di Francesco Bottazzo
Corriere del Veneto, 10 ottobre 2025
È la terza telefonata durante i 327 giorni di carcere per il cooperante veneziano arrestato il 15 novembre 2024. Ha raccomandato ai genitori di prendersi cura di loro e ha assicurato di essere forte. Giovedì pomeriggio il cooperante veneziano Alberto Trentini in carcere da 327 giorni, e da allora detenuto senza processo in Venezuela, ha chiamato per la terza volta a casa. “Ha voluto ringraziare tutte le persone che gli sono state vicine in questi mesi e ha ribadito il suo affetto per i suoi cari”, sottolinea l’avvocata Alessandra Ballerini che assiste la famiglia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
C’è un segreto dentro le nostre celle che nessuno ha voglia di raccontare. Un trucco contabile che permette di nascondere la verità sotto il tappeto della burocrazia ministeriale. E quando qualcuno prova a sollevare quel tappeto, come ha fatto Roberto Giachetti di Italia Viva con un’interrogazione parlamentare depositata martedì scorso alla Camera, emergono numeri allarmanti e silenzi che pesano come macigni. La questione è apparentemente tecnica, ma nella sostanza è drammatica: il ministero della Giustizia, attraverso l’Applicativo Spazi/ Detenuti (A. s. d.), quello strumento informatico che dovrebbe monitorare in tempo reale quante persone ci sono in ogni cella e quanto spazio hanno a disposizione, starebbe compiendo una violazione sistematica della giurisprudenza. In pratica, quando conta i metri quadrati disponibili per ogni detenuto, non sottrae lo spazio occupato dai letti a castello e dagli altri arredi fissi. Un dettaglio? Tutt’altro.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Preannunciata da alcuni articoli di stampa, è arrivata la brutta notizia dal fronte politico: è naufragato nel nulla l’ultimo generoso tentativo messo in campo dal presidente del Senato La Russa per varare un provvedimento contro il sovraffollamento. Come vi ricorderete, La Russa aveva prima tentato di trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione su una “legge sulla buona condotta”, cioè il temporaneo aumento dei giorni di liberazione anticipata previsti in caso di buona condotta, in modo da permettere a qualche migliaio di detenuti di uscire un po’ di tempo prima del fine pena. Era la proposta dell’onorevole Roberto Giachetti (Italia Viva) e di Nessuno Tocchi Caino, che poteva diventare lo strumento per diminuire un poco il sovraffollamento, senza concedere indulti o amnistie.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 9 ottobre 2025
A distanza di quasi due anni dalla sentenza della Corte costituzionale che consente ai detenuti di svolgere colloqui in intimità, dopo la casa circondariale di Terni anche il Due Palazzi, carcere di Padova, ha permesso il primo incontro di un detenuto con la moglie nella “stanza degli affetti”. Ornella Favero, presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia e direttrice di “Ristretti orizzonti”, la cui redazione è in quest’istituto di pena: “Sappiamo che ci sono tante richieste da parte dei detenuti per i colloqui in intimità”. Risale a quasi due anni fa la sentenza della Corte costituzionale, la n.10 del 2024, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’ordinamento penitenziario, nella parte in cui non permette di avere colloqui “con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona con lei stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia”.
fiscooggi.it, 9 ottobre 2025
Nel panorama delle politiche di reinserimento sociale, il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni fiscali e contributive rivolte alle imprese che scelgono di assumere persone detenute. Le imprese che assumono detenuti, sia internati che ammessi al lavoro esterno, devono presentare richiesta di credito di imposta entro il prossimo 31 ottobre. La richiesta va indirizzata alla direzione dell’istituto penitenziario dal quale hanno attinto personale. Si tratta di quelle aziende e imprese cooperative che hanno stipulato una convenzione con l’Amministrazione penitenziaria per assumere detenuti (sia internati che ammessi al lavoro esterno).
di Ezio Baldari
eunews.it, 9 ottobre 2025
Un’infrazione avviata nel 2021 ne genera una seconda che si aggiunge alla prima. Nel mirino leggi nazionali mai cambiate. Magistrati onorari e giungla contrattuale, l’Italia non ha adeguato il proprio ordinamento e adesso scatta il deferimento alla Corte di giustizia. La Commissione europea ha concesso almeno quattro anni per risolvere un problema fin qui mai risolto, e l’Italia ha pure beneficiato del ‘fattore Draghi’: nel 2022 una lettera di messa in mora supplementare ha di fatto ritardato il processo di infrazione avviato nel 2021, ma poi niente è stato fatto, e allora la decisione di procedere per le vie legali.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 9 ottobre 2025
“Nessun intento punitivo, solo routine”. È un caso la richiesta arrivata dal ministero della Giustizia sulle adesioni allo sciopero del 3 ottobre. Il ministero della Giustizia ha chiesto ai dirigenti di tutti gli uffici giudiziari italiani di “comunicare a questo ministero il numero di magistrati eventualmente aderenti, e la percentuale di adesione per distretto, allo sciopero indetto” il 3 ottobre dalla Cgil e da Usb dopo l’abbordaggio israeliano alle barche italiane della Global Sumud Flotilla, “nonché di comunicare alle sole ragionerie territoriali competenti il nominativo dei magistrati che hanno partecipato allo sciopero, allo scopo di effettuare la dovuta ritenuta stipendiale”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Il report della nona commissione del Csm: “La novità legislativa non è in contrasto con i principi di autonomia e indipendenza”. L’adozione dei test psicologici per i magistrati non appare in conflitto con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura, purché sia garantita la trasparenza del processo, la protezione dei dati e la possibilità di ricorso in caso di esito negativo.
di Angela Stella
L’Unità, 9 ottobre 2025
Intervista al segretario di Area democratica per la giustizia, la corrente di sinistra delle toghe, alla vigilia del V congresso: “Non facciamo opposizione, abbiamo il dovere di spiegare i rischi della riforma”. Le carceri? “Oggi la pena è fuori dalla Costituzione, servono provvedimenti clemenziali”. I diritti e la giurisdizione: se ne parla a Genova dove Area democratica per la giustizia ha programmato il suo V congresso da venerdì 10 a domenica 12. Ne parliamo con il Segretario, Giovanni Zaccaro.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 ottobre 2025
Oggi alla Camera la relazione che salva i ministri dall’indagine: “Agito per interesse pubblico, c’era il rischio di rappresaglie”. La strada incerta per scudare Bartolozzi: si va verso il conflitto d’attribuzione. Sono due le partite che si giocano stamattina alla Camera sul caso Almasri. Una si sa già come va a finire: la maggioranza voterà la relazione del forzista Pietro Pittalis e alzerà lo scudo parlamentare contro la richiesta d’autorizzazione a procedere per il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’altra, invece, è più incerta: per Pittalis la volontà di procedere per via ordinaria contro la capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi - indagata per false informazioni rese ai pm - “determina un pregiudizio concreto alle prerogative costituzionali della Camera” ai sensi della legge sui reati ministeriali. In altre parole, lo scudo andrebbe esteso anche a lei.
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