di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Il sondaggio commissionato dai magistrati di “AreaDg” dà in testa i voti favorevoli alla riforma voluta da Nordio. Che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia in una “relazione complicata” con la magistratura è ormai noto a tutti. I lettori sicuramente ricorderanno le polemiche scaturite dopo che alcuni giudici, in diversi tribunali d’Italia, avevano smontato di fatto il protocollo Italia Albania, ricevendo poi il placet anche dalla Corte di Giustizia Ue.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Li si potrebbe definire dettagli. Ma non lo sono. La legge attuativa sulla separazione delle carriere è in fase di elaborazione. Non c’è ancora un testo che possa definirsi almeno prossimo alla firma del guardasigilli Carlo Nordio. Ma l’Ufficio legislativo di via Arenula è già impegnato a realizzare una prima bozza. Soprattutto per mettere a fuoco tutte le variabili di alcuni aspetti delicati e inediti, a cominciare dalle modalità del sorteggio. Com’è noto, la riforma costituzionale della magistratura ormai vicina all’ultimo sì del Parlamento prevede l’estrazione casuale per i laici e soprattutto per i togati sia nei due eventuali futuri Csm (uno per i giudicanti, l’altro per i pm) sia nell’altra assemblea che la riforma istituirebbe, vale a dire l’Alta Corte disciplinare.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 ottobre 2025
Al Senato la presentazione del libro di Simona Musco sul caso Bibbiano con la senatrice dem Valeria Valente, il sociologo Luigi Manconi e l’avvocato Luca Bauccio. Nel circo mediatico-giudiziario tutto si tiene: politica, informazione e giustizia sono tre ingranaggi che si incastrano perfettamente allo scopo di offrire una certa narrazione su un fatto di cronaca. Ma che succede, se uno di questi tre “bracci” si stacca? Il teorema si sgretola, o quantomeno si apre al dubbio, perché c’è qualcuno disposto a guardarlo senza la lente dei pregiudizi e delle condanne già emesse.
di Jessica Castagliuolo
Il Giorno, 7 ottobre 2025
Il primo anno della Fondazione che porta il nome della figlia Giulia uccisa dall’ex “Ma nel caso specifico il percorso di reinserimento è un orizzonte a lungo termine”. Il primo anno della Fondazione che porta il nome della figlia Giulia uccisa dall’ex “Ma nel caso specifico il percorso di reinserimento è un orizzonte a lungo termine”. Il tempo del lutto si imbroglia nei giorni. “Allora sembra di non potersi più permettere la felicità”. Finché, “il silenzio crea uno spazio di pace, un rifugio. Il posto giusto per chi non c’è più”. Poi, la cicatrice cerca luce: “Se il dolore si trasforma in amore, si può essere liberi”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 ottobre 2025
Si tratta di misure restrittive incidenti sulla libertà personale che impongono cautela nella loro adozione e che perciò non possono essere decise omettendo qualsiasi forma di contraddittorio. Il Daspo è nullo se il giudice lo convalida senza che siano decorse 48 ore e prima del deposito delle memorie difensive effettuato comunque entro il medesimo termine di legge. In tal caso non va provata la lesione del diritto di difesa perché sussiste in re ipsa data la totale pretermissione delle ragioni della persona cui viene imposto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l’obbligo di presentarsi in questura in loro concomitanza, misure restrittive incidenti sulla libertà personale che impongono cautela nella loro adozione e che perciò non possono essere decise omettendo qualsiasi forma di contraddittorio con la parte cui sono imposte e il suo difensore.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 7 ottobre 2025
Terzo suicidio dall’inizio dell’anno. B.M., albanese di 52 anni, era in attesa di giudizio per maltrattamenti. Un metronomo. La cui nota monotona scandisce una situazione la cui fragilità ormai sembra non scalfire più nessuno. Ha suonato anche domenica, il metronomo del carcere di Montorio. Cadenzando quella che, per gli amanti delle classifiche, è la terza morte volontaria dall’inizio dell’anno nella casa circondariale. Un altro grano su quel rosario dei suicidi che questa volta racconta di un detenuto che a Montorio c’era arrivato per l’”aggravamento della misura”.
di Marta Randon
Il Mattino di Padova, 7 ottobre 2025
Da ieri, lunedì 6 ottobre, la sperimentazione al carcere Due Palazzi di Padova: i detenuti, con l’ok del magistrato di sorveglianza, potranno incontrare la compagna in totale privacy. La testimonianza di Elton Kalica, in cella per 14 anni: “Intimità fondamentale. Avere bisogno di carezze è umano”. “Si facevano i turni, uno rimaneva in cella, il resto scendeva per consentire al compagno di rimanere da solo con il giornalino pornografico, si creavano dinamiche infantili. Ma non c’era alternativa”. Per Elton Kalica, 49 anni, ricercatore universitario di origini albanesi che ha trascorso 14 anni al Due Palazzi, la “stanza dell’affettività è la più grande conquista che un detenuto possa ottenere”.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 7 ottobre 2025
Una donna, della mia stessa età, mi parla seduta ad un tavolino in un locale all’aperto. Reggio Emilia che finalmente ha ripreso a respirare dopo il caldo rovente dell’estate emiliana. Intorno a noi giovani studenti con l’espressione piacevole di chi ha tempo e non ha orizzonti vicini. Da diverso tempo questa madre mi chiedeva un incontro, la proposta è stata quella di vederci vicino al suo luogo di lavoro. Si presenta minuta, un corpo asciutto, muscoli nervosi allenati da una carriera umile nel mondo delle pulizie. Parla in modo preciso come chi ha per molte volte ripetuto a se stessa la triste vicenda che le ha spezzato la vita. Il racconto diventa una litania consolatoria fatta di date, fatti, nomi del personale del vicino carcere della città. Il figlio, uomo adulto, è morto in carcere tre anni fa.
di Simonetta Ieppariello
ottopagine.it, 7 ottobre 2025
Carcere sovraffollato, lavori di restauro in corso e disagi che restano per i detenuti a Bellizzi Irpino. Ieri il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello è tornato a guardare da vicino una realtà che troppo spesso resta ai margini del dibattito pubblico. Con lui c’erano l’avvocato Alessandro Gargiulo, membro dell’Osservatorio regionale sulla vita detentiva, e Carlo Mele, garante provinciale dei detenuti. “Mi aveva comunicato Carlo Mele che qui erano arrivati detenuti di alta sicurezza. Io confermo che c’è la permanenza di 34 di loro”, ha spiegato Ciambriello. “Ci sono ancora dei lavori, però con mio piacere ho visto un’organizzazione delle stanze, delle docce, del bidet. Ho detto: “Loro, guardate, state meglio degli uomini”. Ma siamo per l’uguaglianza: in altri reparti maschili questo tipo di vivibilità dignitosa non c’è”.
di Sandro Marotta
La Stampa, 7 ottobre 2025
Anche il carcere “Marassi” non è attrezzato per accogliere obesi o diabetici. Da un ospedale non attrezzato a un carcere sovraffollato: questo l’aggiornamento sul caso del detenuto che per più di un mese è stato ospitato all’ospedale Santa Croce di Cuneo perché gravemente obeso e diabetico. “Continua la diaspora del mio assistito - dice Roberto Puce, avvocato del 50enne - dieci giorni fa è stato trasferito al carcere Marassi di Genova, a quanto pare è l’unico che si è reso disponibile ad accoglierlo per un periodo. Anche lì però mi ha detto che si trova male e che vorrebbe tornare a Lecce”.
- Napoli. Lo fermano col taser. Muore in ambulanza
- Catania. Fuori dalle sbarre c’è una Seconda Chance
- Roma. “La giustizia raccontata”, presentazione del libro degli avvocati Ponti e De Pauli
- Monza. I detenuti incantano al Manzoni. Un successo “Senza parole”, è proprio il caso di dirlo
- La vita in carcere nel libro “Il Gabbio. Storie di umanità reclusa” dello psicologo Gianluca Biggio











