di Daniela Zero
collettiva.it, 9 agosto 2025
Un cartello internazionale invita i governi a eliminare gli arsenali nucleari, riequilibrare ricchezza, sostenere salari dignitosi e investire in welfare. In occasione dell’80esimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, un’ampia alleanza di organizzazioni internazionali ha lanciato un appello ai governi di tutto il mondo: è il momento di “riaffermare il loro impegno per un mondo libero dalle armi nucleari, onorando la richiesta degli hibakusha e del Premio Nobel per la pace 2024 Nihon Hidankyo, e di dare priorità allo sviluppo sostenibile rispetto al militarismo”. Una chiamata all’azione urgente che arriva mentre la crisi democratica globale si intreccia con la crescita delle spese militari, l’avanzare dell’autoritarismo e l’aggravarsi della crisi climatica.
di Gilda Maussier
Il Manifesto, 9 agosto 2025
Nell’ultimo anno, all’associazione Luca Coscioni 580 richieste di aiuto per morire. Il Numero Bianco che l’associazione Luca Coscioni ha dedicato a chi cerca informazioni per orientarsi sulle scelte di fine vita ha squillato nell’ultimo anno in media 44 volte al giorno; il 14% in più rispetto all’anno precedente. Tante sono infatti le richieste ricevute negli ultimi dodici mesi dagli operatori coordinati da Valeria Imbrogno, compagna di Dj Fabo (al secolo Fabiano Antoniani, che nel 2017 si suicidò in una clinica Svizzera aiutato da Marco Cappato e la cui vicenda aprì la strada alla sentenza pilota 242/2019 della Corte costituzionale). Mentre al Senato si attende la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive per vedere come procederà l’iter del ddl sul Fine vita il cui testo base adottato nelle commissioni a colpi di maggioranza si discosta completamente dalle raccomandazioni della Consulta.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 9 agosto 2025
Camere sovraffollate, persone migranti costrette a dormire in tenda, topi che infestano gli alloggi e cure mediche inadeguate. Queste sarebbero le condizioni del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, denunciate dalla ong No Name Kitchen, che da dicembre 2024 a giugno 2025 ha intervistato decine di ospiti sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura, raccogliendo a fine luglio i risultati nel report “Benvenuti nel vuoto”. Al momento, la crisi sembra rientrata: la prefettura di Gorizia, contattata a inizio agosto da Avvenire, assicura che il Cara non è sovraffollato e che “i posti occupati, dei 300 in convenzione, sono circa 250”. Sono gli stessi uffici, però, a confermare che in passato il centro ha affrontato problemi di sovraffollamento: “Le tende sono state usate anche la scorsa estate”, spiegano.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 9 agosto 2025
Diminuiti i rimborsi da parte dello Stato, i centri più in difficoltà sono Milano e Roma, ma anche Trieste, Bergamo, Genova e Napoli. Nei Comuni italiani mancano i fondi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e i sindaci lanciano l’allarme per una situazione che rischia di diventare “insostenibile”. In ballo non ci sono solo i diritti dei migranti minorenni arrivati da soli nel nostro Paese ma anche i bilanci degli enti locali. Con una circolare di giugno, infatti, il Viminale ha cambiato le regole per il contributo alle spese di accoglienza già anticipate dai comuni italiani: di fatto verrà rimborsata solo il 35% del totale.
di Giulia Ricci
La Stampa, 9 agosto 2025
Class action di 18 immigrati, per la prima volta un tribunale condanna il ministero: procedure che ostacolano i diritti. Una prassi che impone “condizioni mortificanti” e dagli effetti “discriminatori” per i richiedenti asilo. E l’obbligo di cambiare il proprio modello organizzativo. Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza in tutta Italia, il Tribunale di Torino definisce così le lunghe code (e le inutili attese) davanti agli uffici della Questura per la richiesta di protezione internazionale. La decisione del giudice Andrea Natale arriva in risposta ad una complessa azione collettiva antidiscriminatoria, la prima giunta ad una analisi di merito in Italia, portata avanti da 18 richiedenti asilo e dall’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, contro il Ministero degli Interni e la Questura di Torino.
di Raffaele Marmo
La Nazione, 9 agosto 2025
Il giurista: ogni giorno migliaia di magistrati prendono decisioni. “La cura per ridurre le polemiche è una maggiore partecipazione dei cittadini”. Perché l’Italia non trova pace nello scontro tra politica e giustizia e sulla questione immigrazione? “Prendiamo i due temi su cui si sta svolgendo l’accademia estiva sui media: giustizia e immigrazione. E proviamo a metterli nella dovuta prospettiva, cominciando dalla giustizia”, esordisce Sabino Cassese, uno dei più autorevoli, se non il più autorevole, tra i giuristi italiani con un’attenzione precipua anche ai processi politici e sociali.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 9 agosto 2025
La Corte di giustizia Ue: sussiste senza eccezioni “un obbligo di risultato diretto ad assicurare a chi chiede protezione internazionale il soddisfacimento delle loro esigenze essenziali”. Nessuno Stato dell’Unione europea “può sottrarsi alla sua responsabilità ai sensi del diritto dell’Ue invocando l’esaurimento temporaneo delle capacità di alloggio normalmente disponibili”. Coperta mediaticamente dalla molto più nota ed attesa sentenza della Cgue (Corte di Giustizia dell’Unione Europea) sui paesi di origine sicuri, un’altra non meno rilevante sentenza della stessa Corte è stata pubblicata il primo agosto: si tratta della sentenza nella causa C-97/24 c. Irlanda relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo.
di Diego Motta
Avvenire, 9 agosto 2025
La piega “orwelliana” di Trump e i rischi per l’opinione pubblica. L’ossessione del controllo sta contagiando i leader politici mondiali, mettendo a rischio la tenuta delle democrazie. Non c’è più Occidente che tenga, perché ormai la sfera d’influenza per chi comanda è soltanto una: quella legata al dominio dei dati e della comunicazione. Chi guida Stati e governi oggi non vuole più solo dettare l’agenda: vuole sapere in anticipo cosa si scriverà e come, anche in sfregio della verità.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 8 agosto 2025
Alla notizia del suicidio di Stefano Argentino, il giovane tormentatore e assassino di Sara Campanella, c’è chi si rattrista e chi si felicita con fare vendicativo. In ogni caso non c’è nulla di peggio, per un carcerato che vuole mettere fine alla propria vita, dell’accanita sorveglianza tesa a impedirglielo. Capisco le ottime intenzioni di chi si rattrista per il suicidio del giovane tormentatore e assassino di Sara Campanella, e di chi protesta per la leggerezza con la quale si è creduto che avesse rinunciato ai propositi autolesionistici e ai ripetuti tentativi.
di Desi Bruno*
Ristretti Orizzonti, 8 agosto 2025
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha di recente incontrato al Quirinale il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 208° anniversario della sua costituzione e ha con forza sottolineato che “I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine”. Mancano educatori e cure sanitarie. “È drammatico il numero di suicidi nelle carceri, che da troppo tempo non dà segni di arresto. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
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