di Luna Casarotti*
napolimonitor.it, 9 agosto 2025
“Un’altra bomboletta. Un altro corpo. Non c’era più ossigeno in cella, ma ce n’era abbastanza per bruciare un’altra vita nel silenzio dell’indifferenza. La libertà non è sempre oltre il muro, a volte è nascosta dietro una valvola, dentro una boccata”. Il giudice sfoglia il codice penale, il ministro pronuncia slogan in conferenza stampa, ognuno ha la sua parte nel teatro della legalità. La pena ha la sua cornice, la colpa la sua misura, l’espiazione il suo recinto. Ma appena cala il sipario pochi metri di cemento, un bagno alla turca, un tavolino inchiodato al pavimento, spazi inospitali, finestre sbarrate e ambienti privi di aerazione. In questo spazio claustrofobico, privo di aria e di orizzonti, un uomo inala gas da campeggio per non sentire più il peso della sua esistenza.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 9 agosto 2025
Ma Antigone avverte: “Se non dettagliati rischiano di essere usati per i posti letto”. “Se i venticinque milioni stanziati per le scuole in carcere dal ministero dell’Istruzione non vengono finalizzati rischiamo che finiscano ad essere usati per posti letto”. A usare queste parole, alla notizia del decreto firmato dal ministro Giuseppe Valditara per “potenziare l’offerta formativa rivolta agli studenti in condizioni di fragilità o restrizione”, è il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella. Se da una parte, in linea di principio, l’intento di viale Trastevere è nobile perché “vuole una scuola capace di adattarsi alle esigenze di tutti, compresi coloro che si trovano in ospedale e in carcere, attraverso ambienti di apprendimento innovativi e percorsi su misura”, dall’altra chi si occupa da anni delle garanzie dei diritti dei detenuti ha un occhio critico nei confronti di queste misure a pioggia.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 9 agosto 2025
Il sovraffollamento dei penitenziari in Italia è in media del 130%, un numero che potrebbe essere abbattuto seguendo il modello di rieducazione britannico. “Frate Beppe, se non aggiustate la scuola, la camorra vincerà sempre. Perché la camorra ha paura della scuola. Perché vive di silenzio, mentre a scuola si imparano le parole”. Non è un politico a parlare, né un sociologo. È un detenuto del carcere di Alessandria, rivolgendosi al frate Beppe Giunti. Una frase semplice, ma potentissima, che fa emergere la visione distopica di istituti penitenziari privi della funzione rieducativa, ridotti a contenitori disumani che moltiplicano povertà, violenza e illegalità. Sul sovraffollamento - in media al 130% - e sull’abbandono sanitario e psicologico si è scritto molto. Ma questa realtà, ormai talmente consolidata, non suscita più stupore, solo un triste e rassegnato oblio.
di Mimmo Risica
L’Unità, 9 agosto 2025
Sono luoghi che dovrebbero rieducare, ma a farla da padrone è il sovraffollamento e la carenza di personale, di risorse e di progettualità. Dopo tanti anni di esperienza da medico con missioni in Africa, Afghanistan e Iraq, operando in ospedali e campi profughi, in Italia nelle zone di lavoro di migranti e nel Mediterraneo centrale in salvataggio, pensavo di aver già visto abbastanza del degrado che la nostra (in)civiltà è riuscita a diffondere. Ma quando con Nessuno tocchi Caino ho avuto occasione di vistare le nostre carceri, mi sono reso conto che ancora non avevo visto il peggio. È stato scioccante entrare come medico in istituzioni ufficialmente create per contenere, ma anche rieducare e reinserire chi ha commesso degli errori e verificare come invece siano stati trasformati in luoghi dove la dignità dell’uomo non ha domicilio, dove il sovraffollamento, la carenza di personale, risorse e progettualità rende la vita di detenuti e detenenti una continua afflizione.
di Cesare Battisti
L’Unità, 9 agosto 2025
Oggi l’ex ufficiale della Marina ha qualcosa che non va, ma non dice niente. Ha ripreso il suo andirivieni come niente fosse, magari aspettandosi che sia io a dar voce al suo turbamento. È così che qui funziona, le domande infastidiscono, ma se non ce le fanno non vediamo l’ora di rispondere. E si capisce, chi avrebbe voglia di tornarsene in cella con un peso sul cuore e poi lasciarlo lievitare fino all’indomani? L’ora d’aria in carcere serve proprio a questo, a toglierci i sassolini dalle scarpe e a svuotare il secchio della spazzatura. Con qualche variazione, ma non le barzellette, qui non fanno ridere. Ci vuole ben altro per scalfire lo spesso strato di malinconia del detenuto. Qui, l’attività più comune è fingere di ascoltare le altrui vicende giudiziarie. Sempre le stesse, cambiano le sfumature e col tempo si diventa bravi a insaporirle con un po’ di umorismo. C’è anche chi parla di lavoro e lo fa con tale applicazione che sembra vero. Parlano di professioni, le più svariate, di quando erano liberi.
di Stefano Folli
La Repubblica, 9 agosto 2025
Dalla riforma Nordio al caso Almasri, stavolta non è una scaramuccia bensì una vera battaglia. È ormai chiaro che il tema politico dell’autunno-inverno sarà l’ennesimo conflitto tra il centrodestra di governo e una parte non secondaria della magistratura. Come mille volte in passato, ma stavolta con maggiore enfasi. Perché siamo arrivati al nocciolo di un tema che investe il rapporto di potere fra due protagonisti da anni del dibattito pubblico: con ruoli e responsabilità diversi, ma tant’è. In tal senso, è persino positivo che il caso Almasri sia esploso. Dopo anni di reciproche accuse, usate come una clava, e di invasioni di campo più o meno vere o verosimili, ora si potranno forse fissare nuovi confini. La stabilità del sistema ne ha urgente bisogno.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 agosto 2025
L’immunità a Bartolozzi è per i reati in concorso con Nordio, ma non copre le dichiarazioni “mendaci” al tribunale dei ministri. Attesa per l’iter parlamentare, ma la procura vuole andare fino in fondo. La città giudiziaria di piazzale Clodio, a Roma, è praticamente deserta in questi primi giorni di agosto. La pratica Almasri, con il tribunale dei ministri che ha terminato il suo lavoro venerdì scorso e il procuratore Francesco Lo Voi che ha trasmesso gli atti al parlamento nella giornata di martedì, è sostanzialmente sbrigata. Restano poche cose da fare tra chi già è in ferie e chi ci andrà a breve, le indagini non faranno grandi progressi finché la Camera e il Senato non si saranno espressi sulle richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di Mantovano, Nordio e Piantedosi. Con la posizione della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi che resta sospesa: benché non indagata, tutti - a partire dal governo e dalla maggioranza - sono convinti che presto o tardi la sua iscrizione arriverà.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 9 agosto 2025
“Bartolozzi potrebbe essere chiamata a rispondere”. Il professore di Diritto costituzionale spiega perché anche per la capo di gabinetto di Nordio potrebbe essere necessaria l’autorizzazione a procedere da parte della Camera. Un disegno dei magistrati contro il governo? “È una dinamica ricorrente, evitare il complottismo”. Alfonso Celotto lo premette: “Occorre muoversi con la massima cautela, siamo di fronte a una vicenda complicatissima, che ha anche risvolti costituzionali e internazionali”.
di Carmelo Caruso
Il Foglio, 9 agosto 2025
Parla Andrea Orlando: “Nordio non guida più il ministero. Pm? Proteste fiacche. Hanno troppo riguardo per Meloni”. “Caso Almasri? Gestione psichedelica, Bartolozzi capro espiatorio, Nordio è ormai uno scudo umano. Troppi pm cercano buone relazioni con Meloni”. Intervista all’ex ministro della Giustizia.
di Raffaella Forin
Corriere del Veneto, 9 agosto 2025
Ci sono docenti, imprenditori, avvocati, studenti, architetti, operatori socio-sanitari, consiglieri comunali (Riccardo Poletto, Manuel Remonato e Parolo Retinò), l’assessore di Cassola Oscar Mazzocchin tra i 34 bassanesi che hanno aderito allo “sciopero della fame a staffetta” proclamato nelle scorse settimane “per evidenziare la situazione carceraria italiana tra temperature insopportabili e sovraffollamento e difendere la salute dei carcerati”. Hanno tra i 24 e gli 88 anni. L’iniziativa è partita dall’avvocato Valentina Alberta e dal magistrato Stefano Celli di Milano per poi estendersi in tutta la penisola, Bassanese compreso.
- Campania. Carenza di braccialetti elettronici, il Garante dei detenuti scrive al prefetto di Napoli
- Messina. L’avvocato di Argentino scrive al Garante: “Un suicidio annunciato”
- Torino. La Garante: “Servono percorsi di recupero concreti per spezzare la solitudine”
- Milano. Ipm Beccaria, 42 indagati per torture: calci, pugni, cinghiate ai genitali
- Milano. Gli agenti tornati al lavoro. Nessun contatto con i detenuti: “Noi non siamo torturatori”











