di Giorgio Paolucci
Avvenire, 6 agosto 2025
L’esperienza (unica) al carcere di Opera: uno spazio di relazione tra i reclusi e gli ospiti del centro psichiatrico Camaleonte della Fondazione Sacra Famiglia che li fa sentire persone libere. L’esordio è un tripudio di strette di mano, baci, abbracci, sorrisi, in un luogo dove c’è poco da ridere. Si incontrano due volte al mese in un salone del carcere di Opera, alle porte di Milano. Matti e criminali, per dirla in maniera brutale, secondo il linguaggio della strada. Per dirla meglio, persone disabili e persone detenute. Persone. I primi arrivano dal Camaleonte, il centro diurno psichiatrico della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, storico luogo di accoglienza nato nel solco della carità cristiana.
Libertà, 6 agosto 2025
Quando le note si alzano sul cortile interno e dalle alte mura del carcere delle Novate, la sera si è già impadronita del giorno. A lasciarsi trasportare dalla musica ci sono un centinaio di persone sedute. Nel rettangolo di cielo che va scurendosi sopra le loro teste appaiono e scompaiono gli uccelli migratori. Chissà se anche a loro è giunto qualcosa del concerto “Gli Ottoni della Cherubini”, iniziativa che fa parte del progetto “La musica senza barriere” che intende portare la musica a chi non può varcare la soglia di un teatro, tenuto ieri sera in carcere dall’Orchestra Giovanile Cherubini fondata dal maestro Riccardo Muti nel 2004.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 6 agosto 2025
Nell’insofferenza politica per la presenza dei giudici e per il ruolo che essi svolgono ha un peso importante il tema della pretesa invenzione di “nuovi diritti”: nuovi diritti che danno ai giudici nuove occasioni di intervento. Il giudice non interviene di sua iniziativa, ma risponde a una domanda, cui è obbligato a dar risposta. La vicenda dei diritti legati all’ambiente è emblematica di come essi prima si manifestino nell’evoluzione della sensibilità sociale e politica e poi prendano corpo e vigore sul piano del diritto. In Europa è significativo ciò che è avvenuto nel campo dei diritti individuali, in vicende in cui è importante questo o quell’aspetto dell’ambiente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 agosto 2025
Fascette di plastica strette ai polsi per oltre venti ore, destinazioni taciute, diritti calpestati: così il nostro Stato trasferisce migranti verso l’Albania senza un provvedimento scritto, in aperto contrasto con la Costituzione e le norme europee. Un viaggio che trasforma l’espulsione in tortura burocratica, documentato dal report “Ferite di confine. La nuova fase del modello Albania”, presentato a fine luglio dal Tavolo Asilo e Immigrazione. Da aprile scorso, decine di persone trattenute nei Centri di permanenza e rimpatrio (CPR) italiani vengono ammanettate con fascette in velcro e caricate su pullman e navi, come se la dignità fosse un optional. Questo sistema non sfiora solo la legalità: la travolge.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 6 agosto 2025
Dopo gli immigrati, per Trump è l’ora dei senza dimora, dei consumatori di droghe e delle persone affette da disturbi mentali. Anzi, è l’ora di colpire gli americani che assommano in sé tutte e tre le condizioni, facendo della massima sofferenza sociale l’oggetto di una nuova crociata di “tolleranza zero”. Con un ordine esecutivo presidenziale - che obbliga tutte le amministrazioni, federali e statali - denominato Ending crime and disorder on America’s streets (Porre fine alla criminalità e al disordine sulle strade americane), si rende operativa la radicale criminalizzazione delle persone senza dimora, individuate come prima causa di insicurezza urbana e minaccia ai cittadini.
di Roberta Polese
Corriere della Sera, 6 agosto 2025
I genitori: “Dopo 9 mesi nostro figlio torni a casa”. Sono 263 giorni che Alberto Trentini è detenuto a Caracas, e l’ultimo tentativo di riportarlo a casa è andato a vuoto. È fallita la missione dell’inviato della Farnesina Luigi Vignali, che il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva nominato a fine luglio proprio per occuparsi del caso del cooperante veneziano in carcere dal 15 novembre scorso, e degli altri quindici italiani detenuti nelle carceri venezuelane. Due giorni fa Vignali, giunto a Caracas, non è riuscito a incontrare esponenti del governo venezuelano, nè altri delegati disposti a trattare, ed è tornato a Roma. Ma un nuovo tentativo dovrebbe essere messo in atto nel giro di poco tempo.
di Giordano Stabile
La Stampa, 6 agosto 2025
Dal capo dell’Idf Zamir al presidente della Corte Suprema Amit, è folta la schiera dei difensori dell’equilibrio democratico contro i poteri accentrati e i sogni di Grande Israele. Militari duri come l’ossidiana ma che non condividono i sogni messianici di Benjamin Netanyahu e dei suoi alleati oltranzisti. Capi dei Servizi capaci di eliminare i nemici di Israele fino in capo al mondo, spaventati però dall’accentramento dei poteri nelle mani del premier. Giudici convinti di essere l’ultimo baluardo di uno Stato ebraico democratico, laico e in grado di trovare una pace equilibrata in convivenza con i vicini arabi. È questa la fronda interna che deve affrontare “King Bibi”, deciso a lasciare una memoria gloriosa come Re Salomone. È un sogno che risale al suo debutto in politica. Il suo slogan era già, prima di battere a sorpresa Shimon Peres nelle elezioni del 1996, “Dal fiume al mare”.
di Flavia Amabile
La Stampa, 6 agosto 2025
Uno dei sostenitori del riconoscimento: “Pace solo senza Netanyahu e Hamas. A Gaza in corso un genocidio, anche io mi vergogno di quello che succede”. Stefano Levi Della Torre, architetto, saggista, docente universitario al Politecnico di Milano, pittore, è uno dei firmatari dell’appello degli intellettuali ebrei che hanno chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di riconoscere lo stato palestinese. Anche se è convinto che non accadrà perché sostiene che esista un patto tacito tra la destra al governo in Italia e la destra ebraica italiana.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 5 agosto 2025
Sono già 45 i suicidi a fine maggio nei penitenziari italiani. Le storie di chi non ha resistito alla vita dietro le sbarre. Può sembrare inutile la contabilità dei morti in carcere per suicidio, omicidio, morte “naturale”. Il ministero la fornisce una volta all’anno, scomputando chi è morto in ospedale dopo un tentativo di togliersi la vita o i casi “sospetti”. Altre associazioni di volontari - su tutte Antigone e Ristretti Orizzonti, che ci hanno aiutato a raccogliere queste storie - provano a stare dietro al conteggio: al 30 giugno i suicidi erano 45, ma ogni giorno ne arrivano altri. Gli ultimi: Parma, Aosta, Roma. Il record è stato nel 2024, ma non è detto che quest’anno non si possa far peggio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Per gli studiosi, il cervello degli adolescenti non è ancora maturo: trasformare la paura in cattive leggi rischia di cancellare percorsi rieducativi che riducono molto la recidiva. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha lanciato una proposta di legge che rimescola le carte nell’annoso dibattito sulla giustizia minorile: equiparare le pene dei reati gravi commessi dai minorenni a quelle degli adulti. L’iniziativa arriva in un clima di crescente allarme sociale per reati gravi compiuti da ragazzi e trova un’eco forte in chi chiede risposte dure. Il rischio, però, è cadere nella trappola di una soluzione semplicistica, che non risolve il problema e anzi ne aggrava alcuni aspetti.
- Pier Ferdinando Casini: “Sì al metodo Giubileo sulle carceri. L’Italia vince con gioco di squadra”
- Nordio: “No a un’Anm costola dei partiti, quell’abbraccio sarebbe mortale”
- Sorteggio al Csm, se il rimedio al correntismo rischia di essere peggiore del male
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- “Alla certezza del diritto si è sostituita la prevedibilità della decisione giudiziaria”











