di Manolo Lanaro
Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2022
La relazione sul carcere ostativo è stata votata all’unanimità dalla Commissione parlamentare: indicazioni sono state in gran parte già recepite nella proposta di legge approvata alla Camera e ora in discussione al Senato. L’Antimafia sostiene che la riforma non dovrebbe “avere alcun riflesso” sui detenuti al 41-bis, “regime che per sua natura richiede non solo la pericolosità sociale ma anche l’attualità dei collegamenti con il mondo criminale di appartenenza”.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 20 aprile 2022
C’è un filo negativo che unisce le resistenze alla riforma della Guardasigilli, Marta Cartabia in materia di giustizia, e le polemiche sul ruolo dei servizi segreti ai tempi dei governi di Giuseppe Conte. E il filo di vicende del passato che si proiettano sulla maggioranza attuale, contribuendo a dame un’immagine litigiosa.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 20 aprile 2022
Pd, 5 Stelle, Forza Italia, Leu, Azione e Coraggio Italia non hanno presentato emendamenti. La Lega solo 3 sui temi referendari. Si punta all’approvazione giovedì.
di Simona Musco
Il Dubbio, 20 aprile 2022
Al via i lavori alla Camera sulla riforma: mantenuto il patto tra i partiti. La Lega rilancia i referendum, da Italia Viva 55 emendamenti. Niente fiducia e voto entro giovedì pomeriggio.
di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 20 aprile 2022
Lega propone il sorteggio temperato. Anm vota lo sciopero. Da FdI 120 richieste di modifica, 55 da Italia viva. M5S conferma l’astensione sul passaggio delle funzioni, ma vota sì alla riforma per la “svolta storica” sulle porte girevoli. Domani seduta notturna. L’ex presidente Anm Poniz: “Riforma orrenda, pre-costituzionale, con un linguaggio postribolare sul fascicolo”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 aprile 2022
Il presidente Santalucia: “Sarebbe l’extrema ratio, ma non possiamo tacere sulle storture della riforma”. Nessuno sciopero dell’Anm contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario, almeno per adesso. Mentre andiamo in stampa, il Comitato direttivo centrale è ancora in corso ma, da quanto apprendiamo, molto probabilmente rimanderà la decisione all’Assemblea generale del 30 aprile. Dunque per ora l’iniziativa è congelata, ma considerando che il Governo e la maggioranza puntano ad approvare il testo alla Camera, senza porre la fiducia, già domani pomeriggio, lo sciopero dopo il 30 aprile sarebbe inutile, considerato che la partita decisiva si sta giocando in queste ore e che in Senato dovrebbe filare tutto liscio. E allora perché intraprendere questo complicato percorso di scontro proprio all’ultimo miglio? Forse l’insofferenza della base è cresciuta, forse, come ha detto Luciano Violante, ci si prepara alla campagna elettorale per il nuovo Csm. Sono solo ipotesi, mentre le ragioni ufficiali sono state enunciate ieri nella conferenza stampa convocata proprio dalla Giunta dell’Anm. “Abbiamo bisogno di comunicare e far comprendere all’esterno quali sono le ragioni del disagio della magistratura su alcuni punti della riforma - ha detto in apertura il presidente Giuseppe Santalucia. Non vogliamo apparire una casta che si chiude al suo interno, che protesta e si oppone alla riforma, ma vogliamo che questa conferenza segni una tappa all’interno di un percorso di confronto e di dialogo che abbiamo già iniziato da tempo prima con il ministro della Giustizia Cartabia, poi con la Commissione giustizia, che ci ha sentiti in sede di audizione”.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 20 aprile 2022
L’obiettivo emerso dalla riunione tra i ministri della Giustizia Marta Cartabia e dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà con i responsabili giustizia dei partiti di maggioranza è arrivare all’approvazione già giovedì pomeriggio.
di Cesare Maffi
Italia Oggi, 20 aprile 2022
Per il 12 giugno molti ritengono che non si riesca a ottenere la maggioranza dei votanti. La politica interna è compressa dalla guerra in maniera abnorme, giustificata se non altro dalle minacce economiche conseguenti. Fra i temi trascurati nella comunicazione rientrano le elezioni comunali, che altrimenti avrebbero trovato ben altra accoglienza, vuoi per l’estensione (un migliaio di comuni, fra i quali 26 capoluoghi provinciali), vuoi per l’imminenza (mancano meno di due mesi al primo turno), vuoi per l’odierna e faticosa ricerca di candidati e firme (in entrambi gli schieramenti e fra gli estranei), vuoi per la successiva campagna elettorale. Ancor più si capisce perché l’attenzione sui referendum sia scarsa o quasi nulla.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 20 aprile 2022
Il Parlamento è chiamato a tenere duro contro le minacce della magistratura. In attesa dei quesiti, che seppure mutilati da Amato, possono dare finalmente uno scossone a questa Repubblica giudiziaria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 aprile 2022
“Il nostro Parlamento dovrà modificare la disciplina sul modello delle intercettazioni”. La lotta a reati gravi non giustifica la conservazione generalizzata e indifferenziata dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione riguardanti le comunicazioni elettroniche: lo ha stabilito il 5 aprile la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Questa sentenza, a cui gli Stati membri della Ue dovranno ora adeguarsi, arriva dopo quella del 2 marzo 2021, secondo la quale i dati telefonici e telematici possono essere acquisiti solo in procedimenti che riguardano reati gravi o minacce gravi e l’atto è subordinato all’autorizzazione di un giudice terzo.
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