riminitoday.it, 11 agosto 2025
“Le condizioni della Casa circondariale di Rimini sono sempre più critiche. Lo sostengono i sindacati del Personale Penitenziario, non da adesso, non in solitudine ma sembra ignorati dalle istituzioni”. Così Ivan Innocenti del Consiglio Genera Partito Radicale, approfondendo i numeri del sovraffollamento e le conseguenze indicate dai sindacati Sappe, Sinappe, Osapp. “Il carcere riminese prevede 118 posti regolamentari - esordisce. 23 di questi posti sono nella prima sezione, luogo che l’Ausl ha indicato a rischi salute per i detenuti e dove il magistrato di sorveglianza riconosce ai ristretti con pena definitiva il “trattamento inumano e degradante” previsto dal l’articolo 3 della Carta Europea dei Diritti Umani. Questa situazione è ormai certificata da numerosi anni”.
libertasicilia.it, 11 agosto 2025
Siracusa è tra le pochissime città in Sicilia - insieme a Palermo ed Erice - ad avere già un Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà. Un ruolo che, negli anni, ha permesso di mantenere un canale diretto con il carcere di Cavadonna, monitorando le condizioni di vita dei detenuti e segnalando criticità. Adesso anche Catania sembra pronta a colmare un vuoto istituzionale durato anni. Dopo la sollecitazione dell’ex garante regionale Santi Consolo, che aveva denunciato l’assenza di referenti nelle principali città, e l’intervento del suo predecessore Salvo Fleres, l’assessore ai Servizi sociali Bruno Brucchieri ha annunciato la stesura del regolamento per istituire la figura. “Faccio parte da sempre di Nessuno tocchi Caino e sono particolarmente sensibile all’argomento - spiega Brucchieri. Mi auguro di portare il testo in giunta già alla prossima riunione”.
lospiffero.com, 11 agosto 2025
Il futuro Garante delle persone provate della libertà personale “dovrà occuparsi anche delle centinaia di persone trattenute contro la loro volontà e senza aver commesso reati nel Cpr di Corso Brunelleschi, che la Città vuole, come noi, chiudere. L’assenza in questo dibattito ci preoccupa e rischia di spostare l’attenzione dal chi al che cosa”. Ad affermarlo è la Rete torinese contro tutti i Cpr, in una nota “Nel mese di luglio - viene aggiunto - abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco Lo Russo sulla scelta del futuro garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Daniela Corneo
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
I sanitari in servizio alla Dozza denunciano: “Qui non vuol venire nessuno a lavorare e dopo anni non c’è turn over”. Il Nursind e l’Opi: “Condizioni usuranti, servono meccanismi d’incentivazione”. Il racconto di Anna. Nessuno ci vuole andare. E quelli che accettano di lavorare lì, poi sentono di non avere vie d’uscita. “Il carcere alla fine diventa un carcere anche per noi”. A lanciare un grido d’aiuto sono gli infermieri che lavorano alla Dozza, alcuni dei quali lavorano lì da anni, senza però avere una prospettiva d’uscita, nonostante le richieste di mobilità.
di Jessica Castagliuolo
Il Giorno, 11 agosto 2025
Con Albania Pereira i giovani detenuti hanno affrescato il cortile interno “Basita dall’inchiesta, i ragazzi non mi han detto nulla. Serve un cambiamento”. Il cortile interno del Beccaria, tutto intorno al giardino, è affrescato con un murale floreale e onirico. A realizzarlo sono stati i ragazzi detenuti, con l’aiuto di Albania Pereira, la docente del laboratorio di arte. Si reca all’Istituto penale minorile due volte a settimana, per aiutare i ragazzi a “esprimersi con i colori”. Ma il suo lavoro, ammette, “è sempre più difficile”. “Credo che le cose debbano cambiare a livello strutturale”, osserva, riferendosi alle difficoltà che il carcere continua ad affrontare, dal sovraffollamento al continuo aumento di minori stranieri non accompagnati, che hanno più difficoltà a integrarsi, anche tra loro.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 11 agosto 2025
L’arcivescovo: “Il Parlamento a settembre è chiamato a decidere, lo faccia con la più larga maggioranza possibile”. “Il Senato sta per approvare un disegno di legge sul fine vita. È bene che una materia come questa non sia lasciata alle Regioni. Ed è bene ricordare che il tema del “fine vita” è ben più ampio della legge. Ognuno muore a modo suo”, afferma l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita dal dicastero della Salute e presidente emerito della Pontificia accademia per la vita. E cita Gustavo Zagrebelsky: “sulle questioni ultime si è sempre penultimi”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 11 agosto 2025
Tra i fondatori dell’ong Mediterranea Saving Humans, presto nel Mediterraneo con la seconda nave. Il fondatore è stato spiato e rinviato a giudizio. “Siamo una minaccia. Monitoriamo i rapporti tra persone come Almasri e il nostro paese”. Un rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, lo spionaggio da parte dei servizi, i continui fermi amministrativi alle navi delle ong e l’assegnazione di porti lontani. “Da quando siamo nati siamo sottoposti a una guerra continua da parte dei governi, di qualsiasi orientamento politico”, spiega Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans.
di Sergio Labate*
Il Domani, 11 agosto 2025
A ottant’anni da Hiroshima, il presidente degli Stati Uniti non ha rilasciato alcuna dichiarazione per ricordare l’evento. Nelle stesse ore dava spettacolo sul terrazzo della Casa Bianca, facendo finta di voler installare lì sopra un arsenale nucleare. Contemporaneamente Netanyahu annunciava di voler occupare illegalmente una terra stremata. L’intollerabile è diventato l’unica agenda politica del nostro tempo. La mia generazione è l’ultima che è stata abituata a pensare che la lezione della storia indicasse due eventi intollerabili: la bomba atomica e il genocidio. Siamo stati fortunati, non li abbiamo vissuti. Ma tutta la nostra iniziazione civile era affidata alla memoria dei testimoni e segnata dalla minaccia di queste due esperienze limite, oltre le quali l’assoluta potenza dell’uomo si trasforma in una radicale impotenza: l’eventualità che tutto non ci sia più e che nulla abbia alcuna legittimazione razionale.
di Anna Foa
La Stampa, 11 agosto 2025
La decisione di rioccupare Gaza scuote il Paese e riunisce le opposizioni. E così, alla fine, è successo: il governo israeliano ha deciso quella che è in sostanza una rioccupazione di Gaza e il trasferimento di un milione di palestinesi da Gaza City, con un prolungamento della guerra non quantificato, ma come ha aggiunto ieri Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa per i giornalisti stranieri, “breve”. Mentre scrivo, le strade delle città israeliane si sono riempite di manifestanti che chiedono la pace, la liberazione degli ostaggi, la fine del massacro dei palestinesi. Ovunque, a Tel Aviv e a Gerusalemme, nelle altre città del Paese, piccole e grandi, a maggioranza ebraica o araba. La decisione del governo ha scosso tutto il Paese. Le famiglie degli ostaggi, di fronte al loro abbandono nel momento in cui non c’è più tempo per salvarli, hanno lanciato la proposta dello sciopero generale.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 11 agosto 2025
Il ministro della Difesa: “A Gaza negati diritto e civiltà. Servono decisioni che obblighino il premier a fermarsi”. Appena iniziata l’intervista, Guido Crosetto riceve un messaggio: “Ministro buongiorno. Per info: AirDrop Gaza. Lanciati 16 CDS da circa 800KG l’uno per un totale di 12.800KG. Velivolo appena atterrato”. Lo legge col tono di chi ne ha fatto una questione di principio. Da giorni sta coordinando e seguendo in prima persona l’invio degli aiuti a Gaza: “Quel che sta accadendo - ci dice - è inaccettabile. Non siamo di fronte a una operazione militare con danni collaterali, ma alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà. Noi siamo impegnati sul fronte degli aiuti umanitari, ma oltre alla condanna bisogna ora trovare il modo per obbligare Netanyahu a ragionare”.
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