di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 ottobre 2025
Via libera al suicidio assistito per due donne campane. Atteso il verdetto sulla legge toscana. La maggioranza chiede l’iter anche durante il Bilancio. L’Italia la attende almeno dal 2019, malgrado i giudici costituzionali abbiano incalzato più volte il legislatore dopo che nel novembre di quell’anno avevano depenalizzato l’aiuto al suicidio in determinate condizioni. Anni di attesa e adesso, improvvisamente, proprio mentre arriva la notizia di altre due pazienti terminali che hanno ottenuto dalla propria Asl il via libera al suicidio medicalmente assistito (due donne campane), la maggioranza ha fretta. Preoccupati di perdere anche il ricorso contro la legge regionale toscana su cui si attende il pronunciamento della Consulta a inizio novembre, infatti, i partiti di governo stanno lavorando per approvare il ddl sul Fine vita il più presto possibile. E per farlo premono addirittura affinché in Senato l’iter del testo messo a punto dai relatori Zanettin (FI) e Zullo (Fd’I) proceda anche durante la sessione dedicata al Bilancio.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Via libera dell’Asl dopo l’appello della 44enne campana affetta da sclerosi laterale: “La SLA ha perso, io ho vinto. Non trascorrerò nemmeno un minuto in più ad avere paura di ciò che può farmi. Da oggi esiste solo il presente, e ogni giorno è prezioso”. Così Ada ha commentato la conferma di avere tutti i requisiti previsti per poter accedere al suicidio assistito da parte dell’azienda sanitaria Napoli 3.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
La recente ordinanza della Cassazione 6/10/2025 n. 26826 conferma che la morte del feto a breve dalla nascita a causa di medici che non sono tempestivamente intervenuti per un taglio cesareo, può configurare un danno parentale per la perdita di un rapporto affettivo potenziale, che può essere risarcito ai genitori. Una decisione conforme a quanto già stabilito da una precedente sentenza della Cass. civ. n. 26301/ 2021.
di Stefania Garassini
Avvenire, 9 ottobre 2025
Anche la Danimarca, come molti Paesi, vuole vietare l’accesso ai minori di 15 anni per proteggerli da ansia, isolamento e abuso digitale. Il ruolo educativo degli adulti. L’annuncio della premier danese Mette Frederiksen di proporre il divieto di alcuni social media per i minori di 15 anni è l’ultimo in ordine di tempo di una serie di provvedimenti che in varie parti del mondo cercano d’introdurre regole in un mercato più che mai florido, e quindi restio ad accettarle. Obiettivo comune di simili provvedimenti è il recupero di una gradualità di accesso ad alcuni servizi che non sono in alcun modo pensati per bambini e preadolescenti e che, come ha efficacemente sintetizzato Frederiksen, “stanno rubando l’infanzia ai nostri figli”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 9 ottobre 2025
Netanyahu convoca il gabinetto di guerra. Hamas: “L’accordo prevede la fine della guerra a Gaza, il ritiro delle forze di occupazione, l’ingresso di aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri”. I civili festeggiano per le strade. Le firme ufficiali dei documenti alle 11 ore italiane. L’Idf rimarrà a Rafah. Alla fine del quarto giorno di trattative indirette in Egitto, Hamas e Israele hanno raggiunto un accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attraverso i suoi canali social. La firma ufficiale è prevista per le ore 11 italiane.
di Francesca Paci
La Stampa, 9 ottobre 2025
L’ex premier: “Se lui non avesse privilegiato i suoi obiettivi, la guerra sarebbe finita a febbraio”. Dietro la scrivania dell’ex premier israeliano Ehud Barak, all’undicesimo piano di un appartamento torreggiante su Tel Aviv, ci sono, tra pile di libri, memoria e speranze del Paese. La dichiarazione d’Indipendenza che qui corrisponde alla Costituzione, la foto con Clinton ai tempi di Camp David e quelle in battaglia, un busto di Ben Gurion, uno di Rabin e un altro più piccino dello stesso Barak.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 9 ottobre 2025
Il team è internazionale di avvocati è al lavoro per tutelare gli assistiti in mare, poi sequestrati dallo stato di Israele, e di denunciare la violazione dei diritti umani in Palestina. Montella, nel gruppo di legali spiega: “Percorreremo strade nazionali e sovranazionali e accertare le responsabilità di Israele e dei paesi Ue”. Tutti i cittadini e le cittadine italiane a bordo della Flotilla intercettata la sera del primo ottobre in acque internazionali da Israele sono rientrati in Italia, ma sono ancora sei gli attivisti delle delegazioni internazionali reclusi nel centro di detenzione di Kenziot. A loro ora si aggiunge l’equipaggio di 145 persone della seconda Flotilla, abbordata martedì notte dalle forze navali israeliane a circa 120 miglia dalla Striscia. La flotta della società civile si è posta l’obiettivo di rompere l’assedio di Gaza e portare aiuti umanitari.
di Nicolò Zambelli
Il Foglio, 9 ottobre 2025
Cosa succede ora? “Niente”. “Un’iniziativa politica estemporanea che non avrà effetti concreti”, dice Giorgio Sacerdoti, professore emerito di diritto internazionale alla Bocconi. “La denuncia è destinata a finire nel nulla”. “La denuncia presentata nei confronti di alcuni esponenti del nostro governo mi pare solo un’iniziativa politica estemporanea che non avrà effetti concreti”. Al Foglio il professore emerito di diritto internazionale dell’Università Bocconi Giorgio Sacerdoti fa il punto sulla denuncia nei confronti della premier Giorgia Meloni e altri ministri per “complicità in genocidio”.
di Maysoon Majidi
Il Manifesto, 9 ottobre 2025
Ogni passo curdo verso l’autonomia è percepito come minaccia esistenziale dalla Turchia: milizie islamiste, aziende e ora la Damasco di al-Sharaa sono le armi in mano a Erdogan. Centinaia di persone sono scese in piazza a Qamishlo per esprimere solidarietà agli abitanti di Aleppo. I loro slogan non erano solo contro l’assedio, ma contro il silenzio della comunità internazionale. “Aleppo non è sola”, si leggeva sui cartelli che sventolavano tra le bandiere gialle e rosse. Una protesta quasi ignorata dai media globali, ma rivelatrice del malcontento crescente nelle aree curde.
di Patrizia Meringolo
Il Manifesto, 8 ottobre 2025
Ognuno di noi è un ex-qualcosa. Ma se lo stigma della colpa è indistruttibile, allora diventa inutile lavorare sul carcere. In occasione del Festival Nuova Città 2025 - Abitare il confine, promosso dalla Fondazione Giovanni Michelucci di Firenze, si è parlato anche di carcere e di possibilità di inclusione per le persone detenute, un tema caro all’architetto Michelucci, progettista del Giardino degli Incontri del carcere di Sollicciano. Accanto ai problemi posti dal permanere in una istituzione totale, non sono secondari quelli legati all’uscirne, liberandosi dal peso dello stigma. È una sorta di corollario del “buttare via la chiave” per i condannati, un ammonimento, cioè, che - pur uscendo a pena conclusa - saranno sempre in qualche modo “dentro”.
- “L’affettività in carcere è un diritto”. C’è il sigillo della Cassazione
- Ma questa istituzione carcere non ha le carte in regola per assolvere alla sua funzione
- Il progetto del ministro Nordio per la formazione dei detenuti
- Studiare in carcere, crescono i detenuti che frequentano l’Università
- Date ai carcerati una possibilità











