Ristretti Orizzonti, 9 agosto 2025
Ciambriello: “c’è un’illegittima permanenza in carcere, una violazione di un diritto già riconosciuto dalla magistratura”. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, ha inviato una lettera al Prefetto di Napoli, Dott. Michele Di Bari, per segnalare una grave e persistente criticità riguardante la carenza di dispositivi elettronici di controllo i cosiddetti “braccialetti elettronici” necessari all’esecuzione delle misure alternative alla detenzione.
Il Dubbio, 9 agosto 2025
L’avvocato Giuseppe Cultrera, legale di Stefano Argentino - il 27enne morto suicida nel carcere di Messina Gazzi, reo confesso dell’omicidio della compagna di università Sara Campanella - continua a puntare il dito contro la gestione del caso, denunciando falle e scelte che, a suo dire, avrebbero contribuito a un epilogo che definisce “annunciato”. Cultrera ha scritto al Garante dei detenuti, chiedendo un intervento urgente e parlando apertamente di “suicidio annunciato” e di “errore valutativo grave e non scusabile” nella decisione di ridurre la vigilanza nei confronti del suo assistito. Per il legale, la morte di Argentino non è un fatto imprevedibile, ma il risultato di valutazioni errate e mancate cautele in un contesto già critico come quello penitenziario.
di Marco Turco
La Stampa, 9 agosto 2025
Si riaccendono i riflettori sul tema dei suicidi nelle carceri. Ieri, nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, un detenuto di 45 anni originario di Genova si è tolto la vita, impiccandosi nel bagno della sua cella utilizzando un lenzuolo. Si tratta, secondo i dati, del 53esimo morto per suicidio in carcere nel 2025, a un giorno di distanza da quella avvenuta a Messina (si è tolto la vita Stefano Argentini, il 27enne detenuto con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella, 22 anni).
di Andrea Siravo
La Stampa, 9 agosto 2025
Richiesto l’incidente probatorio, sono 33 le parti offese. Sputi in faccia, calci e pugni sferrati sull’intero corpo - in un caso anche un colpo alla testa con uno stivale - il tutto condito da insulti irripetibili e spesso razzisti. Sono le scene che la richiesta di incidente probatorio - avanzato dalla Procura di Milano nei confronti di 42 indagati - restituisce di quanto avvenuto, per mesi, nel carcere minorile Beccaria.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 9 agosto 2025
Gli arresti del 2024 e il ritorno in libertà, in attesa dell’esito delle indagini. Rischiano pesanti condanne. La corsa per “cristallizzare” le testimonianze dei ragazzi: su 33 persone offese 5 sono già irreperibili. Gli agenti che furono arrestati un anno fa respingono le accuse e, tornati in libertà, la maggior parte di loro continua a lavorare per l’amministrazione penitenziaria ma con un ricollocamento in altri uffici con mansioni che non comportino contatti con detenuti. Una misura in attesa dell’esito delle indagini preliminari, che ad aprile d
sassaritoday.it, 9 agosto 2025
Una lettera firmata da un gruppo di detenuti del carcere di Badu e Carros e inviata all’Associazione Luca Coscioni accende i riflettori sulle condizioni igieniche, sanitarie e strutturali dell’istituto penitenziario nuorese. Secondo quanto riportato, l’acqua fornita all’interno della struttura sarebbe di qualità tale da compromettere la preparazione dei pasti, l’igiene personale e la pulizia degli indumenti. A questo si aggiunge - scrive l’Associazione in una nota - un regime alimentare “esiguo”, incapace di soddisfare le esigenze di chi soffre di allergie o intolleranze.
lametino.it, 9 agosto 2025
“Nell’ambito dell’iniziativa indetta dall’Ucpi “Ristretti ad Agosto”, i penalisti Lametini rappresentati dal Presidente Avv. Renzo Andricciola, dal Segretario Avv. Antonio Muscimarro e dal responsabile locale Osservatorio Carceri Avv. Antonio Gigliotti, unitamente ai giovani colleghi della Scuola Territoriale (Resp. Avv. Tiziano Lione) agli iscritti al corso di difensore d’ufficio, hanno reso visita ai detenuti presso il carcere di Siano” è quanto si legge in una nota. “L’iniziativa finalizzata a prendere contezza della situazione detentiva, ed a sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sul problema carceri. I suicidi - spiegano - dall’inizio dell’anno sono già 53, le condizioni dei detenuti sempre più precarie, sovraffollamento, carenza di personale, carenza di strutture, carenza di personale socio sanitario.
di Tiziana Petrelli
Il Resto del Carlino, 9 agosto 2025
Viaggio all’interno della struttura che ospita 247 persone, tra uomini e donne, ben oltre la capienza regolare. “Se arrestano qualcuno oggi, non sappiamo dove metterlo”. Lasciare tutto: il telefono, la borsa, il documento. Non solo per sicurezza. È un rito di passaggio. Ogni oggetto resta fuori, come a dire che anche la propria identità, per un momento, va messa da parte. Si entra in un’altra dimensione. Quella del carcere. Villa Fastiggi, la casa circondariale di Pesaro, appare da fuori come un edificio austero. Ma è solo oltre il primo cancello - aperto con un suono secco di metallo e un dito che preme un pulsante - che il mondo cambia davvero. Si cammina scortati. Cancello dopo cancello. Bussare, attendere, attraversare. È un movimento lento, cadenzato, che impone rispetto e misura.
di Chiara Tenca
La Nazione, 9 agosto 2025
Il progetto, promosso da Acri e giunto alla settima edizione, coinvolge dodici carceri italiane. Un esempio di formazione nei mestieri del teatro per incentivare l’inclusione dei detenuti. Il progetto “Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” promosso da Acri e sostenuti, tra gli altri, anche da Fondazione Carispezia debutta quest’anno, per la prima volta, all’interno del programma bambini e ragazzi del Festival della Mente di Sarzana con “Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio)”, uno spettacolo per bambini dai 6 anni in su che andrà in scena venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 agosto alla Fortezza Firmafede.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 9 agosto 2025
La tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove persero la vita 262 uomini, di cui più della metà, 136, italiani, 95 belgi, 31 di altre nazionalità, fu una tragedia del lavoro, ma anche della emigrazione causata dalla povertà e dalla mancanza di opportunità. Nel caso del lavoro nelle miniere di carbone, come a Marcinelle, stante il crescente rifiuto dei belgi di fare uno dei lavori più pericolosi e comunque insalubre, l’emigrazione era persino l’esito di un accordo formale tra governo italiano e governo belga, il Protocollo italo-belga del giugno 1946. Esso impegnava l’Italia a inviare (quindi reclutare tra i contadini poveri, soprattutto nel Mezzogiorno) 50.000 lavoratori in cambio di carbone.
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