DOCUMENTI
Comunicato CNUPP. "L’Università in carcere: è ancora possibile?"
APPUNTAMENTI
Contro conferenza: "Sulle droghe abbiamo un piano. Stop war on drugs" (Roma, 6 - 8 novembre 2025)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal fino al 9 novembre 2025
"L'ipocrisia del carcere". Assemblea del Movimento No Prison (Assisi-PG, 13 e 14 novembre 2025)
CORSI DI FORMAZIONE
BANDI E CONCORSI
di Paolo Tomasi
L’Espresso, 6 novembre 2025
Sei italiani su dieci lo collocano in cima alle necessità sanitarie, secondo solo al cancro. Depositate in Cassazione le 50mila firme necessarie per un provvedimento. Più della metà delle persone che la mattina si stringono nel vagone della metropolitana ha problemi di insonnia. Il 70 per cento dei giovani fuori dalle università fra una lezione e l’altra o che hanno appena cominciato a lavorare convive con sbalzi d’umore o sintomi dello spettro depressivo. Una persona su cinque che si fa largo nella folla mentre attraversa la città ha assunto ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 6 novembre 2025
Dopo l’aggressione in centro a Milano, le critiche alla legge Basaglia sono infondate: i delitti sono diminuiti dopo la chiusura dei manicomi. Il tragico episodio di Milano che ha visto una donna accoltellata senza motivo nel pieno centro della città non può essere strumentalizzato. Vincenzo Lanni, l’uomo responsabile dell’assurdo gesto, aveva un precedente simile risalente al 2016, quando era stato dichiarato seminfermo di mente. Dopo il carcere era stato sottoposto a una misura di sicurezza. Ma se fosse possibile prevedere le azioni umane in maniera deterministica avremmo sconfitto da tempo ogni forma di criminalità. Non esiste società al mondo, neanche quella governata dal più rigido dei regimi, nella quale non accadano fatti che non vorremmo accadessero.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 6 novembre 2025
“Non possiamo fermarci al clamore del momento. Dobbiamo interrogarci per capire come rispondere alle sempre maggiori richieste di aiuto”. Così il fondatore di Exodus, dopo l’aggressione di piazza Gae Aulenti a Milano. Ha voluto essere informato già lunedì sera e ieri mattina ha riunito i suoi collaboratori più stretti per una riflessione. E “riflessione” è la parola che don Antonio Mazzi, 95enne fondatore di Exodus ha ripetuto più volte: “Perché non possiamo fermarci al caso e al clamore di qualche giorno. Dobbiamo interrogarci per capire come rispondere alle sempre maggiori richieste di aiuto in campo di disagio psichico e psicologico, visto che questa è una delle missioni che da sempre ci siamo dati”.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 6 novembre 2025
Il Rapporto Where We Live and Learn: Violence Against Children in Europe and Central Asia dell’ottobre 2025, pubblicato dall’Unicef, ci riporta una serie di dati sulla violenza subita dai bambini. Una violenza verso i minori che può assumere diverse forme. Può essere, fisica, emotiva, sessuale e può comportare negligenza o privazione, dovute spesso da persone che dovrebbero piuttosto proteggerli e prendersi cura di loro. Ovviamente, si tratta di un rapporto che non tiene conto di quanto sta avvenendo in situazioni eccezionali (guerre e genocidi), ma vuole limitare la propria indagine alla vita di ogni giorno del minore in specie nei contesti familiari, scolastici, ambientali e sociali.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 6 novembre 2025
Per chi ha ricevuto un decreto di espulsione non sarà necessario il consenso. La Camera ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento dei condannati definitivi tra Italia e Libia. 172 i voti favorevoli e 77 i voti contrari. Il testo aveva già ricevuto il via libera del Senato. Così - nel giorno in cui a Tripoli viene arrestato per omicidio e tortura il generale Almasri che a gennaio l’Italia aveva liberato e rimpatriato su un volo di Stato violando un mandato della Corte dell’Aja - diventa possibile spedire al di là del Mediterraneo, in un paese in mano alle milizie e preda di ogni violenza, chi è in carcere senza possibilità di appello.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 6 novembre 2025
La Procura libica ordina la custodia cautelare del generale. Schlein e Renzi attaccano il governo: “Una figura vergognosa per l’Italia”. La notizia è arrivata con un lancio dell’agenzia Lybia24 sui suoi canali social: “Il Procuratore generale ha ordinato l’arresto di Osama Almasri Anjim e il suo rinvio a processo per tortura di rifugiati e la morte di uno di loro sotto tortura”. Il Procuratore Generale libico, Al Siddiq Al Sour, ha scritto in una nota che: “Nell’ambito della giurisdizione nazionale, la procura ordina la detenzione del responsabile della gestione delle operazioni e della sicurezza giudiziaria. A seguito delle indagini sulle accuse rivolte all’agente di polizia Osama Almasri Anjim - prosegue la nota - il procuratore generale ha completato l’acquisizione di informazioni relative a violazioni dei diritti dei detenuti presso l’Istituto di Riforma e Riabilitazione di Tripoli, dopo che la Procura è stata informata di abusi che includevano torture e trattamenti crudeli e degradanti”.
agenzianova.com, 6 novembre 2025
La Direzione generale delle carceri e della riabilitazione in Tunisia ha smentito oggi qualsiasi deterioramento delle condizioni di salute di alcuni detenuti, contrariamente a quanto diffuso sui social media riguardo a un presunto sciopero della fame in diversi istituti penitenziari. In un comunicato, l’amministrazione penitenziaria tunisina ha precisato che lo stato di salute dei detenuti interessati è “normale e stabile”, come risulta dagli esami medici e dal monitoraggio quotidiano effettuato dal personale sanitario e dagli agenti penitenziari. La stessa fonte ha aggiunto che le manifestazioni di sciopero della fame “non sono considerate serie”, poiché alcuni detenuti sarebbero stati visti consumare alimenti nonostante le voci di una “grève de la faim sauvage” (sciopero della fame ad oltranza).
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 6 novembre 2025
In Senato i familiari delle vittime denunciano l’assenza del Governo e chiedono verità sui diplomatici e operatori italiani uccisi. In Senato oggi i famigliari di Mario Paciolla, Luca Attanasio, Vittorio Jacovacci, insieme a parlamentari, avvocati, giornalisti, attivisti, sono intervenuti per chiedere la istituzione urgente di una unica commissione di inchiesta su quelle tragiche vicende. Assente ingiustificato il Governo, come pure i parlamentari di maggioranza. Una vergogna che potrà essere scongiurata soltanto da fatti concludenti, altrimenti, come ha più volte ribadito il padre di Luca Attanasio, Salvatore: “Il silenzio equivarrà a complicità nelle morti dei nostri cari”.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 6 novembre 2025
In vista dell’inverno e con 1,5 milioni di palestinesi senza un riparo, milioni di kit termici, tende e coperte bloccati in Egitto e Giordania. In Cisgiordania la comunità di Umm al Kheir minacciata di demolizione: “È un atto di espulsione”. Israele non permette l’ingresso del materiale necessario ad affrontare l’inverno di Gaza. Il freddo e le piogge stanno arrivando ma gran parte della popolazione palestinese rimane senza un rifugio né una protezione che sia appena adeguata. Nove agenzie umanitarie internazionali si sono viste negare 23 richieste per quasi 4mila bancali. Milioni di kit termici, tende, biancheria, coperte sono bloccati in Egitto, in Israele e in Giordania mentre circa 260mila famiglie, quasi 1,5 milioni di persone, rimangono senza un riparo sicuro.
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