di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2022
La riforma del Csm firmata Marta Cartabia arriva questa mattina alle 11 in aula alla Camera e il suo iter non sarà semplice: l’accordo raggiunto in commissione Giustizia non soddisfa due partiti di maggioranza, Lega e Italia Viva, e quindi in aula la maggioranza si spaccherà.
di Giovanni Guzzetta
Il Dubbio, 19 aprile 2022
Il livello di scontro tra magistratura (associata) e politica ha ormai raggiunto livelli drammatici. Da un lato, governo e parlamento, che sulla giustizia si giocano gran parte della propria credibilità interna e europea (la riforma è uno dei capisaldi del Pnrr).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 aprile 2022
Secondo il vertice della corrente centrista, la riforma “resuscita un modello pre-costituzionale di giudice, burocratizzato e gerarchizzato, svilisce pure la difesa”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 aprile 2022
“La protesta dei magistrati mi sembra inopportuna nel contenuto, nel metodo e nelle ragioni. I magistrati hanno tutto il diritto di promuovere iniziative per questioni legate alla loro posizione di dipendenti statali, ma lo sciopero non può costituire l’occasione per far valere orientamenti politici o per contestare i contenuti di scelte legislative, peraltro ancora oggetto di discussione in parlamento. Le leggi in questo paese le fa il parlamento”.
di Paolo Ferrari
Libero, 19 aprile 2022
La riforma della magistratura approvata questa settimana è uno dei più grandi bluff degli ultimi anni. Un tarocco che ha solo lo scopo di far vedere a Bruxelles che l’Italia ha fatto qualcosa in materia di giustizia così da consentirgli di prendere gli agognati soldi del Recovery. Reclamizzata come ‘epocale’ dai partiti che appoggiano la maggioranza di governo, in realtà la riforma voluta dalla ministra Marta Cartabia non cambierà un bel nulla. Ad affermarlo sono gli stessi magistrati che hanno diramato ieri un lungo elenco di cose che bisognava cambiare e che invece sono rimaste immutate.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 19 aprile 2022
Dopo le traversie in commissione, le nuove norme dell’ordinamento e del Csm approdano alla Camera. Ma nelle stesse ore l’Anm prova a rubare la scena al legislatore fissando la riunione per decidere sullo sciopero.
di Attilio Nettuno
casertanews.it, 19 aprile 2022
Sale il numero delle parti civili nel processo a carico di 108 persone coinvolte nell’inchiesta sulla mattanza. Altri detenuti si costituiranno parte civile nel processo a 108 persone - tra agenti della polizia penitenziaria, funzionari del Dap e due medici - coinvolti nella maxi inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla mattanza avvenuta il 6 aprile del 2020 all’interno della casa circondariale “Francesco Uccella”.
di Anna Laura de Rosa
La Repubblica, 19 aprile 2022
Don Gennaro Pagano: “Scuola e forze dell’ordine devono collaborare per avvicinare le famiglie criminali. Nel patto per Napoli bisognava coinvolgere anche l’arcivescovo Battaglia e il ministero dell’Istruzione”.
di Massimo Coppero
La Stampa, 19 aprile 2022
Questa settimana il fascicolo di Maximiliano Cinieri, 45 anni, il detenuto affetto da Sla per il quale i magistrati hanno ripetutamente respinto le istanze di scarcerazione, sarà trasferito dal tribunale di Asti alla Corte d’Appello di Torino.
di Francesco D’Errico*
Il Dubbio, 19 aprile 2022
Il 27 ottobre del 1948 Piero Calamandrei, in un celebre intervento alla Camera, sottolineò che “in Italia il pubblico non sa abbastanza - e anche qui molti deputati tra quelli che non hanno avuto l’onore di esperimentare la prigionia, non sanno - che cosa siano certe carceri italiane. Bisogna vederle, bisogna esserci stati, per rendersene conto”. A distanza di più di settant’anni, queste parole sono ancora di grande attualità: nonostante gli istituti penitenziari rappresentino tutt’oggi “l’esplicazione della vendetta sociale nella forma più atroce che si sia mai avuta” (Filippo Turati, cit.) i più, in osservanza a una concezione di giustizia fondata esclusivamente sul paradigma afflittivo, sono ancora convinti che la pena inframuraria sia dotata di proprietà palingenetiche. Anche per questo Alessandro Capriccioli, militante di Radicali Italiani e dal 2018 consigliere regionale del Lazio tra le fila di + Europa- Radicali, ha scritto “Tre metri quadri. Quattro anni di visite in carcere” (pubblicato di recente da People, con prefazione a firma di Luigi Manconi e Lucrezia Fortuna): per “raccontare il carcere a chi non se ne è mai interessato”, per parlarne alla comunità “dopo aver visto”, per affrontare il tema a partire dalla sua esperienza sul campo. Da quando è stato eletto, infatti, Capriccioli ha scelto di svolgere il maggior numero possibile di visite ispettive nei luoghi dove si trovano costretti coloro che sono privati della libertà personale (non solo nelle carceri ma anche nei Cpr e nelle Rems), dando corpo alla prerogativa di natura garantista concessa dall’art. 67 della legge sull’ordinamento penitenziario e riconosciuta, tra gli altri, ai consiglieri regionali, che permette di recarvisi, senza previa autorizzazione, col fine di verificare in prima persona le condizioni di detenzione. Capriccioli, dunque, insieme alle sue collaboratrici Federica Delogu e Federica Salvati, considerando i poteri ispettivi non solo un diritto ma una “precisa responsabilità” collegata al suo ruolo, dal 2018 al 2021 si è immerso tra i sommersi; tanto per “accertare eventuali opacità” e dare segnali forti all’amministrazione quando necessario, quanto per capire, con spirito collaborativo, se ci fossero “necessità, problemi, criticità sulle quali tentare di dare una mano”.
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