di Caterina Pozzi*
Il Manifesto, 5 novembre 2025
Con meno personale e molti più utenti, definanziati e frammentati, dislocati solo in alcune aree, perdono efficienza. E l’obiettivo di ridurre il danno è azzerato. Anna è una donna con una pregressa dipendenza da eroina che, grazie alla terapia metadonica (la “droga di Stato”, come l’ha definita la nostra Presidente del Consiglio) somministrata dal Serd territoriale, riesce ad avere una vita “normale”: lavora come operatrice sociosanitaria in un ospedale, ha una casa e una vita sociale. Anna va con regolarità al Serd per colloqui con la psicologa e frequenta un gruppo di auto mutuo aiuto.
di Stefano Vecchio*
L’Unità, 5 novembre 2025
Da domani a Roma la contro-conferenza parallela alla conferenza governativa (che ha escluso le voci critiche). Obiettivo: un cambio di passo radicale. Il Governo Meloni ha indetto per il 7 e 8 novembre una Conferenza Nazionale sulle Droghe che, come previsto dalla legge, dovrebbe valutare gli effetti delle politiche rispetto agli obiettivi posti. Non è un caso che sono state escluse le organizzazioni della società civile considerate scomode e non allineate. Per questo motivo la nostra Rete per un cambio radicale delle politiche sulle droghe ha organizzato una Contro-conferenza parallela a quella governativa nei giorni 6-7-8 novembre, a Roma alla Città dell’Altra Economia e in Campidoglio, dal titolo “Sulle droghe abbiamo un piano”.
di Pino Corrias
Vanity Fair, 5 novembre 2025
Ogni tanto i numeri sorprendono le opinioni. Anche se difficilmente sconfiggono le ideologie. Nell’Italia dei sacri confini, dove si sequestrano le navi che recuperano uomini, donne, bambini in mare, e si puniscono con le multe le organizzazioni non governative che provano a salvarli, siamo ancora il Paese in Europa dove arrivano più immigrati: 31 mila nei primi sei mesi di quest’anno. E calcolando i tre anni di “guerra ai mercanti di schiavi” del Governo Meloni, da novembre 2022 a oggi, la media degli sbarchi è di 8.600 arrivi al mese. Il secondo, per numero, tra gli ultimi sette governi. Decisamente meno dei 14 mila sbarchi durante il governo Renzi.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 5 novembre 2025
“Diritto alla difesa compromesso”. Da aprile 2025 sono transitati solo 140 persone nella struttura voluta dal Governo italiano. Secondo i Garanti di Roma e Lazio “non è giustificato il trasferimento in Albania di queste persone” dato che non ci sono condizioni di sovraffollamento nei Cpr italiani. “Il numero estremamente limitato delle persone presenti nel Cpr nel corso della visita, 28 il primo giorno 27 il secondo, insieme con la disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale rende, a parere di chi scrive, non giustificato il trasferimento in Albania di queste persone”.
di Valerio Cattano
Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2025
Il sopralluogo si è svolto alla fine di luglio nel centro di Gjadër, che è sotto la responsabilità della prefettura di Roma. Gli “ospiti” erano 28: alcuni di loro hanno testimoniato sulle difficoltà di ricevere cure mediche adeguate e di presentare la domanda di protezione internazionale. “Il numero estremamente limitato delle persone presenti nel Cpr nel corso della visita, 28 il primo giorno 27 il secondo, insieme con la disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale rende, a parere di chi scrive, non giustificato il trasferimento in Albania di queste persone”. Così si esprime il Garante dei diritti dei detenuti, nella sua relazione che segue alla visita nel centro di Gjadër - che è sotto la responsabilità della prefettura di Roma - voluto dal governo Meloni. Ma vediamo nel dettaglio.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 5 novembre 2025
I lavoratori non italiani sono due milioni e mezzo e sono aumentati nell’ultimo anno di 140mila unità. Ma secondo i dati del report di Idos: le retribuzioni dei cittadini stranieri sono più basse del 30 per cento di quelle degli italiani. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, l’occupazione in Italia nel 2024 è cresciuta dell’1,5 per cento, mentre quattro volte di più è aumentata la percentuale degli occupati tra i cittadini stranieri. Oggi i lavoratori non italiani sono 2 milioni e mezzo, il 10 per cento sul totale della popolazione occupata, e sono aumentati nell’ultimo anno di 140mila unità. Ma se le cifre dell’istituto di ricerca riflettono un andamento positivo, i dati contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione redatto ogni anno dal Centro Studi Idos in collaborazione con la rivista Confronti e l’Università Pio V, raccontano un’altra storia.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 5 novembre 2025
Un prigioniero palestinese, militante di Hamas, viene torturato e umiliato da alcuni carcerieri israeliani, militari riservisti, mentre loro colleghi coprono parzialmente la vista con gli scudi antisommossa. L’accusa ricostruisce così il fatto: l’uomo è stato picchiato, trascinato sul pavimento, colpito dal taser. Uno dei custodi lo accoltella ai glutei e gli provoca una lesione al retto. Il prigioniero riporta la frattura di alcune costole, la perforazione di un polmone e del colon. Viene ricoverato in gravi condizioni in un ospedale. L’episodio è stato ripreso da un astante. Bisogna essere molto, molto ingenui per pensare che questo ripugnante avvenimento sia un’eccezione. Somiglia piuttosto alla regola, e se non altro a una notevole frequenza statistica.
di Nicola Boscoletto
vita.it, 4 novembre 2025
Da luglio un crescendo di circolari del Dap sta complicando burocraticamente la vita alle realtà sociali impegnate nei trattamenti, ossia nelle attività volte al recupero dei detenuti, come la Costituzione prevede. Nei giorni scorsi, un’irrealistica centralizzazione su Roma di tutte le autorizzazioni, mette a rischio tutte le iniziative. Un intervento del fondatore della Cooperativa Giotto di Padova.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 4 novembre 2025
Una circolare del Dap, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, può cambiare la vita ai detenuti, anche se fuori nessuno se ne accorge. In questo caso, niente proclami, battaglie parlamentari, grisaglie ministeriali in subbuglio, opposizioni inferocite, media mobilitati. Nulla, solo poche righe confinate in un testo anonimo, burocratico, poco comprensibile, che piombano in un silenzio di tomba e filtrano nelle celle dei detenuti dalle minuscole bocche di lupo, i lucernari che sempre più spesso sono l’unica interfaccia che hanno con la realtà esterna.
di Area Democratica per la Giustizia*
areadg.it, 4 novembre 2025
La nota del 21.10.2025 con cui il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) obbliga le Direzioni degli istituti penitenziari in cui siano presenti detenuti allocati in reparti di Alta Sicurezza o in regime ex art. 41 bis OP a sottoporre a preventiva approvazione della Direzione Generale Detenuti e trattamento ogni evento di carattere trattamentale che coinvolga la comunità esterna al carcere, appare gravemente distonica con i principi costituzionali della finalità rieducativa della pena e con le norme dell’ordinamento penitenziario in materia di trattamento penitenziario.
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