di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
I tempi di attesa per avere un braccialetto elettronico uno vanno ben oltre i ragionevoli quattro giorni fissati dal contratto fra la Giustizia e Fastweb per attivare tecnici e apparecchio. I buoni propositi, si sa, non costano niente, e intendo nel senso economico vero e proprio. Così come non costava nulla quell’annuncio che diceva “abbiamo abolito la povertà”, è sempre a costo zero che abbiamo salutato - con favore, e stavolta credendoci molto di più - l’ipotesi dell’utilizzo massiccio dei braccialetti elettronici previsto dalla recente legge Roccella in materia di violenza di genere. “Ne abbiamo potenziato l’efficacia come strumento di controllo delle misure cautelari”, ha detto la ministra alle Pari opportunità Eugenia Roccella illustrando le novità previste dal suo provvedimento.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 11 agosto 2025
Si tratta di vera e propria condizione di efficacia dell’indicazione espressa dall’indagato di voler domiciliarsi presso il difensore d’ufficio ai fini della valida ricezione degli atti da parte dell’autorità giudiziaria procedente. Non è valido luogo di notificazione lo studio del difensore presso cui l’indagato ha inteso domiciliarsi se il legale non ha avuto modo di assentire all’elezione di domicilio. Non è quindi abnorme la restituzione degli atti al pubblico ministero se la notifica all’indagato dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari prevista dall’articolo 415 bis del Codice di procedura penale è irregolare perché è stata effettuata presso il difensore di ufficio senza che questi fosse stato interpellato e avesse di conseguenza accettato l’elezione di domicilio presso il suo studio come dichiarata da parte dell’indagato stesso. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 28903/2025 - ha respinto infatti il ricorso del procuratore contro l’ordinanza con cui il Tribunale in sede predibattimentale aveva disposto la restituzione degli atti al Pm per l’irregolarità della notifica dell’avviso al difensore d’ufficio che non aveva assentito all’elezione di domicilio presso di lui fatta dalla persona sottoposta alle indagini.
di Rocco Sciarrone*
La Stampa, 11 agosto 2025
Nel marzo del 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte aveva approvato un ordine del giorno in cui si impegnava ad affrontare la questione dell’esenzione della tassa regionale per il diritto allo studio universitario degli studenti detenuti. Una misura di intervento concreto e poco onerosa sul piano finanziario, a fronte della situazione drammatica degli istituti penitenziari. Purtroppo ancora una volta il tema non è stato considerato meritevole di attenzione in occasione dell’assestamento di bilancio discusso in questi giorni in Consiglio.
di Roberto Tricarico*
La Stampa, 11 agosto 2025
Caro sindaco Lo Russo, ieri La Stampa ha raccontato ancora di un lenzuolo bianco. Triste strumento del cinquantatreesimo suicidio nelle carceri italiane, il secondo a Torino nel 2025. Un detenuto di 45 anni ha prelevato dal suo letto quel lenzuolo, è entrato nel bagno e si è tolto la vita. Più voci, compresa la tua, da sempre denunciano il sovraffollamento del carcere Lorusso e Cotugno. Una struttura che scoppia, non certo di salute. La Garante dei Detenuti del Comune, Monica Gallo, ha parlato di situazione “gravissima”. Sono d’accordo. Il carcere delle Vallette è parte della città e a noi tutti spetta il compito di prendersene cura, sindaco in primis.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 11 agosto 2025
“Erano affidati allo Stato”. L’avvocato di uno dei 33 ragazzi maltrattati nell’istituto minorile: “Il ministero deve rispondere per la responsabilità oggettiva”. Gli avvocati dei giovani detenuti vittime del “sistema Beccaria” sono pronti a chiedere i danni. Non solo agli agenti penitenziari accusati di torture e violenze sui ragazzi ma anche al ministero della Giustizia per la sua “responsabilità oggettiva”. Questa idea accomuna diversi legali delle parti offese: 33, in tutto, quelle che la procura - con le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena e la procuratrice aggiunta Letizia Mannella - chiede al gip di sentire durante un “incidente probatorio”, audizioni che consentiranno di cristallizzare le testimonianze per farle diventare prove.
di Anna Giorgi
Il Giorno, 11 agosto 2025
L’inquietante quadro di violenze emerge dalle carte con cui la Procura chiede l’incidente probatorio. Sono 33 le vittime il cui racconto sarà “cristallizzato” davanti al giudice, salgono a 42 gli indagati. Sputi in faccia, calci e pugni sull’intero corpo, in un caso anche un colpo alla testa con uno stivale, torture con lacci al collo dei detenuti, insulti, spesso razzisti. Emergono comportamenti “disumani” dalle carte della richiesta di incidente probatorio avanzato dalla Procura nei confronti di 42 indagati tra vertici, medici e agenti in servizio al carcere minorile Beccaria. Maltrattamenti, lesioni, falso e torture che ora vedono salire la lista dei responsabili - i primi 13 arresti risalgono all’aprile 2024 - e mettono in fila più episodi di violenza, dal 2021 al marzo 2024. Nel novembre 2023 un ragazzo di origine araba viene colpito da alcuni agenti della penitenziaria con “più cinghiate anche sulle parti genitali fino a provocarne il sanguinamento”.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 11 agosto 2025
L’avvocato Deluca assiste una delle 33 vittime “Non voleva tornare lì, i responsabili vanno puniti”. Il ricordo dell’avvocato Stefano Deluca torna al 2023, all’udienza al Tribunale per i minorenni di Milano durante la quale notò gli ematomi sul volto del suo assistito, un ragazzo all’epoca minorenne che era detenuto al Beccaria per aver tentato una rapina armato di coltello. “I poliziotti mi hanno menato - riferì quel giorno il giovane - non voglio tornare al Beccaria”. La sua è stata la prima denuncia ricevuta dalla Procura, e ora quel ragazzo è tra le 33 persone offese che dovranno comparire davanti al gip per l’incidente probatorio e confermare i loro racconti.
di Romano Pesavento*
angelipress.com, 11 agosto 2025
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo sdegno e preoccupazione per quanto emerso dall’indagine della Procura di Milano sulle violenze, fisiche e psicologiche, subite dai giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria”. Le accuse, che parlano di torture, maltrattamenti aggravati, lesioni, condotte omissive, falsi referti e persino di un episodio di violenza sessuale, non raccontano solo un grave fatto di cronaca giudiziaria: descrivono un fallimento culturale ed educativo che interroga l’intera società.
di Dario Crippa
Il Giorno, 11 agosto 2025
Un carcere a “numero chiuso”. Case territoriali di reinserimento sociale. Mettere mano a soluzioni come amnistia e indulto. Queste in sintesi le proposte di legge depositate dopo la visita sabato mattina del Gruppo +Europa di Monza al carcere cittadino organizzata con l’associazione “Nessuno tocchi Caino” e la Camera Penale di Monza che ha visto anche la partecipazione di alcuni consiglieri comunali e del sindaco di Triuggio, Pietro Cicardi. Visitati in particolare la sezione di Prima Accoglienza, il Reparto di Osservazione Psichiatrica, la sezione Isolamento e la sezione D (monitoraggio sanitario).
avellinotoday.it, 11 agosto 2025
Delegazione bipartisan in visita a Napoli Poggioreale e Avellino Bellizzi. Lunedì 11 agosto una delegazione di Radicali Italiani, accompagnata da Toni Ricciardi (Partito Democratico), visiterà la Casa circondariale di Napoli Poggioreale e la Casa circondariale di Avellino “Bellizzi”. Dopo la visita a Poggioreale, conferenza stampa davanti al carcere alle ore 13; ad Avellino, alle ore 18, sempre davanti all’istituto.
- Rimini. “Le condizioni del carcere sono sempre più critiche”
- Siracusa. Carcere di Cavadonna, modello virtuoso con il Garante dei detenuti
- Torino. Rete torinese contro Cpr: “Il nuovo Garante dovrà occuparsene”
- Bologna. Il grido d’allarme degli infermieri in carcere: “Siamo reclusi anche noi, troppo stress”
- Milano. Insegnare arte al Beccaria: “Ma è sempre più difficile”











