di Christian Donelli
parmatoday.it, 1 aprile 2026
Ha trascorso un anno del carcere di via Burla a Parma. L’associazione Associazione Yairaiha Ets si sta mobilitando per far emergere il suo caso. La parlamentare Stefania Ascari dei 5 Stelle ha presentato un’interrogazione ai Ministeri di Giustizia e Salute: “È affetto da un gravissimo e complesso quadro clinico pluripatologico”. Grave ipovitaminosi e neuropatia tossico-carenziale, dumping syndrome, complicanze neurologiche degenerative, una condizione urologica altamente instabile con elevato rischio infettivo, idronefrosi con insufficienza renale, anemia correlata e ipertensione arteriosa farmaco-resistente. Sono solo alcune delle patologie certificate per Marco B. detenuto di 48 anni, il cui fine pena è previsto per il 3 marzo del 2048. La sua situazione sanitaria molto grave e complessa.
di Associazione Antigone Campania
L’Unità, 1 aprile 2026
Assolti i poliziotti filmati durante l’aggressione ai detenuti a Santa Maria Capua Vetere. E le spese legali toccano agli aggrediti. Si è concluso giovedì scorso, davanti alla Corte di Appello di Napoli, il giudizio di secondo grado nei confronti di due agenti di polizia penitenziaria, già assolti in rito abbreviato dalle accuse di tortura per i fatti avvenuti il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. I fatti - resi noti da videoriprese che hanno fatto il giro del mondo - erano stati definiti dal giudice delle indagini preliminari “una orribile mattanza”. Il giudice di primo grado non aveva ritenuto bastevoli le prove a carico dei due agenti fornite dal comandante di polizia penitenziaria, da alcuni testimoni e da conversazioni telematiche; elementi che secondo l’accusa erano sufficienti a dimostrarne la responsabilità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 aprile 2026
Nel carcere di Marassi, a Genova, il Venerdì Santo non suonerà più come un giorno di confine aperto tra il mondo dei liberi e quello dei reclusi. Per la prima volta in ventiquattro anni, la direzione dell’istituto ha negato l’autorizzazione al passaggio della Via Crucis cittadina, quel rito che dal 2002 attraversava le mura del penitenziario trasformando il portone in una sorta di Porta Santa. Lo scorso anno l’arcivescovo Marco Tasca aveva partecipato di persona, dando all’evento un peso simbolico che andava ben oltre la preghiera. Quest’anno, per la Pasqua 2026, non ci sarà nemmeno la croce.
di Erica Manna
La Repubblica, 1 aprile 2026
La proposta di passare davanti all’ingresso invece che all’interno è stata respinta dal parroco. Il cappellano don Gatti: “È in atto un giro di vite su tutto”. Le porte del carcere di Marassi sono “sempre più chiuse”. A renderlo evidente non c’è solo l’episodio “sgradevole e mortificante” della via crucis negata all’interno delle mura, per la prima volta in ventiquattro anni. Ma molti altri “giri di vite” da parte dell’amministrazione penitenziaria: attività trattamentali per il reinserimento e il recupero sociale ostacolate da “sempre crescenti difficoltà, limitazioni, pastoie burocratiche”. Tali da rendere più tortuosa persino “l’organizzazione dei pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio” e “l’attività religiosa, stretta tra limitazioni e burocrazie”. Sono parole dure quelle di don Paolo Gatti, cappellano del carcere di Marassi da oltre vent’anni. Spiega di non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla direttrice della casa circondariale Tullia Ardito sulla mancata sosta della processione all’interno delle mura.
di Francesca Novelli
Il Gazzettino, 1 aprile 2026
“Note di libertà e speranza. 1986 2026: Buon Compleanno Giotto!”: è questo il titolo del concerto che si terrà l’8 aprile alle 21 nella Sala Giotto della Fiera. L’evento, interamente gratuito, celebra i quarant’anni di attività della cooperativa sociale Giotto, realtà padovana impegnata nel reinserimento lavorativo dei detenuti e oggi modello di riferimento nazionale ed internazionale. Non a caso, il concerto sarà trasmesso in diretta in numerose città italiane tra cui il comune siciliano di Alcamo, con cui la Cooperativa collabora attivamente da anni e anche all’estero, in Paesi come il Brasile, il Venezuela e gli Stati Uniti.
di Caterina Soffici
La Stampa, 1 aprile 2026
I governi di cinque Stati membri dell’Ue stanno minando “in modo sistematico e intenzionale” lo Stato di diritto. C’è anche l’Italia nella lista della vergogna indicata di Liberties, la principale organizzazione europea per la difesa delle libertà civili. Siamo in buona compagnia: insieme a Bulgaria, Croazia, alla Slovacchia autoritaria e filorussa e ovviamente all’Ungheria di Viktor Orbàn, capofila di tutte le nefandezze e da 16 anni campo di sperimentazione politica del concetto di “democrazia illiberale”. Il rapporto 2026 è stato pubblicato lunedì 30 marzo, ottocento pagine di fatti e dati forniti da oltre 40 Ong in 22 Paesi. Liberties (Unione per le libertà civili in Europa) descrive i governi di Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia come “demolitori” che stanno attivamente indebolendo lo Stato di diritto.
di Pietro Pellegrini
Il Manifesto, 1 aprile 2026
Nell’arco di poco tempo, per la seconda volta la Corte costituzionale viene interessata rispetto alla legge 180 poi inserita nella riforma sanitaria, la 833 del 1978. Infatti, con l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 29 dicembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - Corte costituzionale n. 9 del 4 marzo 2026 - è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 35 della legge n. 833/1978 in materia di trattamento sanitario obbligatorio (Tso) in quanto non prevede esplicitamente la presenza di un difensore di fiducia nel ricorso che l’interessato ha facoltà di presentare al Giudice tutelare.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 1 aprile 2026
La Corte costituzionale ha esplicitamente invitato il Parlamento, già più di una volta, ad adottarne una. È necessaria, una legge sul fine vita? Si può dire di sì almeno per tre ragioni.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 1 aprile 2026
Il Governo non ha ancora comunicato (come invece prescrive la legge) i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. E niente. E niente. E niente. Non passa giorno senza che chi è preoccupato per la piaga della ludopatia, dopo aver inutilmente presentato più interrogazioni parlamentari, controlli se per caso il governo ha finalmente deciso di rispettare la legge e cioè di comunicare i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. Eppure quella legge non rispettata, ricordano i deputati democratici Virginio Merola e Stefano Vaccari, fu voluta e votata proprio dal governo Meloni: “In base all’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, il Ministro dell’economia e delle finanze trasmette, entro il 31 dicembre di ogni anno, ai Presidenti delle Camere una relazione sul settore dei giochi pubblici, contenente, tra l’altro, dati sui progressi in materia di tutela dei giocatori e di legalità, sullo stato di sviluppo delle concessioni e delle relative reti di raccolta, sui volumi della raccolta e sui risultati economici della gestione del settore”. Macché: zero carbonella. Tutti muti.
di Elisa Forte
La Stampa, 1 aprile 2026
La psicologa Chiara Volpato: “I giovani si ispirano a questi modelli sperando d’essere visti, ma noi continuiamo a non guardarli”. “Questi ragazzi vogliono essere visti. E noi continuiamo a non guardarli”. Lo dice Chiara Volpato, professoressa senior di Psicologia sociale all’Università Milano-Bicocca, mentre analizza il caso del 17enne di Pescara che pianificava una strage scolastica. Deumanizzazione, mascolinità tossica, Covid, guerra, solitudine, videogiochi violenti. Ecco l’anatomia dell’odio.









