di Giuseppe Maria Meloni*
lospiffero.com, 6 agosto 2025
Dietro questo dramma delle carceri italiane, dietro questo dramma del sovraffollamento, dei suicidi, degli atti di autolesionismo, delle pessime condizioni igienico sanitarie, della carente assistenza sanitaria, ed in generale della forte offesa alla dignità umana, certamente si nasconde una profonda crisi del senso comune di umanità. Se ci fosse stato nel presente momento storico un senso di umanità radicato e diffuso, non sarebbe mai stato possibile permettere o comunque accettare passivamente tutto quello che attualmente e da anni sta accadendo nelle carceri italiane. Indiscutibilmente il senso comune di umanità si è affievolito, ma questo, tuttavia, non è un dato eccezionale.
di Marco Nigro e Francesco Raeli
Il Dubbio, 6 agosto 2025
Negato a un imputato, autorizzato da mesi a uscire per lavoro, il permesso di trascorrere tre giorni a casa della cognata, a pochi metri dalla propria abitazione. C’è qualcosa di surreale - e vagamente liturgico - nel calendario della giustizia italiana. Alcune festività sembrano godere di uno statuto privilegiato, quasi mistico. Natale e Pasqua, ad esempio, sono sacramenti laici anche per l’apparato giudiziario: se sei agli arresti domiciliari e ti comporti bene, potresti ottenere di festeggiarli in famiglia, magari nella villetta della cognata, purché non troppo lontana da casa.
di Danilo Paolini
Avvenire, 6 agosto 2025
Il caso Almasri conferma ancora una volta quanto è infiammabile il dibattito pubblico, al di là della legittima diversità delle opinioni. In pochi giorni, infatti, le tensioni sono tornate a crescere. Mettiamola così: se l’ex premier Giuseppe Conte poteva non essere chiamato in causa per l’approdo negato ai migranti dal suo ministro dell’Interno Matteo Salvini, allora anche la posizione di Giorgia Meloni può essere archiviata per il caso Almasri contrariamente a quelle dei ministri dell’Interno e della Giustizia, Piantedosi e Nordio, e del sottosegretario all’Interno Mantovano. Certo, per la Costituzione “il presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 agosto 2025
Il generale libico liberato per “evitare ritorsioni”. Ma non c’erano prove. “Sia i Ministri Nordio e Piantedosi, sia il sottosegretario Mantovano erano perfettamente consapevoli del contenuto delle richieste di cooperazione inviate dalla Cpi e, in particolare, del mandato di arresto spiccato nei confronti dell’Almasri. Non dando corso a tali richieste il primo, decretando il secondo la formale espulsione dcl ricercato con un provvedimento (...) viziato da palese irrazionalità e disponendo il terzo l’impiego di un volo Cai che ne ha assicurato l’immediato rientro in patria, hanno scientemente e volontariamente aiutato il predetto a sottrarsi alle ricerche e alle investigazioni della Cpi”. Sono queste le parole con le quali, in 92 pagine, il Tribunale dei Ministri ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano, ora depositata alla Camera. La richiesta si inserisce nel meccanismo previsto dall’articolo 96 della Costituzione e dalla legge costituzionale del 1989: per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni ministeriali, l’avvio del processo penale richiede un voto parlamentare. Il Tribunale dei Ministri rappresenta il primo filtro tecnico-giuridico; spetterà ora alla Camera valutare se concedere l’autorizzazione, una decisione che può basarsi anche su considerazioni di “preminente interesse pubblico”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 6 agosto 2025
Al di là delle distorsioni che hanno ingigantito le parole di Parodi contro la capo Gabinetto della Giustizia, è indiscutibile che la più importante collaboratrice del guardasigilli sia oggetto di una viscerale insofferenza non priva di venature misogine. Almasri è una mina con un difetto congenito fatale, dal punto di vista degli anti-Nordio: è già esplosa, ma non fa danno, perché il referendum sulla separazione delle carriere è ancora ben lontano. Quando ci si arriverà, l’opinione pubblica avrà per lo più archiviato la storia.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 6 agosto 2025
Il presidente emerito della Corte costituzionale: “Il giudizio che viene svolto dal Tribunale dei ministri è relativo agli aspetti giuridici. Ma la sostanza delle cose è di tipo politico e questo risvolto alla fine è destinato comunque a prevalere”. Meloni archiviata? “C’è differenza tra la responsabilità politica e l’ipotesi di responsabilità giuridica”. “Il giudizio che viene svolto dal Tribunale dei ministri è relativo agli aspetti giuridici. Ma la sostanza delle cose è di tipo politico”, dice al Foglio Cesare Mirabelli. Il giurista, già vicepresidente del Csm e presidente emerito della Corte costituzionale interviene sul caso Almasri, mentre Palazzo Chigi evoca esondazioni da parte della giustizia e l’opposizione va all’attacco.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 6 agosto 2025
La fedelissima nell’ufficio di via Arenula si mostra sicura e studia le contromosse dopo l’ipotesi di un processo a suo carico. Alle 21 quando le indiscrezioni sulle carte del Tribunale dei ministri parlano apertamente della possibilità che al vaglio dei magistrati sul caso Almasri finisca anche lei, Giusi Bartolozzi, potente capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, è nel suo ufficio in via Arenula. E chi l’ha appena incrociata la descrive come “serena, tranquilla. Ha passato la giornata a lavorare. Non teme assolutamente nulla e quando potrà chiarirà qualsiasi dubbio”.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 6 agosto 2025
La Commissione parlamentare antimafia presieduta da Chiara Colosimo sta affrontando il problema del perché “Cosa nostra”, neanche due mesi dopo la strage di Capaci nella quale mori Giovanni Falcone, decise di eliminare anche Paolo Borsellino in via d’Amelio, a Palermo. Il 31 luglio l’Antimafia ha ospitato un mio intervento di cui riproduco qui alcuni passaggi. Falcone e Borsellino sono stati due eroi moderni di epica grandezza, veri e propri giganti della storia non solo giudiziaria e non solo italiana. Non per caso Andrea Camilleri equipara l’omicidio dei due campioni dell’antimafia all’abbattimento delle Twin Tower di New York. Come non è un caso che Salvatore Lupo definisca le vittime di mafia, a partire da Falcone e Borsellino, come “rivoluzionari”, in quanto straordinari creatori di credibilità e rispettabilità, mediante l’affermazione della legalità.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2025
La parte del decreto Carceri che prevede un aumento del numero di telefonate, anche per i condannati per reati ostativi, non può essere estesa a chi sconta la pena al 41-bis. La Cassazione (sentenza 28597) respinge il ricorso di un detenuto sottoposto al regime speciale, contro il no dell’amministrazione penitenziaria al permesso di fare una chiamata supplementare (rispetto a quella mensile concessa) alla figlia minorenne con problemi di salute. La difesa aveva sollevato dubbi di costituzionalità della norma sull’ordinamento penitenziario (legge 354/1975) che impedisce al detenuto, sottoposto al cosiddetto carcere duro, di fare colloqui supplementari, visivi o telefonici, giustificati dall’esigenza di tutelare una relazione affettiva con familiari in precarie condizioni di salute o economiche.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2025
La scriminante del diritto di critica e di cronaca - in relazione al reato di diffamazione imputato a un giornalista - opera quando le accuse siano mosse in modo fondato o il professionista sia fermamente e incolpevolmente - anche se erroneamente - convinto di quanto afferma. Solo così opera la cosiddetta scriminante “putativa” prevista dall’articolo 51 del Codice penale che contempla il caso in cui la condotta corrisponda all’esercizio di un diritto. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 28621/2025 - ha rigettato il ricorso del professionista condannato per aver diffamato un assessore alla cultura di essere “cocainomane” e inoltre dedito allo spaccio della droga pesante. Condanna aggravata dalla diffusione a mezzo stampa via internet.
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