardasigilli al dibattito: “Noi presenti se ci saranno le condizioni”. Confronto televisivo sulla riforma della Giustizia sì o no? La risposta giusta è “dipende”, secondo il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Rocco Maruotti il solo che abbia voglia di entrare nel merito della questione mentre il presidente Cesare Parodi la liquida così: “Non c’è ancora nulla di certo”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 novembre 2025
L’Esecutivo potrebbe accelerare l’iter per evitare l’Election Day con le amministrative. Nell’attesa che tutti i comitati referendari scaldino i motori per entrare nel vivo della campagna, ci si chiede sempre con più interesse quando si terrà il voto popolare che deciderà se il nostro sistema dovrà accogliere o meno la separazione delle carriere tra giudici e pm. Due giorni fa proprio la premier Giorgia Meloni, rivolta alla sinistra, ha detto: “Loro sanno che sono norme di buon senso e infatti che dicono? “Votate no al referendum per mandare a casa la Meloni”. Ma mettetevi l’anima in pace, la Meloni a casa ce la possono mandare solo gli italiani. Arriverà a fine legislatura e poi chiederà agli italiani di essere giudicata sul complesso di ciò che ha fatto. È una cosa alla quale la sinistra non è abituata: la democrazia”.
di Luciano Capone
Il Foglio, 12 novembre 2025
Congetture e citazioni inventate. La campagna di Gratteri per il no al referendum sulla giustizia è un vero pericolo per la magistratura. Immaginate se in un processo un pm chiedesse la condanna per un reato diverso da quello del capo d’imputazione. E immaginate che quel pm porti a supporto della sua richiesta di condanna una prova testimoniale o documentale che è palesemente falsa o contraffatta. Che idea si farebbe un cittadino della giustizia italiana? Questo è più o meno ciò che sta facendo il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nella campagna elettorale referendaria sulla separazione delle carriere. Da un lato Gratteri afferma che bisogna votare No alla riforma per qualcosa che la riforma non prevede, dall’altro porta a suo supporto una falsa citazione di Giovanni Falcone.
- Salvatore Borsellino: “Chiedo solo giustizia, invece mi indagano”
- Triveneto. I Vescovi incontrano i Cappellani delle carceri del nordest
- Lombardia. Segni di speranza in carcere
- Roma. Nel carcere di Rebibbia due decessi in meno di una settimana
- Ferrara. Giovane suicida in carcere, assolto agente della Polizia penitenziaria











