di Chiara Saraceno
La Stampa, 15 maggio 2026
Hanno paura del futuro e sono consapevoli del peso delle diseguaglianze, specie di quelle dovute al colore della pelle, alla appartenenza di classe sociale, al genere. Condividono con i genitori la preoccupazione per le guerre, ma pensano che i genitori siano molto meno preoccupati di loro su altre questioni che considerano importanti: la difficoltà a trovare lavoro, i diritti delle persone, il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversità, le diseguaglianze sociali. Soprattutto li sentono molto distanti rispetto alla propria percezione che la voce di chi è giovane non è né cercata né ascoltata da chi definisce le priorità politiche e sociali. Una percezione (non infondata) che li fa sentire estranei rispetto a qualsiasi tipo di organizzazione, politica, ma anche associativa, che vivono come governate da agende che non li prevedono come interlocutori e co-decisori, ma solo come esecutori.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 15 maggio 2026
Dopo anni di rinvii, buchi nell’acqua e tirate d’orecchie della Consulta, si deciderà tutto entro una manciata di giorni. Poco più di due settimane per dare al Paese una legge sul fine vita. Senza che si sappia ancora quale legge, tra le due opzioni sul tavolo. Una la firma il centrodestra, relatori Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia). L’altra porta il nome di Alfredo Bazoli, senatore del Pd, che aveva portato la norma a metà traguardo, nella scorsa legislatura, con il primo sì della Camera. Sarà il suo testo, secondo il regolamento, ad andare in Aula il 3 giugno. Salvo che la maggioranza non trovi un nuovo accordo nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali, dove il testo base adottato la scorsa estate è fermo da mesi.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 15 maggio 2026
Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato: “Sono convinta che la maggioranza possa e debba restare unita. Zaia? Spero che con il suo peso politico voglia contribuire a questo percorso”. “Sono convinta che la maggioranza possa e debba restare unita intorno a un testo alto ed equilibrato. Spero che nessuno pensi o lavori in senso contrario. Non sarebbe un torto a Forza Italia, ma un errore politico, perché il Paese attende riposte ed esige responsabilità su una materia così delicata”. A inviare il messaggio è Stefania Craxi, nuova guida degli azzurri al Senato. Colei che ha recuperato dal cassetto il dossier “impossibile” per rimetterlo al centro dell’agenda parlamentare. Con uno scopo preciso: approvare una norma nazionale sul fine vita entro fine legislatura. Il tempo è tiranno, la strada in salita. Su un tema quantomai divisivo che spacca gli schieramenti e avvicina i liberali, lungo l’asse che collega Forza Italia e Pd.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 15 maggio 2026
Il caso di Saman, un cittadino srilankese mandato via dopo 23 anni di vita in Italia (e per cui ora il Tribunale ordina il rientro), è solo la punta dell’iceberg. Ecco cosa sta succedendo. Alla scadenza della pena, il 30 maggio dello scorso anno, Malki (nome di fantasia) è andata a prendere in carcere il suo compagno per accompagnarlo a casa. “Domani ci riabbracciamo”, le aveva detto al telefono il giorno prima. Si è presentata alla porta della casa circondariale e lo ha atteso per ore. “Ore, ore e ore davanti al carcere ma lui non è mai arrivato - racconta in lacrime ad Avvenire -. Dopo tanto tempo, però, mi si è avvicinato un carabiniere che mi ha detto che il mio Saman (nome di fantasia) stava tornando al suo Paese”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 15 maggio 2026
La Corte costituzionale ha detto no alla costituzione in giudizio di Lam Magok Biel Ruei, una delle vittime del generale libico Osama Almasri, per la camera di consiglio prevista lunedì in cui si discuterà della norma secondo cui il procuratore generale deve necessariamente attendere il parere del ministro della Giustizia prima di dare seguito alla Corte Penale internazionale. Il dettaglio, per il caso del torturatore di Tripoli arrestato in Italia il 19 gennaio dell’anno scorso e liberato due giorni dopo, è decisivo: la mancata convalida del suo fermo, infatti, arrivò proprio perché via Arenula non ha mai fatto arrivare il suo parere al pg della Corte d’appello di Roma.
di L.H. Thurau
Internazionale, 15 maggio 2026
Gli abusi dell’Ice contro i minorenni immigrati alimentano la paura tra i giovani stranieri e la sfiducia nelle istituzioni tra i ragazzi statunitensi, convinti che la legge non li protegga. Il caos scatenato nelle ultime settimane dall’amministrazione Trump ha distratto l’opinione pubblica dalla questione che aveva monopolizzato l’attenzione all’inizio dell’anno: gli abusi nei confronti degli immigrati. In questi mesi sono continuati e, cosa peggiore, a pagare il prezzo più alto sono i minorenni. Poiché i funzionari locali partecipano con più frequenza alle operazioni dell’Immigration and customs enforcement (Ice), i giovani mostrano una crescente ostilità nei confronti delle forze dell’ordine oppure imitano con i coetanei emarginati le prepotenze e gli abusi commessi dagli agenti.
di Alessandro Cappelli
linkiesta.it, 15 maggio 2026
Arresti arbitrari, trasferimenti continui e accuse costruite ad arte trasformano i civili ucraini detenuti in ostaggi invisibili del Cremlino. Le famiglie combattono contro il silenzio perché la visibilità pubblica è spesso l’unica protezione rimasta. Serhii Lykhomanov ha cambiato carcere almeno cinque volte da quando è stato arrestato dai russi in Crimea, nel dicembre del 2023. Ogni trasferimento rende più difficile capire dove si trovi davvero, in che condizioni viva, se riceva cure mediche, se le lettere dei familiari gli arrivino oppure no. In alcuni momenti la famiglia ha perso completamente le sue tracce per settimane. Altre volte è riemerso dentro una prigione russa a migliaia di chilometri da casa.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 maggio 2026
Sessantaduemila detenuti in carceri che ne potrebbero contenere quarantottomila. Il conto è questo, non è nuovo, e il governo lo sa da quando si è insediato. In tutta questa legislatura non è stata approvata nessuna misura strutturale per ridurre i flussi in entrata, non è stato ampliato l’accesso alle misure alternative, non si è intervenuti sulla custodia cautelare che continua a riempire le celle di persone non ancora condannate. Quello che rimane, l’unica risposta concreta messa sul tavolo, è il programma del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio, che sei giorni fa ha portato il suo piano davanti alla Commissione Giustizia della Camera. Quattrocento cinquantadue milioni di euro, oltre 6.000 nuovi posti detentivi da realizzare entro il 2027. Una risposta parziale a un’emergenza che il governo stesso ha contribuito ad aggravare, creando nuovi reati a ogni fatto di cronaca e ignorando sistematicamente le soluzioni che non richiedono mattoni.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 maggio 2026
Il Governo corregge il provvedimento: sì alla semiresidenzialità. In caso di mancato compimento il percorso potrà essere ripetuto. Si allarga il perimetro dei reati interessati, si apre alla semiresidenzialità, si ammette la fruizione reiterata. Il Governo modifica il disegno di legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti, in discussione al Senato in commissione Giustizia, e incontra un sostanziale favore dalle opposizioni. Che si tratti di misure che non devono essere ascritte a uno schieramento politico, peraltro, è lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, titolare della delega in materia di politiche antidroga, nei suoi interventi in commissione.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 14 maggio 2026
Il ministro della Giustizia convocherà la settimana prossima una conferenza stampa per annunciare il piano: pronta una lista di detenuti senza fissa dimora e in condizioni di fragilità, potranno fare richiesta di essere collocati in strutture di accoglienza. “Con il sovraffollamento a questi livelli qualcosa va fatta subito”. È partita da questo ragionamento l’accelerazione che dovrebbe portare a far uscire dal carcere qualche migliaio di detenuti, per destinarli agli arresti domiciliari in comunità, parrocchie o strutture dedicate. L’obiettivo, spiegano fonti del ministero a HuffPost, è far uscire 5mila persone “entro l’estate”. Quindi nel giro di poche settimane. Come anticipato da Repubblica, la svolta sarà annunciata a breve.
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