di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 7 ottobre 2025
Sull’uomo, in stato confusionale, è stato usato prima lo spray al peperoncino e poi le scariche. Quattro morti sospette da taser in meno di tre mesi e tutte con un copione molto simile. L’ultimo ieri a Napoli, deceduto mentre veniva trasportato in ospedale dopo l’utilizzo della pistola elettrica da parte dei Carabinieri. Al 112 era giunta in mattinata la segnalazione di una lite in famiglia: un uomo di 35 anni all’arrivo degli agenti si è presentato nudo davanti alle forze dell’ordine e in forte stato di agitazione. Secondo quanto riferiscono i Carabinieri, non è stato possibile calmarlo mentre provava ad aggredire i presenti così è stato colpito prima con lo spray al peperoncino e poi con il taser. È stata aperta un’inchiesta per chiarire le cause del decesso.
freepressonline.it, 7 ottobre 2025
Seconda Chance è una giovane associazione del terzo settore, nata a Roma tre anni fa grazie all’iniziativa della giornalista de La7 Flavia Filippi. Il suo obiettivo è chiaro: favorire il reinserimento lavorativo di detenuti e persone che hanno da poco lasciato il carcere, offrendo loro una reale possibilità di ricominciare nel segno della legalità. In soli mille giorni, l’associazione ha attivato quasi 700 opportunità di lavoro per persone private della libertà o da poco reintegrate nella società. Un risultato straordinario, frutto di una rete di volontari e sostenitori attivi su tutto il territorio nazionale.
La Repubblica, 7 ottobre 2025
Per i due autori, “fare l’avvocato richiede non solamente una competenza tecnica, ma anche una profonda capacità di ascolto”. “La giustizia raccontata. Le sfide dell’avvocato tra presente e futuro” è il titolo del libro a quattro mani degli avvocati Luca Ponti e Luca De Pauli, presentato in Senato su iniziativa di Assocomunicatori e racconta le sfide odierne della professione forense e il ruolo imprescindibile dell’avvocatura nella tutela dei diritti dei cittadini.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 7 ottobre 2025
Al Teatro Manzoni il pubblico ha tributato una standing ovation ai detenuti della Casa circondariale di via Sanquirico e all’associazione Geniattori, protagonisti di uno spettacolo che ha già conquistato il Premio nazionale Maurizio Costanzo come miglior pièce teatrale realizzata nelle carceri italiane. Sul palco, dieci detenuti hanno raccontato - senza una parola, ma con la forza del gesto e dello sguardo - una giornata tipo dietro le sbarre: dal risveglio alla notte, passando per il lavoro, i colloqui, la palestra. A fare da filo conduttore, la voce fuori campo di Mauro Sironi, direttore artistico dei Geniattori. “Un glossario emotivo per sensibilizzare chi spesso del carcere conosce solo i titoli dei giornali”, spiega Paolo Piffer, volontario dell’associazione.
di Elisabetta Bolondi
sololibri.net, 7 ottobre 2025
Attraverso i diciannove capitoli del libro, l’autore ha raccontato aneddoti, atmosfere, personaggi, interventi terapeutici, incontri con un mondo, quello dei “ristretti”, come vengono denominati i detenuti, che apre uno squarcio nella società. Nuova stagione di letture e di incontri alla libreria indipendente Koob di Roma. Sabato 4 ottobre è stato presentato il libro Il Gabbio. Storie di umanità reclusa di Gianluca Biggio, psicologo e psicoterapeuta, che per anni ha lavorato nella Casa circondariale di Regina Coeli, il più antico e noto carcere romano.
di Franco Vaccari
Avvenire, 7 ottobre 2025
Due anni dopo la strage di Hamas. Finché la memoria sarà solo un’arma e non una ferita di cui prendersi cura, nessun futuro sarà possibile. Sette ottobre 2023. Una svolta tragica nel violento conflitto israelo-palestinese, un giorno che rimarrà scolpito nella memoria di entrambi i popoli. Una immediata e incontenibile moltiplicazione di odio che nella società globale ha infettato il mondo. Due anni dopo è difficile dire qualche parola che non accenda altro odio, perché è una data impregnata di odore di morte e non risolta ancora nel suo esito primo: gli ostaggi, i civili morti che continuano a morire. Ancora attendiamo la restituzione di persone e corpi.
di Leonardo Coen*
Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2025
Il 7 ottobre segna due tragedie: l’omicidio della giornalista russa nel 2006 e il pogrom di Hamas nel 2023, entrambi simboli di repressione. Quello del 7 ottobre è un doppio drammatico ed emblematico anniversario: 19 anni fa, l’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja nell’androne di casa sua, a Mosca. Due anni fa, il pogrom di Hamas che ha provocato la morte di 1200 civili e militari israeliani e il rapimento di oltre 250 ostaggi, scatenando la spietata reazione di Israele, la devastazione di Gaza, la morte di 70mila palestinesi di cui oltre 50mila civili, molti, troppi dei quali bambini, oltre ad aver costretto alla fuga gli abitanti della Striscia, afflitti da malattie, carestia, fame. Azioni che hanno fatto accusare (a cominciare dall’Onu) il premier israeliano Netanyahu di genocidio. Due fili della Storia apparentemente slegati e disconnessi ma che invece sono purtroppo orditi dallo stesso disprezzo nei confronti dei diritti umani, della libertà, dei principii basilari di una società civile e democratica.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 7 ottobre 2025
Le piazze piene sono la forma assunta da un movimento spontaneo, che non sappiamo se e quanto durerà. Di certo, però, da quella consapevolezza non si torna indietro. Il 25 dicembre 2023, dal pulpito della Chiesa della Natività a Betlemme, il reverendo palestinese Munther Isaac tenne un’omelia per il mondo: “Noi palestinesi ci riprenderemo. Ci rialzeremo di nuovo dalla distruzione come abbiamo sempre fatto come palestinesi. Ma coloro che sono complici, mi dispiace per voi. Vi riprenderete mai da tutto questo?”.
di Nello Scavo
Avvenire, 7 ottobre 2025
Sul tavolo aperto per la tregua c’è anche la sconfessione della Gaza Humanitarian Foundation, con riabilitazione delle agenzie delle Nazioni Unite per la consegna degli aiuti. I veterani delle trattative si tramandano un vecchio adagio: “Gli accordi si firmano sul tavolo, ma si formano sotto il tavolo”. E da Sharm el-Sheik già sul piano umanitario si ascoltano bisbigli da “sotto al tavolo”. A cominciare dalla restituzione all’Onu delle operazioni umanitarie a Gaza. Netanyahu deve aver ingoiato un grosso rospo se, come si legge al “punto 8” dei 20 in discussione, si sconfessa l’operazione israelo-americana della controversa Gaza Humanitarian Foundation.
di Luca Doninelli
Avvenire, 7 ottobre 2025
Il movimento nato dopo lo scoppio della guerra non ha mai cercato di far parlare di sé: non di noi, dicono i suoi membri, ma di coloro che restano e soffrono. Soccorritori ucraini lavorano sul luogo di un attacco russo nel villaggio di Lapoivka vicino a Leopoli, la notte del 5 ottobre 2025. La notizia dello scampato pericolo dei 110 volontari del Mean (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) alle porte di Leopoli porta con sé una luce nuova e per tanti aspetti strana, che sarebbe un delitto ignorare. La bella notizia, in questo caso, è di gran lunga più importante della brutta - il solito vile attacco con droni -: così importante che non basta dire “per fortuna”, no.
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