di Simona Sparaco
La Stampa, 18 marzo 2026
Arrestato per un pettegolezzo, è stato risarcito in modo ridicolo. Lunedì 23 marzo, giorno di referendum, mio padre avrebbe compiuto 83 anni. Uso il condizionale perché invece se ne è andato due mesi fa senza preavviso, ma senza neanche soffrire. La giustizia molte volte non sembra abitare in questo mondo, ma la morte di mio padre è stata in qualche modo giusta, per uno come lui, che nella vita ha sofferto ingiustamente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 marzo 2026
Era il 2017, anno del venticinquesimo anniversario dell’uccisione di Paolo Borsellino. Fiammetta, la figlia del giudice, scrisse una lettera al Consiglio superiore della magistratura. Chiedeva che il Csm prendesse l’iniziativa e guardasse dentro casa propria, dopo che la sentenza del processo Borsellino Quater aveva fatto emergere responsabilità precise a carico dei magistrati di Caltanissetta che avevano gestito il caso del falso pentito Vincenzo Scarantino. Il Borsellino Quater aveva accertato qualcosa di sconvolgente: l’intera ricostruzione iniziale sulla strage di Via D’Amelio era stata costruita su una montagna di menzogne. Scarantino era un pentito falso, istigato a rendere dichiarazioni inventate. Su quelle dichiarazioni erano stati condannati degli innocenti. E nessuno degli allora magistrati, titolari dell’indagine, almeno sul piano disciplinare, aveva mai pagato.
Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2026
Con la sentenza numero 31, depositata oggi, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze nei confronti degli articoli 33, 39 e 40 della legge numero 354 del 1975, relativi all’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni, norme che il rimettente ha censurato per difetto di proporzionalità, contrarietà alla finalità rieducativa della pena, lesione della salute psicofisica della persona e inosservanza delle riserve di legge e giurisdizione in materia di restrizioni alla libertà di comunicare.
di Isidoro Trovato
Corriere della Sera, 18 marzo 2026
“Colpa grave non verificare le fonti”. A Siracusa il tribunale sanziona la condotta di un legale che ha presentato una memoria difensiva piena di “invenzioni”: si tratta delle cosiddette “allucinazioni” da intelligenza artificiale. È probabilmente il record italiano di sempre: citare quattro sentenze (sbagliate) in un’unica memoria difensiva. È successo al tribunale di Siracusa dove un giudice si è ritrovato a fare i conti con una linea difensiva di un legale che citava quattro precedenti giurisprudenziali ascritti alla Cassazione a sostegno delle proprie tesi: eppure qualcosa non quadrava. Lo zelante giudice siracusano effettuava una meticolosa verifica nel Ced della Cassazione, riportando gli stralci esposti dall’avvocato. Il risultato è sconcertante: nessuna delle quattro sentenze risultava calzante, per carità, le sentenze esistevano ma parlavano di tutt’altro.
ilpescara.it, 18 marzo 2026
Il garante regionale dei detenuti Monia Scalera, ha convocato nella giornata del 17 marzo a Pescara un tavolo interistituzionale per la presentazione dei percorsi formativi finanziabili, in tema di educazione e reinserimento dei detenuti. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alle politiche sociali, alla formazione e all’istruzione, Roberto Santangelo, il direttore del dipartimento sociale-enti locali-cultura Emanuela Grimaldi, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Lazio-Abruzzo-Molise Giacinto Siciliano, il dirigente del Centro giustizia minorile Antonio Pappalardo, il dirigente del Servizio autorità di gestione unica Fesr-Fse Carmine Cipollone e i direttori degli istituti penitenziari abruzzesi: Arianna Colonna (Pescara), Maria Lucia Avantaggiato (Teramo), Barbara Lenzini (L’Aquila), Maria Taraschi (Ipm L’Aquila), Franco Pettinelli (Chieti), Maria Celeste D’Orazio (Avezzano), Stefano Liberatore (Sulmona), Daniela Moi (Lanciano), Rita Cerino (Vasto). Scalera ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra tutti gli attori istituzionali coinvolti, evidenziando come l’assessore Santangelo abbia rispettato l’impegno sull’utilizzo di 2 milioni e 500 mila euro di fondi Fse plus per la formazione dei detenuti adulti e 500 mila euro per i detenuti minori. Ha ricordato che esistono anche altre linee di finanziamento nazionali per futuri interventi, ma ha ribadito la necessità di evitare sovrapposizioni per non incorrere nel divieto di doppio finanziamento. Scalera ha concluso rimarcando il valore di questi incontri per comprendere le reali necessità degli istituti di pena e favorire una sinergia virtuosa.
di Gianni Giacomino e Giuseppe Legato
La Stampa, 18 marzo 2026
Inchiesta sulla morte di Bernardo Pace: aveva 62 anni. Un detenuto si è tolto la vita nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La tragedia è avvenuta ieri intorno alle 18,30, al piano terra del blocco E. La vittima è Bernardo Pace, 62 anni, condannato a 14 anni e 4 mesi dal Tribunale di Milano nell’ambito del processo “Hydra” sulla presunta alleanza tra camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra. Secondo quanto emerso, Pace aveva iniziato da poco a collaborare con gli investigatori e con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. Era uno dei nuovi collaboratori di giustizia coinvolti nella maxi inchiesta, insieme ad altri pentiti che nelle ultime settimane hanno reso dichiarazioni ai magistrati e ai carabinieri del Nucleo investigativo.
di Corrado Fusar Poli
Corriere del Veneto, 18 marzo 2026
Padova, smantellato racket al Due Palazzi: mille euro a smartphone. Coinvolti detenuti e i loro familiari. Vendevano gli smartphone a mille euro mentre per un grammo di cocaina ne chiedevano fino a trecento. Prezzi da capogiro per un business illecito all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. Ad orchestrare le vendite un detenuto aiutato da un dipendente di una cooperativa che opera nella riabilitazione dei reclusi. Coinvolti anche familiari di alcuni carcerati: le indagini sono ancora in corso. Arrivavano a pagare anche mille euro per un telefono cellulare e fino a 300 euro per un grammo di cocaina (sebbene il prezzo di quest’ultima “all’esterno” si aggiri tra i 50 e i 100 euro).
ancoraonline.it, 18 marzo 2026
Il rumore cupo del cancello ha richiamato l’attenzione del manipolo di giornalisti e giornaliste che erano radunati nel piazzale. Pochi secondi e, davanti all’ingresso della Casa Circondariale di Marino del Tronto, è apparso il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che aveva appena visitato una delle prigioni più sovraffollate d’Italia. Insieme a lui c’erano la Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, il Commissario Straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017 Guido Castelli, i consiglieri della Regione Marche Andrea Assenti e Andrea Cardilli e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti.
fnsi.it, 18 marzo 2026
Si è svolto martedì 17 marzo 2026 al Palagio di Parte Guelfa, a Firenze, il corso di formazione organizzato dall’Associazione Stampa Toscana, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, sul tema “Focus su Sollicciano: dai suicidi alle criticità delle condizioni strutturali del carcere. E come raccontare vicende così crude rispettando etica e deontologia”. Una finestra aperta dai giornalisti sul mondo del carcere in Toscana, a cominciare da uno dei simboli della drammatica situazione in cui versano le strutture vissute ogni giorno da detenuti, personale e polizia penitenziaria: appunto il carcere fiorentino di Sollicciano.
Il Giorno, 18 marzo 2026
Il Comune di Milano mette a bando lo spazio di viale dei Mille 1. Sarà un polo per il lavoro carcerario e il reinserimento sociale con canone agevolato per il Terzo settore. Il Comune di Milano prosegue il proprio impegno nel sostenere l’economia carceraria e i percorsi di riabilitazione professionale. La Giunta comunale ha approvato una delibera per la concessione dell’immobile di viale dei Mille 1, finalizzata a promuovere e valorizzare le attività di impresa e lavoro realizzate all’interno degli istituti penitenziari. L’immobile, che si estende su una superficie di circa 200 metri quadri, sarà assegnato tramite bando a un ente del Terzo settore (ETS). Lo spazio dovrà essere utilizzato per la gestione di attività commerciali, formative e aggregative, con un focus specifico sul reinserimento sociale e professionale di persone sottoposte a misure penali.
- Verbania. Progetto Legalità, il carcere raccontato da chi lo vive ogni giorno
- Isernia. In carcere il teatro diventa spazio di libertà, detenuti in scena con “Questa sera il varietà”
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