di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 novembre 2025
Una ragazza sta per partorire nell’istituto di Uta, quattro gestanti nell’Icam di Lauro sono senza ginecologo. I garanti denunciano: “Quale colpa hanno i bambini?”. C’è una giovane donna nel carcere di Uta, in Sardegna, tossicodipendente e incinta. Rischia di partorire in una cella. Gli spazi della casa circondariale non sono attrezzati per un evento del genere, eppure lei è lì, con il pancione che cresce e nessuna soluzione all’orizzonte.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 novembre 2025
Separare a zero Una campagna senza merito: verso il referendum sulla giustizia tra sparate, fake news e risse (anche postume) tra favorevoli e contrari alla riforma. Di Pietro contro Gratteri. Più vintage? Signorile contro Cirino Pomicino. Derby socialista: Andò contro Formica. Preferite i comunisti? Violante contro Barbera. Per i più raffinati, volendo, abbiamo Padovani contro Coppi. Bello, no? La prima parte della campagna referendaria sulla giustizia è tutta così. O peggio. La contrapposizione postuma tra Falcone e Borsellino, con annesse accuse di propalare fake news sulle passate posizioni dell’uno e dell’altro, è uno spettacolo troppo triste persino per questa maledetta seconda repubblica e mezza.
di Serena Sileoni
La Stampa, 13 novembre 2025
Sono quasi trent’anni, dalla Commissione D’Alema del 1997, che la separazione delle carriere dei magistrati è oggetto di attenzione politica e tentativi di riforma costituzionale. Mai come ora si è andati vicini allo scopo, anche se le riforme legislative che si sono succedute in questi anni, da quella Mastella a quella Cartabia, hanno reso più difficile il passaggio dalla funzione requirente e quella giudicante. Resta l’ultimo miglio, dall’esito non scontato. Il referendum costituzionale è infatti per sua natura di opposizione. È vero che viene definito anche referendum confermativo, poiché chiede agli elettori se vogliono confermare o meno la riforma approvata in parlamento. Ma, dal momento che non ha quorum di partecipazione, bastano pochi no espressi per superare molti sì taciti.
di Luigi De Magistris
Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2025
La riforma costituzionale sulla magistratura approvata dal governo e dalla maggioranza politica parlamentare non incide sul funzionamento della giustizia, non cura gli interessi del popolo, ma è punitiva nei confronti della magistratura libera e coraggiosa e tesa a garantire l’impunità del potere politico. Sgomberiamo subito il campo dall’idea che se dovesse vincere il Sì al referendum confermativo noi avremmo una giustizia più giusta, equa, efficiente, efficace e rapida. Questa è una balla. Assimilare casi come Garlasco, che purtroppo ad onor del vero non sono un’eccezione, alla separazione delle carriere e alla riforma del Csm è pura propaganda e demagogia politica.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 13 novembre 2025
Il contratto per i 12mila precari della Giustizia scadrà il 30 giugno. Il governo vuole stabilizzarne solo 6mila. Mettendo a rischio la funzionalità dei tribunali. Che le necessità della macchina della giustizia siano tra le ultime priorità del governo di Giorgia Meloni, lo si sapeva da tempo. Ma ieri è arrivata l’ennesima riprova. Il capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio - la magistrata Giusi Bartolozzi, assurta all’onore delle cronache soprattutto per il suo coinvolgimento nel caso Almasri - ha infatti convocato ieri i sindacati per discutere delle prove selettive alle quali dovranno sottoporsi i circa 12mila precari assunti il 1° febbraio 2022 grazie ai fondi del Pnrr e in scadenza il 30 giugno 2026.
di Angela Stella
L’Unità, 13 novembre 2025
Presentato un pacchetto di 14 norme per inasprire ulteriormente quelle già introdotte dal dl sicurezza del governo: stretta su manifestazioni, sgomberi, furti in casa e borseggi. Meno diritti ai ragazzini migranti. Ma le proposte non entusiasmano Meloni. A cinque mesi dalla conversione in legge del decreto sicurezza, la Lega ha presentato un nuovo pacchetto in quattordici capitoletti per inasprire ulteriormente le stesse norme su cui il governo e la maggioranza sono intervenuti già quest’anno e per introdurre nuove fattispecie di reato: 14 punti su tutela delle forze dell’ordine, stretta sulle manifestazioni, sgomberi, furti in casa e borseggi, immigrazione.
di Federico Capurso
La Stampa, 13 novembre 2025
“Vogliamo rendere le nostre città più sicure e per farlo va garantito il rispetto delle regole”. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, della Lega, è stato uno dei principali estensori del pacchetto di misure su sicurezza e immigrazione presentate ieri alla Camera dal Carroccio. Ci sono nuovi reati, come quello per chi non si ferma ai posti di blocco della polizia, e vari inasprimenti di pena, ma anche paletti più rigidi come quelli per gli organizzatori delle manifestazioni che dovranno offrire una garanzia economica in caso di danni, e divieti più stringenti, come quello che ricadrà sui burqa. “Sono proposte che mettiamo a disposizione degli alleati e siamo aperti ad accogliere le loro”.
di Barbara Millucci
Corriere della Sera, 13 novembre 2025
Pet-art oltre le sbarre. Opere d’arte realizzate con pet riciclato da giovani detenuti degli Istituti Penali per i Minorenni (Ipm) al fine di raccontare un viaggio simbolico, all’insegna della sostenibilità, della rinascita e della crescita personale. Redivivus è un progetto di giustizia minorile presentato presso l’Istituto Centrale del Restauro al Complesso Monumentale di San Michele a Ripa a Roma, che trasforma il riciclo in un percorso di rinascita e trasformazione. Protagonisti i giovani degli Ipm e degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta, autori di 19 opere realizzate con bottiglie in Pet riciclate. L’iniziativa intreccia arte, sostenibilità e inclusione sociale, offrendo ai ragazzi coinvolti la possibilità di trasformare materiali di scarto in nuovi strumenti espressivi, all’insegna della consapevolezza interiore e di una libertà perduta.
Il Sole 24 Ore, 13 novembre 2025
Annullato un evento per i detenuti di Opera. La circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria impone l’autorizzazione: “Tolta autonomia alle Direzioni”. Con una nota del 21 ottobre il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria “ha imposto a tutte le Direzioni” delle carceri “di chiedere l’autorizzazione per lo svolgimento di eventi e iniziative all’interno degli istituti penitenziari”, con “una sorta di centralizzazione, che ha tolto qualsiasi autonomia alle Direzioni”. Un provvedimento stigmatizzato dagli avvocati della Camera penale di Milano e che ha già portato “all’annullamento, improvviso e privo di motivazione” di un evento che era previsto alla Casa di Reclusione di Opera, al quale “erano regolarmente iscritte 140 persone”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 13 novembre 2025
Nel quartiere Città giardino, l’associazione Volontari in carcere-Vic ha una casa che accoglie i detenuti in permessi premio o in situazione di misure alternative alla detenzione. Spazi a misura di relazione, dove possono trascorrere del tempo con i loro cari. Il racconto di una mattinata nella casa, con gli ospiti Ettore, Sandro, Anita (nomi di fantasia), l’operatore Maurizio e i volontari Gianfranco e Chiara. Lei fa volontario in carcere da 17 anni: la sua storia è una delle dieci che Vita ha raccolto in “Volontario, perché lo fai?”, andando proprio là dove tutto farebbe pensare che “tanto non cambia niente”.
- Udine. Il carcere si rinnova: spazio per dar lavoro a 15 detenuti
- Pordenone. Il carcere di San Vito al Tagliamento: ricadute integrate e valore aggiunto
- Siracusa. La cooperazione sociale come ponte tra detenzione e nuova vita
- Pisa. Giustizia riparativa e le condizioni in carcere: la rassegna per ragionare su passato e presente
- Torino. Morta Maria Teresa Pichetto, portò la cultura in carcere











