di Angelo Vitale
L’Identità, 8 agosto 2025
L’Italia e il Parlamento vanno in ferie ma, come ogni anno, l’emergenza carceri diventa bollente. La situazione è a dir poco critica, con un sovraffollamento medio del 134% e un sistema che continua a versare in condizioni pesanti, accentuate dal caldo estivo senza adeguate misure di ventilazione o raffreddamento. Sul piano dei numeri, al 30 giugno i detenuti erano 62.728, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre i posti disponibili sono circa 51.276, con una carenza di oltre 10mila posti. Una situazione peggiorata anche nel sistema penitenziario minorile, con un aumento del 50% dei giovani detenuti e condizioni degradate.
di Marco Billeci
fanpage.it, 8 agosto 2025
Come ogni estate, torna alla ribalta il tema del sovraffollamento penitenziario. Il governo ha recentemente approvato un piano carceri, che contiene varie misure, tra cui quella per creare 15mila nuovi posti negli istituti. Fanpage.it ne ha parlato con Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, l’organo di rappresentanza degli avvocati, che da tempo si occupa della materia.
di Serenella Bettin
L’Espresso, 8 agosto 2025
Dalla Sicilia al Veneto, esposti e denunce dei garanti dei detenuti sulle carenze dell’assistenza. A Messina, una Tac inutilizzata perché mancano i soldi per ristrutturare la sala. Esami rinviati per mesi e anche per anni. Ma per queste persone perdere tempo significa vivere o morire, nel silenzio imbarazzante del governo che spicca per la sua inerzia, per la sua desolante assenza”. La denuncia a L’Espresso è di Lucia Risicato, garante dei diritti dei detenuti di Messina. Nel carcere di Gazzi la situazione è oltre il limite. I detenuti scontano i ritardi del servizio sanitario, quelli del reperimento dei farmaci e quelli delle uscite per esami e visite per effetto della carenza di agenti penitenziari.
di Alessandro Cozzi
ilsussidiario.net, 8 agosto 2025
Le recenti dichiarazioni di Ignazio La Russa sulle condizioni dei carcerati fanno sperare e devono far riflettere. Quest’anno ricorre il 50° anniversario della promulgazione dell’Ordinamento Penitenziario. Fu pensato e scritto in anni difficili per l’Italia, pieni di tensioni tremende, violenza, crisi a più livelli. Eppure l’Ordinamento nacque, approvato il 26 luglio di 50 anni fa; e fin dal primo articolo riporta la parola “dignità”; infatti, non vi vengono soltanto esclusi i trattamenti “degradanti”: si sottolinea il permanere dei diritti fondamentali della persona, validi anche per i detenuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 agosto 2025
Il 10 aprile scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver mantenuto al 41-bis lo storico boss ‘ndranghetista novantenne Giuseppe Morabito, nonostante il peggioramento del suo stato di salute, in particolare il decadimento cognitivo. Il governo non ha chiesto il rinvio alla Grande Camera entro i tre mesi previsti dall’articolo 43, dunque la sentenza è diventata irrevocabile e la Cedu ne ha dato notizia ufficiale. Eppure Morabito resta in carcere duro, e per giunta nonostante la diffida inviata al ministro della Giustizia dall’avvocata Giovanna Beatrice Araniti, sua legale.
Il Manifesto, 8 agosto 2025
Un dossier al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia denuncia sovraffollamento, sezioni per minori nelle carceri per adulti, abusi nei trattamenti e perdita dell’approccio educativo. Dall’orgoglio internazionale a un caso da monitorare. Il sistema di giustizia minorile italiano, un tempo considerato un modello in Europa e nel mondo per il suo impianto educativo e rieducativo, è oggi in crisi profonda. Lo denunciano Antigone, Defence for Children International Italia e Libera in un dettagliato rapporto tematico inviato - con l’adesione fra le altre di Forum Droghe, la Società della Ragione e A Buon Diritto - al Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in vista dell’esame periodico sull’Italia. Il dossier - sostenuto da oltre 100 organizzazioni, garanti territoriali e personalità della società civile - descrive un sistema sempre più punitivo, afflitto da gravi problemi strutturali, normativi e culturali. Una situazione tanto allarmante da meritare l’attenzione delle Nazioni Unite.
quotidianosanita.it, 8 agosto 2025
Il toolskit Euda ed Ecdc, include anche link a linee guida di salute pubblica pertinenti e strumenti pratici per comprendere il contesto e definire e attuare una strategia di eliminazione all’interno delle carceri. Vengono forniti esempi tratti da carceri in Germania, Spagna, Francia, Italia e Lussemburgo, che illustrano modelli di assistenza. L’Agenzia europea per la droga (Euda) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno elaborato congiuntamente un kit di strumenti europeo per l’eliminazione dell’epatite virale nelle carceri. Il nuovo toolkit- lanciato vista della Giornata della Giustizia dei Detenuti del 10 agosto - è progettato per supportare l’implementazione e l’estensione degli interventi contro l’epatite B e C nelle carceri di tutta Europa. Rafforza inoltre il principio di “equivalenza delle cure”, garantendo che le persone in carcere ricevano un’assistenza sanitaria paragonabile a quella disponibile nella comunità. Le persone in carcere, ricorda l’Ecdc, presentano livelli più elevati di epatite virale rispetto alla popolazione generale, il che le rende un gruppo chiave per la prevenzione e il trattamento mirati.
di Roberto Mazzoli
Avvenire, 8 agosto 2025
È un viaggio silenzioso, quasi intimo quello che la statua di Maria sta compiendo nei penitenziari italiani. Don De Paoli: abbiamo accolto l’invito di papa Francesco di portare un raggio di sole. Si sta svolgendo in queste settimane un viaggio silenzioso, quasi intimo e carico di umanità che sta portando la statua della Madonna pellegrina di Fatima nelle carceri italiane. L’iniziativa, promossa dall’Apostolato mondiale di Fatima, ha preso avvio il primo luglio dall’Arghillà di Reggio Calabria. Attraverso numerosi luoghi della sofferenza, si snoderà lungo tutto il Paese per terminare domenica 31 agosto alla Giudecca di Venezia.
di Simone Canettieri
Il Foglio, 8 agosto 2025
La giustizia e il fronte del Colle: il patto di non belligeranza sulla riforma, il pasticcio del caso Almasri e la freddezza con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. C’è la “preoccupazione” di chi segue in silenzio un dibattito fra governo e magistratura sempre più aspro. E quindi “l’auspicio che i toni si abbassino da ambo le parti”. Ma nei pensieri del presidente Sergio Mattarella c’è anche la consapevolezza che questo clima potrebbe continuare ad alimentarsi a vicenda. D’altronde ieri mattina la premier Giorgia Meloni, prima di partire per la Grecia come anticipato dal Foglio, ha bollato l’iniziativa di Avs di voler denunciare il governo alla Corte penale internazionale su Gaza come “il tentativo di provare a liberarsi degli avversari per via giudiziaria”. Reazione di Elly Schlein: “Insinuazioni eversive”. Il clima è questo. In realtà tra il Colle e Palazzo Chigi c’è un patto di non belligeranza sulla riforma costituzionale della giustizia: il capo dello stato, che è anche il capo del Csm, non si è mai espresso nel merito.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 8 agosto 2025
Lo scontro tra governo e giudici accompagna da anni le vicende politiche italiane. Lo scoglio del “moralismo”. Giorgia Meloni ha ragione sul caso Almasri, e anche torto. Ha ragione quando dice che i suoi ministri hanno agito per “tutelare il Paese”. Ma ha torto quando aggiunge che la richiesta del processo da parte del Tribunale dei ministri è parte di un “disegno politico” della magistratura contro il governo. Sul primo punto: sembra molto difficile immaginare che Nordio, Piantedosi e Mantovano abbiano rilasciato e rimpatriato il “generale” libico, accusato di crimini orribili dalla Corte penale internazionale, perché gli stava simpatico, erano in affari con lui e ne erano stati corrotti, o per accrescere la loro popolarità.
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