cataniatoday.it, 8 agosto 2025
La coordinatrice del Movimento per l’Autonomia di Catania, Pina Alberghina, ha commentato positivamente l’istituzione della figura del garante dei diritti del cittadino per le persone detenute, definendola una “decisione importante” e “una risposta concreta” da parte dell’amministrazione comunale e dell’assessorato alle Politiche Sociali. “La situazione delle strutture penitenziarie - ha sottolineato Alberghina - è segnata da sovraffollamento, carenza di risorse e condizioni spesso invivibili, che mettono a dura prova non solo i detenuti ma anche tutto il personale addetto, compromettendo la dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali”.
fuoriluogo.it, 8 agosto 2025
In occasione del ferragosto raccolta fondi promossa dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine, da La Società della Ragione e da Icaro Volontariato Giustizia ODV, con la collaborazione di Coop Alleanza 3.0. Dopo il grande successo dell’anno scorso con la raccolta fondi per l’acquisto dei frigoriferi per le celle, torna anche quest’estate l’iniziativa solidale per il carcere di Udine. L’obiettivo è semplice quanto importante: far arrivare un segnale di vicinanza e umanità alle persone detenute, attraverso la distribuzione di pacchi dono con generi alimentari e voluttuari in occasione di Ferragosto.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 8 agosto 2025
Un’opera voluta dal Provveditorato assieme a Carcere possibile e architetti. Un campetto, una palestra, un’area relax e una zona per la socialità. Rinasce così dopo anni di abbandono uno dei cortili destinati al passeggio nel carcere di Poggioreale, dove ieri ha visto la luce un ambizioso progetto costato 70mila euro, finanziato dalla Cassa delle ammende e nato nel 2016 grazie a una rete di soggetti come l’amministrazione penitenziaria, l’associazione Il Carcere Possibile Onlus e la direzione della casa circondariale “Giuseppe Salvia”. Al taglio del nastro sono intervenuti Lucia Castellano, provveditrice amministrazione penitenziaria della Campania, Mara Esposito Gonella, presidente Il Carcere Possibile, Stefano Martone, direttore del carcere, Stefano Carmine De Michele, capo Dipartimento amministrazione penitenziaria, Maria Rosaria Covelli, presidente Corte d’Appello di Napoli, Samuele Ciambriello, garante regionale detenuti.
di Niccolò Di Francesco
tpi.it, 8 agosto 2025
Mentre altri penitenziari sono sovraffollati e registrano numeri record di suicidi, la colonia penale agricola situata nell’Arcipelago Toscano spicca come esempio di inclusione e riabilitazione. Un modello che sfida le tradizionali logiche della pena. Mentre le carceri italiane sono sovraffollate e registrano numeri record di suicidi a causa delle condizioni spesso disumane in cui si trovano i detenuti, che non ricevono nessuna formazione rieducativa, nel cuore del Mar Tirreno, a ventisette chilometri da Livorno, c’è un istituto penitenziario che negli anni è diventato un vero e proprio modello di inclusione e riabilitazione. Si tratta della Casa di reclusione di Gorgona, situata sull’omonima isola, la più piccola dell’Arcipelago Toscano. Qui, attualmente, vi sono circa 90 detenuti che lavorano e “vivono” l’isola a 360 gradi occupandosi anche della manutenzione del carcere stesso.
siracusa2000.com, 8 agosto 2025
Sorrisi, giochi, colori e abbracci alla Casa Circondariale di Ragusa, dove, mercoledì si è svolto “Merenda col mio papà”, iniziativa promossa dalle associazioni i clown dottori di Ci Ridiamo Sù (referente Fabio Ferrito), Crisci Ranni (referente Cristian Modica) e Facciamo Scuola (referente Giulia Trecosta). Restituire ai detenuti e alle loro famiglie momenti di genitorialità autentica e gioiosa. Questo lo scopo che, per l’occasione, ha visto il cortile trasformato in festa: bibite, biscotti, colori, hula hoop, funi e foulard variopinti hanno fatto da cornice a un incontro carico di emozione. I bambini e gli adolescenti, protagonisti indiscussi dell’evento, hanno potuto condividere momenti di gioco libero e divertimento con i propri papà.
gazzettadellaspezia.com, 8 agosto 2025
Il progetto “Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, promosso da Acri, debutta quest’anno, per la prima volta, all’interno del programma bambini e ragazzi del Festival della Mente di Sarzana con “Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio)”, uno spettacolo per bambini dai 6 anni in su che andrà in scena venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 agosto alla Fortezza Firmafede di Sarzana. Lo spettacolo è la produzione finale della settima annualità del progetto “Per Aspera ad Astra”, avviato nel 2018 e attualmente attivo in dodici carceri italiane, con percorsi di formazione professionale innovativa nei mestieri del teatro: attori, drammaturghi, scenografi, costumisti, truccatori, fonici, tecnici luci. L’iniziativa ha coinvolto oltre mille detenuti in più di 300 ore di formazione, dimostrando che la cultura può essere uno strumento potente di riscatto personale e reinserimento sociale. A rendere possibile questo progetto è una rete di soggetti uniti in una inedita comunità: Fondazioni di origine bancaria, compagnie teatrali, direzioni e personale carcerario, detenuti.
di Francesco Muser
L’Espresso, 8 agosto 2025
Una raccolta dei suoi saggi ripercorre il pensiero di Grazia Zuffa su sostanze, dipendenze e repressione. Svelando il fallimento della visione penale/morale. Il volume “Stigma e pregiudizio. Uno sguardo dissacrante sulle droghe” raccoglie alcuni saggi significativi sulla politica delle droghe e dà una idea della ricchezza dello sguardo affilato di Grazia Zuffa, parlamentare, militante, studiosa. Emerge un’elaborazione originale, capace di rompere paradigmi banali e consolidati sul senso comune e impegnata a contestare il modello penale/morale, secondo cui il consumatore di sostanze vietate è ridotto alla categoria riduttiva di “deviante” e soprattutto preda del dominio incontrollato della “droga”, impossibilitato a determinarsi e pressoché incapace di intendere e volere; un chiaro rifiuto della sua vittimizzazione.
di Gilberto Corbellini
Il Dubbio, 8 agosto 2025
Il documento dell’Accademia, presentato come contributo tecnico per il legislatore, interviene su questioni sensibili. Il documento dell’Accademia dei Lincei sul fine vita è presentato come un contributo tecnico, indirizzato al legislatore al fine di dotare il Paese di una legge sicura ed efficace. Da un’accademia scientifica ci si aspetterebbe qualcosa di meno assertivo ed esoterico, stante la natura eticamente dibattuta del tema e leggibile da cittadini con una cultura media. Un documento scritto con l’intento dichiarato dovrebbe giustificare e dire quali risultati, positivi o negativi, si possono prevedere su basi fattuali e non speculative, seguendo una o l’altra strada, tra le opzioni possibili. Se si ragiona solo in modi risoluti, si fa del diritto paternalista, o politica. Si dovrebbe forse dire che fare una legge in materia è importante sulla base dell’epidemiologia medica del fine vita, dei dati empirici relativi al modo in cui avvengono le scelte individualmente e come sono governate nei Paesi senza leggi e in quelli dotati di leggi, considerare in che modo hanno funzionato i criteri che sono stati adottati da altri Paesi che hanno legalizzato l’aiuto a morire, eccetera. Il documento da un lato dice di non voler entrare in questioni teoriche e quindi prendere posizione su aspetti controversi, d’altro canto si esprime sulle implicazioni del personalismo costituzionale, sulle cure palliative, sulla natura della scelta da parte del paziente, sul ruolo del giudice, eccetera.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 8 agosto 2025
La nota diffusa da Palazzo Chigi dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue in tema di paesi sicuri e un’intervista del professore sollevano alcune perplessità. Può essere utile chiarirle. Tra i molti commenti sulla sentenza con cui la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sancito che un paese può dirsi “sicuro” solo quando lo sia per ogni categoria di persone, quelli contenuti in una nota diffusa da Palazzo Chigi e in un’intervista rilasciata dal professor Sabino Cassese sollevano alcune perplessità. Può essere utile chiarirle.
di Associazione italiana dei professori di diritto penale
Il Domani, 8 agosto 2025
Se, a livello globale, non sarà posto un freno all’indebolimento dello stato di diritto e delle società democratiche, e alla correlata crisi del diritto internazionale, il rischio, come la vicenda di Gaza mostra in modo evidente, è di un balzo indietro nella storia e di un marcato arretramento della civiltà del diritto. L’Associazione italiana dei professori di diritto penale (Aipdp) unisce la propria voce a quelle delle associazioni scientifiche, delle istituzioni pubbliche e private e delle autorità, laiche e religiose, che stanno denunciando all’opinione pubblica la situazione in atto nella Striscia di Gaza, drammaticamente sempre più grave e intollerabile.
- Edilizia carceraria, c’è il piano. Ma da solo, resta un palliativo
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