di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 9 ottobre 2025
“Spostare l’attenzione sulla vita delle vittime è utile a chi vuole proteggere presunti comportamenti illegali della polizia”. Ilaria Cucchi ha presentato sul caso un’interrogazione. Franca Pisano, la madre di Igor: “Rendere pubbliche le foto del corpo è stata una decisione dolorosa. Ma dopo oltre tre anni di inerzia da parte delle istituzioni non abbiamo avuto scelta. Spero questo possa aiutarci a ottenere la verità sulla morte di mio figlio. Il silenzio di questi anni e stato assordante”. La vicenda del decesso di Igor Squeo durante un intervento di polizia a Milano, raccontata su Domani, finisce in Parlamento.
di Dalia Ismail
Il Fatto Quotidiano, 9 ottobre 2025
Il suo, come denuncia l’avvocato Giuseppe Romano dei Giuristi Democratici, “è un vero e proprio processo alla resistenza palestinese in Cisgiordania”. Da sabato 4 ottobre Anan Yaeesh, cittadino palestinese detenuto nel carcere di Melfi, ha iniziato uno sciopero della fame. Lo ha fatto - spiega il Comitato Free Anan - “in solidarietà con le mobilitazioni italiane per la Palestina, in particolare con quella di Roma dello stesso giorno, quando oltre un milione di persone è sceso in piazza contro il genocidio del popolo palestinese, e per riaffermare i propri diritti violati”. Un processo che, come denuncia l’avvocato Giuseppe Romano dei Giuristi Democratici, “è un vero e proprio processo alla resistenza palestinese in Cisgiordania”.
di Lucia Sforza
ecaserta.com, 9 ottobre 2025
Si indaga sulle responsabilità e sulla gestione della struttura: la vittima è un 60enne del Casertano deceduto per un trauma cranico. Un grave episodio di violenza avvenuto all’interno della Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza Sanitaria) di San Nicola Baronia ha avuto un tragico epilogo. Un uomo di sessant’anni, detenuto psichiatrico originario della provincia di Caserta, è deceduto presso l’ospedale Moscati di Avellino a seguito di un’aggressione brutale. L’episodio risale al 29 settembre, quando l’uomo è stato colpito ripetutamente da un altro paziente, di 40 anni, con violenti calci e pugni alla testa, riportando un gravissimo trauma cranico.
di Paolo Marino
Libertà, 9 ottobre 2025
La procura chiede gli arresti domiciliari per un agente e due assistenti di polizia penitenziaria. Ma il gip rigetta la richiesta. La vicenda è quella della morte di Wajdi Hella, detenuto tunisino di 27 anni, impiccatosi in una cella del carcere di via delle Novate nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 2024. Secondo il pubblico ministero Antonio Colonna il decesso poteva essere evitato e per questo ha indagato i tre poliziotti per omicidio colposo (ipotizzando che l’esito fatale potesse essere prevedibile e che siano stati violati i doveri nell’adempimento di una funzione pubblica) e di falso commesso da pubblico ufficiale, aggravato dall’intenzione di occultare il reato di omicidio colposo.
di Andrea Zanello
La Stampa, 9 ottobre 2025
Si è aperta l’udienza preliminare: sono accusati delle devastazioni del novembre 2024. Sono 23 i detenuti imputati per la rivolta partita in carcere a Vercelli il 19 novembre del 2024. A vario titolo sono tutti accusati di devastazioni e lesioni. Ieri in tribunale a Vercelli si è aperta l’udienza preliminare: in un caso è già stata avanzata una proposta di patteggiamento. Ma pare che sia la volontà di tutti gli imputati quella di affrontare il giudizio passando da riti alternativi. Si deciderà durante la prossima udienza, in calendario a fine mese. A sostenere l’accusa è il sostituto procuratore Francesco Condomitti. La maggior parte dei detenuti imputati è stata trasferita in altre carceri: alcuni subito dopo gli episodi di violenza partiti poco più di un anno fa a Billiemme. Quattro agenti della polizia penitenziaria erano dovuti ricorrere a cure mediche. Nessuno di loro però si è costituito parte civile, così come l’avvocatura di Stato in rappresentanza dell’istituto penitenziario.
chiesedisicilia.org, 9 ottobre 2025
Si terrà sabato 11 ottobre, a partire dalle ore 10:00, presso l’Aula delle Adunanze del Tribunale di Catania, il convegno dal titolo “Riparare e ricostruire - Esperienze ed idee dentro e fuori dal carcere” promosso dall’Arcidiocesi di Catania, per tramite di numerosi suoi Uffici ed Enti, in collaborazione con il Tribunale di sorveglianza e l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna della città etnea. Nel programma, dopo gli indirizzi di saluto portati dall’arcivescovo mons. Luigi Renna, dal Presidente della Corte d’Appello, Giovanni Dipietro, dal Procuratore Generale della Repubblica, Carmelo Zuccaro, e dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Antonino Distefano, interverranno il gesuita Francesco Occhetta della Pontificia Università Gregoriana, segretario della Fondazione “Fratelli Tutti”, e Maria Rosaria Parruti, presidente del Tribunale di sorveglianza di L’Aquila.
di Silvia Andretti
La Sicilia, 9 ottobre 2025
Il percorso di un uomo detenuto all’Ucciardone con una tesi sulle nuove guerre. Si è laureato con il massimo dei voti e la lode mentre un mezzo della polizia penitenziaria lo aspettava fuori dal dipartimento Culture e Società di viale delle Scienze per riportarlo all’Ucciardone. F.G. è il secondo detenuto a conseguire il diploma di laurea triennale grazie al progetto del Polo universitario penitenziario dell’Università degli Studi di Palermo, con una tesi dal titolo “La guerra, le nuove guerre...e la Pace?”. “Voglio continuare a studiare perché in passato non ne ho avuto l’occasione né il tempo - dice il neolaureato - Oggi che sto vivendo in questo limbo, ho chiesto di avere un’opportunità che mi è stata concessa”. A seguire la discussione della tesi nell’aula magna dell’edificio 15 c’erano parenti, amici, colleghi e accademici.
di Anita Musto
avellinotoday.it, 9 ottobre 2025
Nel reparto femminile della Casa Circondariale di Avellino è stata inaugurata una piccola palestra con l’essenziale per allenarsi. Un gesto che parla di umanità e di attenzione verso i detenuti e le detenute. Nella nostra società, che spesso definiamo “civile”, a pensarci bene di civiltà ce n’è ben poca. Riteniamo - non senza una bella dose di presunzione - di essere evoluti, di guardare al futuro, di marciare uniti verso il progresso. Ma spesso questo non accade. E ce ne rendiamo conto, ad esempio, quando solo poco fa alle detenute del carcere di Bellizzi è stato offerto uno spazio per la salute fisica (oltre che per quella mentale) che avrebbe dovuto essere loro garantito da tempo. Meglio tardi che mai.
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Rieducare e risocializzare i condannati. Lo chiede la Costituzione. Che lega l’imperativo alle condizioni di umanità in cui dev’essere scontata la pena. Ma senza il secondo dei due pilastri, rischia di franare il primo. È una delle contraddizioni intorno alle quali probabilmente ruoterà, sabato prossimo a Brescia, il dibattito organizzato per l’edizione 2025, la diciottesima, del “Premio Carlo Castelli”. L’evento promosso dalla “Società di San Vincenzo de Paoli Odv Settore Carcere e devianza” è in programma a partire dalle 10 presso il Teatro Sant’Afra di Brescia (vicolo dell’Ortaglia 6) e si aprirà con l’intervento di Gherardo Colombo, una figura centrale nel dibattito sul sistema penitenziario e sul concetto di “pena” nel nostro Paese.
di Francesca Grego
arte.it, 9 ottobre 2025
Dieci porte d’artista all’ingresso di altrettante carceri, come simbolo di rinascita e dialogo con il mondo esterno: è solo l’inizio del progetto Porte della Speranza, presentato oggi dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede per proseguire il cammino indicato da Papa Francesco con l’apertura della Porta Santa nel penitenziario di Rebibbia, primo atto del Giubileo 2025. Oltre le porte vere e proprie, la cui realizzazione è stata affidata a dieci artisti italiani, un programma di integrazione e riscatto dedicato ai detenuti e un film che ne documenterà lo sviluppo passo dopo passo.
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