di Matteo Macor
La Repubblica, 14 novembre 2025
Misure alternative alla detenzione per chi ha meno di tre anni di pena da scontare. É la proposta che arriva da Antigone e Comunità di San Benedetto, alla luce dei dati di “Senza respiro”, il nuovo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione nel Paese, presentato con un evento congiunto a Genova, per chiedere a gran voce alla politica di occuparsi - sono le parole dei rispettivi responsabili - “della dignità umana e di collaborare per creare percorsi di cura, emancipazione e libertà”. I numeri del settore, del resto, parlano chiaro. Solo a Genova, nel carcere di Marassi risulta un sovraffollamento del 129 per cento, con 680 detenuti presenti su 553 posti disponibili. A Pontedecimo sono detenute 137 persone su 86 posti dichiarabili, per un sovraffollamento del 159 per cento.
sardegnanotizie24.it, 14 novembre 2025
Giornata di studi del 21 novembre 2025 dedicata a detenzione, tutela e trattamenti penitenziari. Un confronto diretto sullo stato delle carceri italiane aprirà il convegno “Il sistema carcerario tra diritto penitenziario e diritti umani”, in programma il 21 novembre all’Aula Lai del Campus Sant’Ignazio. L’iniziativa, organizzata da Elsa Cagliari, riunisce docenti universitari, magistrati e avvocati per analizzare condizioni di detenzione, tutele e criticità strutturali. La sessione antimeridiana si concentrerà sulla situazione attuale degli istituti penitenziari e sul confronto con i modelli europei ed extra Ue, con gli interventi di Maria Francesca Cortesi, Andrea Deffenu e Daniele Amoroso. A seguire, un approfondimento sul lavoro penitenziario e sulle pratiche di trattamento, con il contributo del direttore della Casa circondariale “Ettore Scalas”, Pietro Borruto, dell’avvocato Fernando Vignes e di Irene Testa.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 14 novembre 2025
Nella casa circondariale il progetto “Sprigionare i pensieri”. Sono una decina di uomini di diverse età, italiani e stranieri, che hanno commesso reati anche seri, qualcuno in procinto di tornare libero dopo aver scontato la pena, qualcun altro affidato ai servizi di pubblica utilità oppure ammesso a uscire di giorno per fare rientro in cella la notte. Sono queste persone ad aver raccontato la loro vita, la loro storia, in un laboratorio di gruppo nella casa circondariale di Novara grazie al progetto “Sprigionare i pensieri”, percorso di ricostruzione della propria identità e di ripensamento di vita attraverso gli strumenti della narrazione e della scrittura, sostenuto dalla Fondazione Franca Capurro per Novara. L’auspicio, hanno detto ieri nella sede di Confindustria Novara Vercelli Valsesia i protagonisti dell’iniziativa, è che possa diventare un progetto pilota in regione e in Italia, oltre che proseguire con altri gruppi di detenuti. Ieri, a conclusione del percorso, il presidente della Fondazione Filippo Arrigoni ha anche donato alla direttrice del carcere Annamaria Dello Preite due pc portatili, per rafforzare le competenze digitali di chi vive fra quelle mura.
di Nino Luca
Corriere della Sera, 14 novembre 2025
Al teatro Martinitt di Milano applausi per la Band “Freedom Sounds” del carcere di Bollate che si è esibita con gli “Eugenio in Via di Gioia”. Standing ovation e pubblico in delirio al Teatro Martinitt di Milano per “Note di libertà”, il concerto che ha celebrato i 15 anni del progetto “Musica in carcere” promosso dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino e Milano Musica. Protagonisti sul palco la Freedom Sounds, band formata da detenuti della Casa di Reclusione di Bollate, insieme agli Eugenio in Via di Gioia e al cantante Blu (nome d’arte di Nicolò Barbini, ndr) che ha ricordato come “la musica ci fa sentire tutti uguali”.
di Filippo La Porta
L’Unità, 14 novembre 2025
Quando un potere diventa cieco e astratto, e dimentica l’empatia per l’uomo, diventa mostruoso e disumano: così ragionava il padre del garantismo, rileggendo le pagine dell’Ivan Ilic di Tolstoj. All’inizio di un celebre saggio su Gandhi Orwell scrisse che tutti i santi sono colpevoli, fino a prova contraria. Si potrebbe parafrasarlo per definire la posizione di Leonardo Sciascia: tutti i giudici sono colpevoli, fino a prova contraria. Per la ragione che si trovano a disporre di un potere “terribile” (Montesquieu), che li eleva al di sopra di tutti gli altri uomini. Un giudice dovrebbe non tanto “godere” il potere che ha quanto “soffrirlo”. Sciascia ha affrontato questo tema anche in una pagina di Cruciverba (1983) dedicata alla Morte di Ivan Ilic di Tolstoj, dove leggiamo del paragone che sorge in Ivan Ilic, ormai sul punto di morte, tra il giudice, cioè se stesso, e il medico. “La faccia che lui faceva all’accusato, la stessa precisa faccia fece a lui il celebre medico”. Il medico lo guardava come il giudice imperscrutabile “non tenuto a render conto di nulla”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 14 novembre 2025
La sete di propaganda del Governo e della maggioranza è inesauribile. L’8 marzo era stata l’occasione per una legge sul femminicidio, il 4 ottobre per stabilire la festività nazionale in onore di San Francesco d’Assisi. Quel giorno era già prevista la solennità civile per Santa Caterina da Siena, quindi una coabitazione foriera di grande confusione che era stata inutilmente segnalata dall’ufficio studi del Senato. Purtroppo la fretta e la demagogia trovano l’accordo di tutte le forze politiche. Così il presidente Mattarella si è trovato di fronte a un pasticcio inestricabile.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 14 novembre 2025
Giuseppe Conte si accorge che le città italiane sono insicure, e ripesca il vecchio armamentario giustizialista, mai del tutto dismesso, della forza politica di cui è il leader. Il primo segretario del Pd, Walter Veltroni, ormai editorialista, lancia la parola d’ordine libertà uguale sicurezza sulle colonne del Corriere della Sera. Anche la segretaria attuale del Pd, Elly Schlein, su richiesta di alcuni amministratori, riapre il tema della sicurezza, da oggi a Bologna. “Con la sicurezza si vince, o si prendono voti”. Questo è il mantra che si ripete a sinistra, guardando gli exploit realizzati in passato dalla Lega e da FdI. Ad essere troppo buonisti con migranti, rom, senzatetto, sex workers, attivisti, si perderebbero le elezioni. Ma davvero la questione della sicurezza non è mai stata affrontata dalla sinistra? E, soprattutto: si può davvero affermare che, fuori dalla destra, il securitarismo non abbia mai attecchito? A svolgere un’analisi diacronica accurata, emerge una realtà di tutt’altro tipo.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 14 novembre 2025
Il riflesso automatico dell’“emergenza”: in passato l’invocazione tattica dell’ordine pubblico ha spianato la strada alla destra. La ciclica “emergenza sicurezza” aleggia di nuovo nel dibattito politico italiano. La agita, come è noto, la destra, che con il passepartout della retorica securitaria ha fatto passare il ddl poi divenuto decreto chiamato, appunto, “sicurezza”. Dopo il quale, a colpi di annunci roboanti, Fratelli d’Italia e Lega si stanno sfidando a chi la spara più grossa, promettendo sfratti brevi, caccia ai maranza, cittadinanze ritirate e via reprimendo. Tuttavia, rischia di succedere che anche nel campo avverso l’emergenza riprenda a strisciare.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 novembre 2025
La Sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti rinviato alla Corte di Giustizia europea le norme italiane che impongono il divieto di produzione, commercio e importazione delle infiorescenze della canapa non psicoattiva e derivati. Un barlume di speranza si apre per i coltivatori di canapa italiani, e anche per la filiera della cannabis light (Thc sotto lo 0,2%). La Sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti rinviato alla Corte di Giustizia europea le norme italiane che impongono il divieto di produzione, commercio e importazione delle infiorescenze della canapa non psicoattiva e derivati, in aperta contraddizione con le regole della Politica Agricola Comune (Pac) dell’Unione europea. Si tratta in particolare dell’articolo 18 del decreto Sicurezza, convertito in legge nell’aprile scorso, che interviene sulla precedente legge 242 del 2016 con cui si intendeva promuovere la produzione della canapa industriale.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 14 novembre 2025
Vertice a Roma con il premier albanese Edi Rama: al centro l’ingresso nell’Ue e gli affari. La premier promette: “Con il Patto asilo finalmente funzioneranno”. “Quando entrerà in vigore il nuovo Patto Ue i centri in Albania funzioneranno, come dovevano funzionare all’inizio”. Undici mesi dopo averlo sillabato ad Atreju, il punto per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è rimasto lo stesso: la misura più emblematica del programma dell’esecutivo in materia di immigrazione non resterà incompiuta, costi quel che costi.
- Migranti. Sui Centri in Albania Meloni non molla: “Tra due anni funzioneranno”
- Migranti. Le tecniche di narrazione della premier sul caso Albania
- Il popolo della pace non si vuole arrendere: “Fermiamo le armi”
- Alberto Trentini in prigione da un anno, ora governo e società civile si decidano a intervenire
- Costruiamo un carcere “normale”











