di Mario Ajello
Il Messaggero, 5 agosto 2025
“Per quanto riguarda alcune emergenze italiane, come appunto quella delle carceri, si guardi in faccia una realtà che è drammatica e si cerchi di superarla tutti insieme. Aggiungo una cosa. Francesco diceva che è in corso la terza guerra mondiale combattuta a pezzi. Aveva ragione. In un contesto di questo tipo, il nostro lavoro in Europa dovrebbe essere affrontato assieme, senza divaricare e creare sempre più occasioni di contrasto”
di Errico Novi
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Dalla separazione delle carriere alle norme studiate per i target del Pnrr, intervista al guardasigilli. “Presto la riforma forense”. Separazione delle carriere, nuove misure per l’ultimo sprint dei tribunali verso gli obiettivi del Pnrr, legge professionale forense: il guardasigilli Carlo Nordio ne parla in quest’ampia intervista al Dubbio, subito dopo la conclusione del Consiglio dei ministri di ieri.
di Giovanni Pascuzzi*
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Uno dei punti principali della riforma costituzionale della giustizia, di recente approvata in seconda lettura dal Senato, riguarda l’introduzione del principio del sorteggio per la individuazione dei componenti togati che andranno a comporre i futuri due Consigli superiori (uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura requirente). Si dovrebbe passare da un sistema che prevede l’elezione dei membri togati del (dei) Csm ad un sistema che farà leva sul sorteggio. L’obiettivo dichiarato è limitare il potere delle correnti della magistratura accusate di orientare il voto.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 5 agosto 2025
La misura nel decreto legge approvato in Consiglio dei ministri: fino a cinquecento volontari saranno “prestati” a distanza ai Tribunali più in difficoltà per ridurre la durata dei processi. Fino a cinquecento magistrati volontari “prestati” a distanza ai Tribunali più in difficoltà, per smaltire pacchetti da almeno cinquanta sentenze in nove mesi in aggiunta al lavoro ordinario. In cambio, un compenso extra di quasi diecimila euro netti (il triplo dello stipendio base di entrata).
di Lorenzo Zilletti
Il Riformista, 5 agosto 2025
Nelle scorse settimane, due ravvicinate “uscite” della Cassazione hanno suscitato un vivace dibattito: da una parte, le relazioni del Massimario sul Decreto Sicurezza e sulla questione Albania; dall’altra, il documento dell’Assemblea generale della Corte, in cui quest’organo si rivolge a Governo, Parlamento e C.S.M. con una sorta di elenco di desiderata. Ne parliamo con Gaetano Insolera, avvocato e professore di diritto penale.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Il caso Milano: la riforma rischia di esporre alla gogna mediatica. L’ex gip Salvini: “Sempre più indifferibile il divieto di pubblicare la richiesta della custodia cautelare”. “Quando venni audito in Commissione giustizia alla Camera sulla riforma della custodia cautelare e sull’introduzione dell’interrogatorio preventivo avevo manifestato molte perplessità”, afferma Guido Salvini, ex gip del tribunale di Milano, commentando con Il Dubbio, senza ovviamente entrare nel merito delle contestazioni, i recenti sviluppi procedurali dell’inchiesta sull’edilizia che ha terremotato Palazzo Marino. “Ciò che è accaduto - aggiunge Salvini - dimostra che i miei dubbi erano fondati, in quanto le nuove disposizioni non hanno affatto sortito gli effetti sperati”.
di Graziano Arancio
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Una sentenza della Consulta legittima l’approccio mirato, ma lo vincola a un principio inderogabile: il minimo sacrificio necessario della libertà personale. La sentenza n. 139/ 2025 della Corte costituzionale, nel dichiarare non fondate le questioni sull’art. 59, comma 1, lett. d), legge n. 689/ 1981, affronta una questione che, sotto la patina tecnica del coordinamento normativo, nasconde un nodo politico- giuridico di fondo: la tensione tra discrezionalità legislativa e giustizia penale costituzionalmente orientata. E in questa tensione, la neutralità non è un’opzione. Non si può infatti accettare, senza interrogarsi criticamente, che il legislatore possa precludere in modo assoluto l’accesso alle pene sostitutive sulla sola base del titolo di reato, svuotando il giudizio individualizzante e prognostico del giudice della cognizione. Se la pena deve tendere alla rieducazione - e questa è una norma costituzionale, non un auspicio - allora il legislatore non può cristallizzare ex ante la sua inidoneità sulla base di categorie astratte.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 agosto 2025
L’aver iniziato la partecipazione al percorso riabilitativo imposto esclude la verifica intermedia da parte del giudice sul suo esito negativo a meno che non sia imposta una misura di prevenzione personale che venga però violata. Al condannato per un reato di violenza di genere - con pena sospesa condizionata all’obbligo di seguire un percorso di recupero riabilitativo - non può essere revocato il beneficio, per valutazione negativa degli esiti del corso seguito, prima della data stabilita per la sua conclusione.
di Barbara Morra
La Stampa, 5 agosto 2025
Il fossanese dopo 11 anni ha lasciato l’incarico ed è amareggiato per le affermazioni dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia. Ha lottato politicamente perché questa figura venisse istituita e ne ha ricoperto per primo l’ufficio: il fossanese Bruno Mellano ha lasciato dopo 11 anni la carica di Garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a restrizioni della libertà per il Piemonte. Ora è candidato allo stesso ruolo per il Comune di Torino.
di Erica Manna
La Repubblica, 5 agosto 2025
Nel 2023 uno solo per dieci detenuti tra tutte le case circondariali liguri. Ma nel secondo semestre del 2024 sono saliti a sette per 135 iscritti. Un corso solo: per dieci detenuti. Nel 2023, tra tutte le case circondariali liguri, è l’unico percorso di formazione professionale attivato e censito nei primi sei mesi dell’anno, con dieci iscritti. Nel secondo semestre non ne è stato attivato nessuno. È quanto risulta dai dati del Ministero: che certificano, in ogni caso, un leggero miglioramento. Nei primi sei mesi dell’anno scorso, infatti, sono stati avviati quattro corsi con 25 persone iscritte. Meglio nel secondo semestre: sette per 135 iscritti. “Una progressione che riflette un miglioramento - rileva Doriano Saracino, garante delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale - frutto dell’impegno di tanti attori: ci sono corsi finanziati dalla Regione, da Cassa delle Ammende e dai privati come Fondazione San Paolo”.
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