di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2025
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Nessuna volontà di rivincita o vendetta. La magistratura non ha mai aggredito la politica, è stata la politica che in maniera anche codarda ha fatto passi indietro”. Dalla separazione delle carriere alla riforma del disciplinare, dalla giustizia civile all’ordinamento professionale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde alle domande del Sole 24 Ore al XXVIII Congresso della giovane avvocatura che si è aperto ieri a Bergamo.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 14 novembre 2025
Il presidente dell’Anm: “Sui migranti ci accusano di invadere il campo, ma noi applichiamo la legge”. Presidente Cesare Parodi, perché ha detto no al confronto con Nordio? “Perché voglio evitare il rischio che l’Anm appaia come un soggetto politico di opposizione. Pensi all’immagine, in una trasmissione di massimo ascolto: il ministro da un lato, noi dall’altra. E poi le strumentalizzazioni…”.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2025
Concentrare la campagna referendaria sulla “separazione delle carriere sì/no” è fuorviante: il quesito dirimente è se accettiamo un giudice disciplinare senza garanzie d’indipendenza. L’asse del referendum confermativo non è, malgrado la retorica da comizio, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri: quella è una scelta politicamente divisiva ma concettualmente chiara, da anni oggetto di confronto dottrinale e comparato, con argomenti seri su entrambi i fronti; il vero punto critico, quello che può alterare in profondità la fisionomia costituzionale della giurisdizione, è l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, perché lì si decide chi, come e con quali garanzie potrà giudicare i magistrati, e dunque quanto fragile o resistente sarà l’indipendenza effettiva dei giudici rispetto al potere politico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 novembre 2025
La stessa corporazione che tenta, invano, di usare Giovanni Falcone come sponsor del no alla separazione delle carriere, non fa ancora i conti con il passato. Usare Falcone, quando lui stesso era osteggiato anche per il suo spirito riformatore della magistratura, non rende giustizia. Purtroppo non fa i conti con la stessa sentenza del Capaci Bis, che ha individuato nella strage una sinergia che “si avvaleva della cooperazione (almeno) colposa di alcuni settori della Magistratura e che agevolava il processo di isolamento intrapreso nei confronti di Giovanni Falcone”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 novembre 2025
Sostiene di voler ristabilire l’equilibrio fra i poteri, riconducendo la magistratura nei suoi spazi, ma poi approva leggi che continuano ad attribuire alle toghe ampissima discrezionalità nell’attività giudiziaria. È il paradosso del centrodestra, emerso di nuovo con l’approvazione in commissione Giustizia della Camera dell’emendamento che introduce il “consenso libero e attuale” nel reato di violenza sessuale. “Una riforma necessaria, ma che lascia ai giudici una discrezionalità enorme nell’interpretazione del reato e nella determinazione della pena”, dice la giurista Ilaria Merenda.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 14 novembre 2025
Non bisogna seguire d’istinto, e di corsa, un attivismo scomposto ma fermarci, costringerci a ragionare al largo dei roghi accesi sulle vite degli altri. L’attivismo scomposto che punta alla visibilità e non costruisce cambiamento. La comunicazione come performance esasperata che si avvita su sé stessa, stravolge e mortifica la storica rivendicazione delle donne secondo cui “il personale è politico”. Il femminismo, cioè l’unico -ismo sopravvissuto in salute al Novecento, trasformato dal cedimento agli algoritmi in un brand ambiguo. A cavallo tra ideali scagliati come pietre e i meccanismi liquidi del mercato di click & like.
di Ilaria Dainesi
informatorevigevanese.it, 14 novembre 2025
È il 15esimo dal 2021 nella casa circondariale del capoluogo pavese. Un detenuto di 30 anni di origine nordafricana si è tolto la vita nella mattinata di ieri, giovedì 13 novembre, all’interno del carcere di Torre del Gallo, a Pavia. L’uomo si è impiccato nel locale docce del reparto. I tentativi di rianimarlo sono stati inutili. È stato un agente della polizia penitenziaria, accortosi di quanto stava accadendo, a dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, ma il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sono in corso accertamenti per chiarire le cause e le eventuali circostanze che hanno spinto il detenuto al gesto estremo. Quello di ieri è il quindicesimo suicidio registrato dal 2021 nella casa circondariale pavese.
di Anna Campaniello
Corriere della Sera, 14 novembre 2025
Rivolta nel carcere Bassone. A tarda serata di giovedì, il bilancio: feriti due agenti della polizia penitenziaria e un detenuto. In una giornata ad alta, davvero alta tensione. Iniziata presto. Di mattina, con un tentativo di evasione. Nelle ore successive, nel rapido volgere, un agente sarebbe stato costretto a rifugiarsi in un box in quanto assediato e “tenuto in ostaggio”, secondo quanto ricostruito, mentre nell’istituto penitenziario dilagava la protesta. Per riportare la calma è stato necessario l’invio di una decina di mezzi di rinforzo da Milano.
di Rossella Conte e Stefano Brogioni
La Nazione, 14 novembre 2025
Il giovane si è ucciso prima di finire in carcere dopo aver appreso la notizia dai suoi legali: avrebbe dovuto scontare altri 14 mesi di reclusione. Gli avvocati: “Si stava rimettendo in forma grazie a un personal trainer, la notizia lo ha travolto”. Un uomo di 32 anni, fiorentino, si è tolto la vita ieri mattina gettandosi dal tetto della propria abitazione, nella zona di Firenze sud, pochi istanti dopo che due avvocati erano andati a comunicargli l’arrivo dell’ordine di esecuzione del residuo della sua pena: un anno e due mesi di reclusione per una rapina. Una tragedia improvvisa, consumata in pochi minuti, che ha scosso profondamente il quartiere.
di Luigi Benelli
Corriere Adriatico, 14 novembre 2025
È un collegamento diretto col mondo del lavoro per collocare immediatamente i carcerati al termine della pena. Un nuovo inizio. Al carcere di Villa Fastiggi di Pesaro la consegna degli attestati di formazione a quindici detenuti che hanno preso parte al corso per esperto impiantista organizzato su un progetto del Garante regionale dei diritti della persona, Giancarlo Giulianelli: “Opportunità concreta di riabilitazione sociale e reinserimento nel mercato del lavoro”. Presenti alla conferenza che ha anticipato la consegna degli attestati il Vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Rossi e la Consigliera Segretaria dell’Ufficio di Presidenza Marta Ruggeri.
- Genova. La richiesta di Antigone e San Benedetto: “Misure alternative sotto i tre anni di pena”
- Cagliari. Carceri e diritti umani: una giornata di studi sul sistema penitenziario
- Novara. In carcere un laboratorio di scrittura: “Aiuta a pensare a sé e al dopo pena”
- Milano. “La musica ci fa sentire tutti uguali”: standing ovation per cantanti e detenuti
- Sciascia e il potere “terribile” dei pm











