di Riccardo Benotti
agensir.it, 23 agosto 2026
Una poesia nata nella sezione femminile del carcere di Lecce trasforma l’Ave Maria in grido di rabbia, pentimento e richiesta di libertà. Tra versi, sovraffollamento e nuove misure alternative alla detenzione, emerge una domanda essenziale: la pena può punire senza cancellare la persona e la sua possibilità di cambiare davvero? “Ave Maria piena di rabbia”. Potrebbe essere il titolo dell’ultimo film di Tarantino. Invece è la poesia scritta da una donna reclusa nella sezione femminile del carcere di Lecce, premiata domenica scorsa a Santa Caterina di Nardò con il premio “Afrodite”. Tre parole bastano a incrinare una formula recitata da secoli: dove ci si aspetta la grazia, arriva la rabbia.
di Giulia Merlo
Il Domani, 23 agosto 2026
Le correnti storiche sono schierate, a guastare la festa c’è l’ex Mi ed ex politico del caso Palamara. Caccia ai seggi proporzionali grazie al gioco degli apparentamenti. Il Consiglio superiore della magistratura è un organo diabolicamente complesso, non solo quando opera ma soprattutto quando viene composto e, per orientarsi, serve una bussola con più lancette. Per prima cosa bisogna inquadrare il momento. Mancano due mesi al voto - il 25 e 26 ottobre - e l’elenco di tutti i candidati per collegio è stato reso pubblico il 6 agosto sul sito del Csm. Ora la data cerchiata in rosso è quella del 24 settembre, termine ultimo per dichiarare gli apparentamenti.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 23 agosto 2026
La Relazione della Giustizia misura l’impatto della riforma Cartabia. Incrementano i provvedimenti di sostituzione e l’incasso è in progressiva salita. Segnali incoraggianti arrivano sul versante delle pene pecuniarie con l’applicazione della riforma Cartabia. A metterlo nero su bianco è il ministero della Giustizia nella relazione sullo stato di esecuzione delle pene pecuniarie presentata al Parlamento, la prima che permette di fare il punto con un minimo di solidità sull’efficacia delle novità.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 23 agosto 2026
Ad Ariano 311 detenuti per 263 posti, a Sant’Angelo Lombardi 190 per 124 posti. Tutti e tre gli istituti penitenziari irpini si trovano a fare i conti con il sovraffollamento. È la fotografia restituita dai dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 20 agosto. A Bellizzi Irpino risultano 683 detenuti per 503 posti, quindi con il 35,8% in più di reclusi; ad Ariano Irpino 311 detenuti per 263 posti, con un sovraffollamento del 18,3%; a Sant’Angelo dei Lombardi si registrano 190 ristretti per 124 posti, con il dato più critico: +53,2%. Il quadro cambia sensibilmente quando, oltre alla capienza regolamentare, si considerano i posti non disponibili.
di Michele Scuto
La Nazione, 23 agosto 2026
Capienza per 177 detenuti: sono 307 con 5-6 educatori, un medico e 2 infermieri. L’appello dei Giovani Democratici dopo il sopralluogo nella Casa di reclusione. Gianni Lorenzetti: “Cosi impossibile un servizio adeguato per il reinserimento”. “Questo carcere rischia di perdere completamente il ruolo di rieducazione straordinario che ha sempre avuto”. È il timore espresso da Gianni Lorenzetti, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della IV Commissione toscana, dopo la visita alla Casa di reclusione di Massa organizzata dai Giovani Democratici della Toscana. Un sopralluogo che tiene accesi i riflettori sulle difficoltà di una struttura considerata tra le più virtuose per le attività di lavoro e reinserimento, ma oggi sottoposta a una pressione crescente.
tvqui.it, 23 agosto 2026
È entrato in vigore lo “svuota-carceri”, il provvedimento che dovrebbe alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari italiani, consentendo ai detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti condannati a pene fino a otto anni di chiedere di scontare la pena in strutture specializzate. Ma i numeri raccontano quanto il problema sia ancora lontano dall’essere risolto. A Modena, nel carcere Sant’Anna, la capienza regolamentare è di 371 posti. E secondo i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati proprio alla giornata di ieri, i detenuti presenti sono 604: più di 230 persone oltre la capienza prevista.
di Vincenzo Coronetti
malpensa24.it, 23 agosto 2026
Parliamo di carceri, anzi, ne riparliamo pur consapevoli che non è tra gli argomenti più popolari, benché sia spesso al centro del dibattito istituzionale e non solo. Una questione riproposta proprio in questi giorni di fine agosto sia da un panel nella prima giornata al Meeting ciellino di Rimini, sia dall’ennesima visita di una delegazione della Camera penale di Busto Arsizio nel sovraffollato istituto di pena bustocco. Due momenti che riaffrontano il tema della vivibilità di questi non-luoghi, lontani della nostra quotidianità, sintomatici di una sensibilità collettiva che tende a marginalizzare il discorso dei penitenziari e del recupero di chi vi è ristretto.
ansa.it, 23 agosto 2026
“Se fuori dal carcere la comunità Lgbtq+ vive una condizione difficile, la loro vita all’interno di un penitenziario diventa ancora più afflittiva in quanto spesso oggetto di discriminazione e isolamento”. Lo ha detto Carmen D’Anzi, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della provincia di Potenza, prima della manifestazione che si terrà nel pomeriggio nel capoluogo lucano. D’Anzi ha evidenziato che “tutte le modalità di detenzione oggi applicate risultano inevitabilmente discriminatorie se si considerano gli spazi, le ore d’aria, l’accesso alla scolarizzazione, alla formazione, alle attività lavorativa, alle attività sportive e la mancanza di un adeguato servizio sanitario”.
di Alessandro Pendenza
gnewsonline.it, 23 agosto 2026
Prosegue il racconto del dietro le quinte del podcast “Ci credo ancora”. Nell’ultima parte del nostro viaggio, abbiamo intervistato Annalisa Graziano, da tredici anni attiva nel Csv - Centro servizio per il volontariato e da dieci anni volontaria ex art. 78 dell’Ordinamento penitenziario nell’istituto foggiano. Su questa esperienza negli anni la giornalista ha scritto due libri: “Colpevoli”. Vita dietro (e oltre) le sbarre (2017) e Solo Mia. Storie vere di donne (2019), entrambi per Edizioni La Meridiana. L’obiettivo è dare voce alle persone detenute per connettere con il mondo ‘esterno’ i loro pensieri e le loro riflessioni in particolar modo con il mondo della scuola. Questa connessione determina tra i detenuti l’avvio di un percorso di cambiamento personale che si alimenta anche dell’appoggio di famiglie e amici, che riconoscono il loro impegno.
di Stefania Garassini
Avvenire, 23 agosto 2026
Tocca a noi adulti fare il primo passo, mettendo in discussione il nostro uso di smartphone e piattaforme e, se necessario, cambiando anche radicalmente per essere credibili. Se la pura teoria non funziona mai nell’educazione, con il digitale questo è ancora più evidente. Si è molto discusso della decisione della Corte Costituzionale francese di bocciare la recente legge che vietava l’utilizzo dei social media ai minori di 15 anni e che sarebbe dovuta entrare in vigore nel settembre prossimo. Si sono espresse posizioni fortemente polarizzate, che evidenziavano il contrasto tra vietare per legge ed educare a un uso sano da parte degli adulti.
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