di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 15 novembre 2025
Zitti, zitti, zitti. Silenzio totale. Parliamo delle carceri di tutto il mondo, indigniamoci per i regimi totalitari di diverso colore che maltrattano le persone detenute. Ma sulla situazione in Italia, mi raccomando, manteniamo un rigoroso silenzio… Va tutto benissimo, siamo un grande esempio di democrazia che rispetta i diritti delle persone e nel contempo un efficiente meccanismo repressivo che tutela la sicurezza dei cittadini e dà il giusto castigo ai lestofanti… E invece no. Non è vero nulla. È solo maledetta ipocrisia, conformismo vigliacco, che nessuno ha il coraggio di rompere fino a quando non arriva una piccola bambina che grida “Il Re è nudo!” e allora tutti fingono di scoprire sorpresi la realtà.
di Pino Pisicchio
Il Riformista, 15 novembre 2025
Dimenticanza del merito e trasformazione in un plebiscito pro o contro il governo. Una premessa: le righe che seguono non entreranno nel merito dell’antica telenovela “politica vs. pm e pm vs politica”, che trova e troverà fin troppi appassionati interpreti nella lunga cavalcata fino al referendum della prossima primavera. Si limiteranno, invece, a ragionare sull’effetto di quel referendum sulla politica in generale e sul governo in particolare, partendo da qualche evidenza e da qualche pregressa esperienza.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 15 novembre 2025
Diversi esponenti Pd stanno uscendo allo scoperto sul referendum, tra chi si dichiara a favore e chi dice, come Pina Picierno: “Non capisco le ragioni del No”. In principio fu Goffredo Bettini, “guru” dem e vero architetto dell’alleanza tra Pd e M5S, che per dichiarare il suo sì convinto alla separazione delle carriere andando quindi contro la linea ufficiale del partito scelse niente meno che il Congresso delle Camere Penali a Catania. “Se la separazione delle carriere è un segnale verso la terzietà del giudizio per me ben venga - disse Bettini - Se c’è l’imputato e due giudici è meglio che i giudici non si sommino ma, al contrario, si distinguano. Non due contro uno. Ma uno e uno. E se c’è un modo per evitare che qualche tipo di sentenza sia al riparo, di reciproche convenienze, di scambio di favori, di un clima politicamente intossicato ben venga il superamento delle correnti di potere nella magistratura, affidandosi a altre vie per la costituzione del Csm”.
di Luciano Capone
Il Foglio, 15 novembre 2025
Se fosse così l’associazione dei magistrati non avrebbe fondato un comitato per il No. Avrebbe potuto decidere di esprimersi contro la riforma, lasciando fare la campagna elettorale ai partiti e, al limite, ai singoli magistrati. Invece ha preferito scendere in campo come organizzazione. Ambiguità, ipocrisia e qualche menzogna. Ormai l’Anm sembra essere rimasta impigliata nelle incoerenze della propria campagna politico-mediatica contro la riforma della giustizia. Il presidente dell’associazione dei magistrati, Cesare Parodi, dice alla Stampa che rifiuta un confronto pubblico con il ministro della Giustizia Carlo Nordio per “evitare il rischio che l’Anm appaia come un soggetto politico di opposizione”.
di Federico Rota
Corriere della Sera, 15 novembre 2025
“L’importante è che non ci sia guerra fra politica e magistrati. Auspicavo e continuo ad auspicare un incontro fra le varie posizioni”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa parla uscendo dalla Sala Oggioni del Centro congressi, a margine del saluto portato all’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga). E, a proposito del dibattito sulla riforma che introduce la separazione delle carriere della magistratura, invita a una ricomposizione dei toni: “Non so se vale la pena fare la guerra”, nota il presidente del Senato.
di Irene Famà
La Stampa, 15 novembre 2025
La vedova del conduttore televisivo: “Giudici e pm, così eviteremo altre persecuzioni”. “Sono felice di questo sprint finale per il sì alla separazione delle carriere. Nel nome di Enzo”. Francesca Scopelliti parla come giornalista, ex senatrice e come compagna di Enzo Tortora, uno dei conduttori più noti della tv italiana finito vittima di un grave errore giudiziario. Scopelliti non ha nessun dubbio su cosa votare al referendum: “Sono impegnatissima per convincere i cittadini che questo è finalmente il momento di inizio per avere una giustizia più giusta”.
di Bartolomeo Romano*
Il Dubbio, 15 novembre 2025
Raggiunto l’accordo Pd-FdI, la Commissione Giustizia della Camera approva un emendamento che allinea l’Italia con la Convenzione di Istanbul e “rompe” con la tradizionale concezione di violenza e minaccia. Finalmente il delitto di violenza sessuale, disciplinato dall’articolo 609-bis del codice penale, sarà integrato in mancanza di “consenso libero ed attuale”: è la novità normativa dovuta ad un emendamento bipartisan approvato pochi giorni fa all’unanimità dalla commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
di Ilario Ammendolia*
Il Riformista, 15 novembre 2025
Nik Spatari è stato un artista di valore internazionale, architetto, scultore, pittore, e creatore del Musaba, un parco artistico culturale, che oggi è meta di visite di scolaresche, di studiosi dell’arte, di semplici visitatori che vengono da tutte le parti d’Italia e dall’estero. Negli anni Cinquanta e Sessanta aveva vissuto a Parigi, era diventato amico di Picasso e aveva frequentato Sartre e Jean Cocteau. Nick è ricordato come il gigante buono, che, insieme ad Iske, la sua compagna olandese, ha passato l’intera esistenza a creare bellezza nella Locride. Nessuno ricorda - o vuole ricordare - quando è stato arrestato come un delinquente. Secondo il Pm, dott. Gratteri, oggi noto bomber dei sostenitori del fronte del No, avrebbe dovuto essere custodito in carcere insieme ad Iske.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 15 novembre 2025
Se il giudice ritiene che l’effetto negativo della violazione commessa si estenda a periodi pregressi la motivazione dovrà dar conto di tale valutazione a ritroso. La Cassazione penale - con la sentenza n. 37101/2025 - ha accolto il motivo con cui il ricorrente lamentava la proiezione a ritroso delle violazioni disciplinari che gli erano state contestate. In effetti la decisione del tribunale di sorveglianza aveva esteso l’esclusione dal calcolo - finalizzato alla richiesta concessione di liberazione anticipata - di ulteriori semestri, precedenti quello in cui il condannato aveva commesso atti di rilevanza disciplinare durante la vita carceraria.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 15 novembre 2025
Il giovane aveva già provato a farla finita e per questo doveva essere sorvegliato. Il legale: “Era in attesa di giudizio, la morte in pieno giorno. Perché?”. Il giudice dopo l’arresto aveva ordinato una “stretta sorveglianza del detenuto”, che era in attesa di giudizio. Perché Osama A., il giovane di 30 anni di origine egiziana che si è tolto la vita giovedì a Torre del Gallo, aveva già provato a farla finita. E per questo dal carcere di Monza, dove era entrato alla fine di agosto con l’accusa di violenza sessuale, era stato trasferito nel carcere di Pavia. Qualcosa nella vigilanza, però, non ha funzionato: il giovane si è impiccato, poco prima di mezzogiorno, nel locale docce della sua cella. Il suicidio del 30enne è il 15esimo registrato nella casa circondariale dal 2021, il terzo dall’inizio dell’anno.
- Roma. L’esperienza di “Non Tutti Sanno”, il notiziario dei detenuti di Rebibbia
- Como. La rivolta nel carcere Bassone. I sindacati: “Trasferire subito cento detenuti”
- Biella. Carcere, arriva da Brissogne la direttrice a tempo pieno
- Lecce. La salentina Delle Donne e la missione di “Made in Carcere”
- Trento. Reinserimento sociale e condizioni detentive, una sfida che riguarda tutti











