di Paolo Dimalio
Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2025
Canapa sativa Italia: “Finalmente il chiarimento definitivo”. I giudici Ue valuteranno se le leggi italiane siano conformi al diritto Ue. I giudici amministrativi sottolineano dubbi sul divieto “indipendentemente dal livello di thc”. Mentre proseguono i sequestri agli agricoltori della canapa, il Consiglio di Stato porta sul tavolo della Corte di Giustizia europea il bando alla cannabis light. I magistrati lussemburghesi potrebbero spazzare via il divieto del fiore della canapa introdotto dall’articolo 18 del decreto Sicurezza, ma per il verdetto dovremo attendere un paio d’anni. Con l’ordinanza pubblicata il 12 novembre, i giudici amministrativi hanno chiesto ai colleghi europei di valutare se la normativa italiana sia coerente con le leggi europee.
di Sergio D’Elia e Roberto Rampi
L’Unità, 15 novembre 2025
Di fronte all’orrore del 7 ottobre è come se in Israele l’idea tremenda della vendetta abbia preso il sopravvento sulle idee di giustizia e libertà, di vita del diritto per il diritto alla vita, che sono quelle che hanno fatto la differenza in un mondo dove dominano regimi ingiusti e illiberali, che profanano la vita e il diritto. Si affaccia ora anche lo spettro della pena di morte, l’idea del contrappasso e del castigo anche nella giustizia. In nome di Abele lo Stato diventa Caino. L’unico parlamento pluralista e democratico in una terra senza parlamenti degni di questo nome, vota la ripresa della pena capitale. Ma solo per i palestinesi che si sono macchiati le mani di sangue israeliano. Caino non è il fratello ebreo di Abele, è il fratello musulmano che ha ucciso l’ebreo. È la rivalsa dello Stato etnico, siamo a un passo vicino al basso più profondo che oltrepassa la dimensione già abissale dello Stato etico, padre padrone della vita dei suoi cittadini.
di Don Mattia Ferrari
La Stampa, 15 novembre 2025
Dall’inizio del 2025 negli Usa è iniziato un programma di deportazioni di massa. Le operazioni si svolgono ovunque. Dai dati ufficiali a fine settembre risultavano detenute presso la Immigration and Customs Enforcement (Ice) 59.762 persone, di cui il 71,5% non aveva alcuna condanna penale. Altre 181.210, famiglie e singoli individui, risultavano ufficialmente sotto controllo nel programma Alternatives to Detention (Atd). A fine ottobre risultavano deportate più di 527.000 persone, mentre circa 1,6 milioni avevano lasciato gli Usa formalmente in modo volontario.
di Giacomo Talignani
La Repubblica, 15 novembre 2025
A Belém prevista una gigantesca manifestazione per la città. Sale la tensione sul tema sicurezza, l’esercito all’interno della Cop. Intanto, a rilento, proseguono i negoziati. La risposta all’inazione si chiama Marcha Global Unificada por la Justicia climatica. Oggi, 15 novembre, per le strade di Belém in Brasile, dove è in corso la Cop30, un fiume di persone di ogni provenienza e colore marcerà per la città per chiedere più giustizia climatica, la fine immediata dei combustibili fossili, maggiore partecipazione e più diritti per i popoli indigeni nella gestione delle terre. Ci saranno contadini, pescatori, famiglie, agricoltori, centinaia di rappresentanti dei popoli indigeni dell’Amazzonia, ma anche i vari movimenti globali per il clima, come i giovani di Fridays For Future. Sarà una gigantesca onda, si spera una festa, che punta ad attirare l’attenzione del mondo sui negoziati che, mai come prima, quest’anno a Belém dovranno fornire risultati concreti. E sarà anche la prima volta, dopo tre anni di Cop in petrol-stati, dove la società civile tornerà a farsi sentire in maniera così massiccia. In parte, il grido d’aiuto della società - come quello di popoli indigeni e attivisti - ha già sconvolto il grande vertice sul clima del Brasile.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 14 novembre 2025
Dopo la circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che fa passare per Roma le autorizzazioni per gli eventi negli istituti in cui è presente l’alta sicurezza, anche se riguarda le sezioni di media sicurezza, sono iniziate le cancellazioni degli incontri. Vita ha raccolto le testimonianze di alcune associazioni che si sono viste annullare all’improvviso gli appuntamenti, in programma da tempo: dal rugby al teatro, dalla lettura ai laboratori di nonviolenza. Gli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo iniziano ad essere annullati in diverse carceri.
di Ginevra Leganza
Il Foglio, 14 novembre 2025
Nordio e Delmastro, sul referendum, come venti contrari sulla stessa vela. Al ministero della Giustizia, l’anziano padre porta su il masso. Fintanto che il figlio di Colle Oppio lo spinge giù. L’ultima circolare del sottosegretario con delega alla polizia penitenziaria è dunque l’ultimo incomodo di Via Arenula. In questo caso il problema - spiegano dal ministero - è che la Circolare-Delmastro centralizza le decisioni sulle attività educative e ricreative dei detenuti. Sicché innesca malanimo in coloro che, nell’ottica del ministro, sono gli amici del Sì al referendum. In particolare, i penalisti.
di Gian Luigi Gatta
La Repubblica, 14 novembre 2025
Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e aprire gli occhi. Cos’altro deve accadere? Montecitorio ha ospitato ieri (13 novembre) una cerimonia per i 50 anni della legge sull’ordinamento penitenziario, adottata per attuare l’articolo 27 della Costituzione: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Il ministro della Giustizia Nordio ha nell’occasione tenuto una lectio magistralis e ha ribadito la sua tesi sulla mancanza di una relazione tra sovraffollamento e suicidi in carcere. “I suicidi non sono per niente collegati al sovraffollamento” che è semmai “una forma di controllo reciproco”, utile a sventare gesti estremi.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2025
Mentre il guardasigilli tiene la sua lectio magistralis alla Camera, a Pavia si è ucciso il 69° detenuto. Alla Camera discutono di carcere, perfino con Carlo Nordio in veste di oratore per quella che viene presentata come una sua “lectio magistralis”. Lui subodora subito il rischio assicurato dello sfottò e piglia le distanze da se stesso. “No no, la mia non sarà una lectio magistralis”. E allora perché non ha evitato prima che fosse annunciata così nel mini incontro per ricordare i 50 anni della legge sull’ordinamento giudiziario?
di Piero Sansonetti
L’Unità, 14 novembre 2025
Il governo Meloni, da quando si è insediato, ha introdotto una ventina di nuovi reati nel codice penale. E ha stabilito un aumento delle pene per circa 40 anni di carcere per reati già esistenti. Coi decreti sicurezza ha stabilito che nelle carceri non sono permesse neanche le proteste non violente e saranno punite con una pena fino a sette anni, poi ha ridotto il permesso di manifestare ostacolando il traffico, anche qui prevedendo la prigione, e ha deciso che una donna incinta può andare in cella, e se ha un bambino anche di un anno, e non sa a chi lasciarlo, il bambino andrà in cella con lei e sconterà la pena. Queste ultime due norme sono studiate contro le mamme rom. Possiamo, senza polemiche ma limitandoci ai fatti, definirle leggi razziste.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 novembre 2025
Dopo lo svarione di Gratteri su Falcone, la rinuncia di Parodi alla sfida con Nordio, che divide le toghe. “E i partiti si sfilano”. Da un lato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che cita un’intervista falsa a Giovanni Falcone in diretta televisiva. Dall’altro lato il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che si ritira “a malincuore” dal duello con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Due circostanze susseguitesi nel giro di poche ore che possono incrinare la comunicazione del fronte del No alla separazione delle carriere, già in difficoltà visti i sondaggi.
- “La separazione riequilibra i rapporti tra politica e giustizia”
- Parodi: “Non vado al confronto con il ministro per non politicizzare il dibattito sul referendum”
- Non la separazione delle carriere: il vero cavallo di Troia di Nordio è l’Alta Corte disciplinare
- Le vere parole di Borsellino: “Falcone fu isolato dai colleghi e sostenuto dal governo”
- Il ddl sulla violenza sessuale fa il contrario di ciò che vuole il governo: dare più poteri alle toghe











