di Roberto Monteforte
articolo21.org, 15 novembre 2025
La forza delle parole e dell’ascolto. Non è facile dare voce al mondo recluso. Varcare la porta carraia, i tanti cancelli blindati del carcere, lasciare all’ingresso documento e cellulare per raggiungere, passando attraverso controlli e metal detector, corridoio dopo corridoio, blindato dopo blindato che si aprono e chiudono alle nostre spalle, un gruppo di persone detenute che ti attendono in una saletta alla “terza sezione”. Lungo quel percorso hai tempo per metabolizzare il cambiamento tra il mondo di fuori, di chi è libero, e la realtà ristretta dove ti trovi, segnata da sbarre e soprattutto da limiti, dove anche le cose più banali devono essere richieste e concesse.
di Paola Pioppi
Il Giorno, 15 novembre 2025
Una trentina di detenuti sfollati in altre carceri o in procinto di essere allontanati dal Bassone, sette agenti contusi, uno dei quali con una prognosi di 30 giorni, e danni incalcolabili alle due sezioni coinvolte nella rivolta scoppiata giovedì pomeriggio all’interno del carcere comasco. La ricostruzione della violenta protesta è ancora in corso da parte degli agenti di Polizia penitenziaria, con una difficoltà oggettiva: una delle prime azioni dei detenuti, è stata spaccare le telecamere posizionate all’interno delle sezioni. In particolare, la 1^ e la 4^, in cui sono concentrati i soggetti più difficili da gestire, che si trovano una sopra all’altra.
di Mauro Zola
La Stampa, 15 novembre 2025
La Casa circondariale di Biella chiude così il lungo ciclo della direzione a scavalco. Fino a ora aveva potuto contare soltanto su di un direttore a scavalco la casa circondariale di Biella, mentre da qualche giorno a dirigerla è stata chiamata Velia Nobile Mattei. La nuova figura di vertice arriva da un carcere di minori dimensioni, quello di Aosta Brissogne, dove sarebbe rimasta per poco meno di due anni. Si trattava del suo primo incarico nel ruolo. Il passaggio è ora a una struttura, quella biellese, di fascia superiore. L’arrivo di Nobile Mattei è accompagnato da qualche polemica che aveva segnato il suo percorso.
di Rita De Bernart
quotidianodipuglia.it, 15 novembre 2025
“L’addio alla finanza per stare tra gli ultimi”. Luciana Delle Donne, leccese, ideatrice del progetto “Made in Carcere” da 19 anni dedica la sua vita, le sue competenze e l’esperienza maturata nel mondo della finanza, nel promuovere un nuovo stile di vita e creare un modello di economia rigenerativa. Con un grande sogno: generare il Bil, benessere interno lordo, parametro che misura la vera ricchezza umana e sociale. Manager di successo e portatrice sana di speranza e futuro.
provincia.tn.it, 15 novembre 2025
“Il dibattito sulla funzione della pena e sulle condizioni detentive resta di drammatica attualità. In Trentino non possiamo relegarlo a Spini di Gardolo perché chiama in causa tutti, istituzioni e società”. Così il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, intervenendo stamattina al convegno “Emergenza carcere a 50 anni dalla legge di riforma dell’Ordinamento penitenziario”, in corso oggi e domani presso il Palazzo di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento. Il vicepresidente ha ricordato quindi come la Provincia, pur non avendo competenza specifica sulla materia, che resta in capo allo Stato, intervenga nelle carceri nella gestione della sanità penitenziaria e, attraverso la stipula di convenzioni con il Ministero della Giustizia, nel reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti tramite la realizzazione di importanti servizi di supporto e percorsi di formazione.
di Augusto Goio
vitatrentina.it, 15 novembre 2025
A cinquant’anni dalla legge che avrebbe dovuto umanizzare il carcere e renderlo luogo di rieducazione, gli istituti penitenziari italiani restano sovraffollati, in sofferenza e ancora lontani dallo spirito della Costituzione. Lo hanno rimarcato i primi interventi che hanno aperto, questa mattina nella sala conferenze Fulvio Zuelli al Palazzo di Giurisprudenza, il convegno “Emergenza carcere a 50 anni dalla legge di riforma dell’Ordinamento penitenziario”, che oggi (14 novembre) e domani si propone di riaccendere il dibattito pubblico sul tema del carcere e della pena. Il convegno è promosso dalla professoressa Antonia Menghini, già Garante dei diritti dei detenuti della Provincia autonoma di Trento e docente di Diritto penale alla Facoltà di Giurisprudenza di UniTrento, con Elena Mattevi, ricercatrice di Diritto penale presso lo stesso Dipartimento, in collaborazione con la Camera Penale di Trento.
di Andrea Aliverti
malpensa24.it, 15 novembre 2025
“È bene che la politica ne parli, ma è ora di fare qualcosa di concreto per le carceri”. È il cappellano della Casa circondariale di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi, a sferzare la platea della tavola rotonda su “Carcere e Lavoro” organizzata da Azione a villa Calcaterra ieri sera, 13 novembre. “Lo Stato spende 3,8 miliardi per la gestione delle carceri, se li spendesse per le cooperative sociali che fanno progetti di reinserimento si farebbe molta più sicurezza - le parole di don David - ad esempio nella cooperativa La Valle di Ezechiele, su 35 persone occupate in cinque anni solo una è tornata a commettere reati”. Lo ricorda anche Sonia Serati, consigliere comunale di Gallarate: “La recidiva è stimata attorno al 70% per chi esce dal carcere ma scende al 2% tra chi segue progetti di reinserimento”.
di Fulvio Stumpo
laprovinciacr.it, 15 novembre 2025
Con il cappellano del Beccaria un viaggio nel mondo della devianza minorile: “Se in carcere vince il più forte è un fallimento. Bisogna parlare e capire. I social ingannano”. “Sei finito qui, ma non sei finito”. Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile ‘Cesare Beccaria’ di Milano, accoglie così i ragazzi che finiscono in istituto. Un’accoglienza che non è solo un augurio, ma un programma, reale e concreto, di rieducazione per chi ha sbagliato. “Così come prevede la nostra Costituzione”, ha detto il sacerdote, intervenuto stamattina al convegno nel Salone dei quadri, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Costituzione, una serie di incontri voluti dal prefetto Antonio Giannelli, un progetto coordinato dalla professoressa Giusy Rosati.
diocesiprato.it, 15 novembre 2025
Una amicizia nata dal superamento di una tragedia, avvenuta quattordici anni fa. Nuova tappa del cammino di conoscenza e approfondimento sul tema “giustizia riparativa” promosso dalla Caritas diocesana di Prato. Domani, sabato 15 novembre, alla Biblioteca Lazzerini, è in programma un convegno dedicato a questa esperienza di riparazione e riconciliazione, aperto a tutti gli interessati. La prima parte sarà dedicata al racconto di una testimonianza. Saranno presenti Claudia Francardi e Irene Sisi, protagoniste di un percorso davvero esemplare e significativo. Una notte di quattordici anni fa, vicino a Grosseto, un’auto con quattro amici reduci da una festa viene fermata da una pattuglia dei carabinieri. Matteo Gorelli, uno dei giovani, reagisce con violenza aggredendo i militari.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 15 novembre 2025
Il report, diffuso dopo lunghe verifiche, certifica la reazione eccessiva delle forze dell’ordine davanti al tentativo di “un piccolo gruppo” di forzare il cordone di sicurezza, tra “uso eccessivo della forza” e “fermi senza base giuridica”. L’uso di gas lacrimogeni senza preavviso, di idranti “a distanza ravvicinata” e le manganellate non “hanno rispettato i protocolli di necessità e proporzionalità”. La questura dà una versione opposta. A Udine, il 14 ottobre, la manifestazione nazionale contro la partita Italia-Israele e la normalizzazione del genocidio a Gaza è diventata un laboratorio di versioni contrapposte.
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