di Aurora Nicosia
cittanuova.it, 16 dicembre 2025
Si è svolto a Roma il Giubileo dei detenuti. Un’ulteriore occasione per riflettere sulle criticità con un invito forte di papa Leone a non rimanere indifferenti. Il monito di Mattarella durante la visita a Rebibbia nei giorni precedenti. Se c’è un posto dove la speranza è messa a dura prova, questo è il carcere. Non c’è speranza nel presente, nel futuro, nella possibilità di una vita migliore rispetto al passato segnato da vicende sicuramente travagliate. E dunque non poteva mancare, nell’anno del Giubileo della speranza, un appuntamento dedicato proprio a loro: a tutte le persone private della libertà. Già in apertura, lo scorso anno, papa Francesco aveva dato un segnale forte di attenzione recandosi personalmente ad aprire a Rebibbia una delle porte sante del Giubileo.
di Lucio Motta
filodiritto.com, 16 dicembre 2025
In queste settimane ricorre il 33° anniversario di “Mani Pulite” e tra le tante riflessioni apparsi ad oltre trent’anni di distanza, in un ideale collegamento con quella stagione, la Lettera di Gabriele Cagliari ai suoi familiari, nella quale denunciando l’assurda condizione carceraria e lo stigma sociale che il carcere aveva impresso nella sua anima, denunciando come il carcere fosse usato dai magistrati come strumento di tortura: “La convinzione che mi sono fatto è che i magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura, psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente. Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza testa né anima. Qui dentro ciascuno è abbandonato a se stesso, nell’ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell’inattività e nell’ignavia; la gente impigrisce, istupidisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita”.
di Irene Famà
La Stampa, 16 dicembre 2025
Negli ultimi 3 anni sono stati almeno 60 i detenuti fuggiti dalle carceri. Khan Nasir, pakistano di trentuno anni, avrebbe dovuto comparire ieri in tribunale per reati legati allo spaccio di droga. Dicono che sia “uno pericoloso” e il direttore del carcere di Trieste avrebbe chiesto di disporre “rigorosissime misure di sicurezza per impedirgli di evadere”. Eppure lui, l’altro giorno nel tardo pomeriggio, approfittando dell’ora d’aria, si è nascosto sotto un telone. Poi, atteso il momento giusto, ha scavalcato il muro di cinta del penitenziario, ha raggiunto un cantiere lì vicino ed è fuggito in strada.
di Pierluigi Panza
Corriere della Sera, 16 dicembre 2025
Il progetto internazionale, ispirato all’anno giubilare, coinvolge otto istituti italiani e due portoghesi. Il debutto a San Vittore a Milano con l’architetto Michele De Lucchi: per ripartire dopo il cortocircuito che ha causato l’evacuazione di un intero reparto e il trasferimento di 250 persone detenute. Dieci porte da aprire in dieci carceri, otto in Italia e due in Portogallo. Progettate e realizzate da grandi architetti, artisti e designer, in dialogo con le persone detenute. E la prima porta, affidata all’architetto Michele De Lucchi, sarà “aperta” il 19 dicembre a Milano proprio davanti a San Vittore: nonostante il cortocircuito che sabato 13 ha provocato la chiusura di un intero reparto del carcere - quattro piani ora vuoti - e il trasferimento di 250 persone in una sola notte verso altre strutture del capoluogo e non solo. Un evento programmato ovviamente da tempo, quello dell’inaugurazione, e che appunto in seguito all’incendio di San Vittore si era temuto di dover rinviare: i rilievi dei Vigili del Fuoco erano in corso, non era facile valutare l’impatto del danno in poche ore. Ma alla fine, soprattutto dopo aver preso atto che le persone coinvolte erano rimaste tutte illese grazie alla tempestività della Polizia penitenziaria e di tutti gli operatori intervenuti, è prevalsa la linea del guardare avanti e ripartire. Più che mai dopo il Giubileo dei Detenuti celebrato domenica 14 da Leone XIV in Piazza San Pietro e in chiusura di questo anno giubilare inaugurato dal suo predecessore Francesco proprio aprendo una Porta santa dentro un carcere - prima volta nella storia - che allora fu quello di Rebibbia.
di Tommaso Labate
Corriere della Sera, 16 dicembre 2025
Giustizia, i volti noti in campo: da Sallusti a Di Pietro per il Sì, da Ardone a Parisi per il No. Fosse una sfida a colpi di best seller, di qua ci sarebbe la saggistica e di là la narrativa. Di qua Alessandro Sallusti, autore con Luca Palamara di quel libro (Il sistema) che a quasi cinque anni dall’uscita rappresenta ancora un tomo fondamentale per chi si esercita sulla deriva correntizia delle toghe; di là Maurizio De Giovanni e Viola Ardone, che scalano le classifiche dei libri a ogni uscita dei loro romanzi. Qua e là sono rispettivamente i comitati per il Sì e per il No nella campagna del referendum sulla riforma della giustizia del governo di Giorgia Meloni, la madre di tutte le battaglie politiche di quel che rimane della legislatura.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 16 dicembre 2025
Bisogna sapersi coordinare. Cioè, bisogna mettersi d’accordo. Perché anche le buone intenzioni possono sortire effetti indesiderati. La questione del mini comitato “di sbarramento” per contrastare la volontà del governo di fissare la data del referendum sulla riforma della giustizia all’inizio di marzo resta aperta. I dieci volenterosi cittadini che, muniti di certificato elettorale, si recano in Cassazione per annunciare di voler raccogliere le firme per indire il referendum ci sarebbero - e questo costringerebbe il governo ad aspettare fino al 30 gennaio per fissare la data, che a quel punto slitterebbe ad aprile -, ma per muoversi sostengono di aver bisogno della concordia di tutti. E se molti sono d’accordo, il maggiore ostacolo al momento è quello rappresentato dalla Cgil, cioè il maggior soggetto sociale della Via Maestra, la costellazione di sigle e associazioni che soltanto il 10 gennaio lancerà la sua campagna per il No al referendum. E che fino ad allora preferirebbe non si muovesse nemmeno una foglia. Da qui la prudenza dei volenterosi cittadini di cui sopra. E anche di Rifondazione Comunista, l’unica forza politica sin qui che si è messa a disposizione per presentare in Cassazione un suo quesito referendario e contribuire così a rallentare la corsa del governo verso le urne, nella convinzione - diffusissima a destra - che il Sì abbia solo da perdere in una campagna di lunga durata.
di Andrea Vivaldi
La Repubblica, 16 dicembre 2025
Tanti detenuti, pochi agenti, e tutto cade a pezzi. Si discute da anni del futuro del penitenziario fiorentino, senza decidere. La crisi più buia del sistema carcerario è dietro le sbarre di Firenze: il penitenziario di Sollicciano. Lì, tra celle fradice dove l’acqua piove sui diritti dei detenuti. Dove chi dorme nella brandina più alta spesso non può mettersi in ginocchio perché il soffitto è a un palmo dal naso, e le cimici infestano pareti e materassi. E mordono chi sconta la pena. Mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa (grande amico dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in cella a Rebibbia) avanza l’idea un improbabile decreto svuota-carceri gettando lo scompiglio nel campo della destra, che sulla proposta si divide, gli avvocati entrano ed escono dai varchi di Sollicciano con rassegnazione, citando ogni volta la Costituzione: “Le pene dovrebbero rieducare”. Difficile, quasi impossibile, per un complesso che fa i conti con problemi strutturali, sovraffollamento, carenze di personale. I numeri sono spietati: a metà 2024 gli atti di autolesionismo nel penitenziario erano passati, rispetto all’anno precedente, da 44 a 386 (+777 per cento). Ad essi si aggiungono 75 tentativi di suicidio.
di Mario Pari
Brescia Oggi, 16 dicembre 2025
La Casa circondariale cittadina è quarta nella graduatoria nazionale: 389 detenuti ospitati a fronte di 182 posti. Anche a Verziano la quota è molto elevata. Non c’è un solo bidet. I 389 detenuti del Nerio Fischione, storicamente noto come Canton Mombello, a fronte dei 389 detenuti che ospita non può contare su un bidet. Dettagli? Allora perché a Bollate considerato uno degli istituti di pena più moderni d’Italia i bidet di cui si può disporre sono 707 per 1604 detenuti? Sono risultati a cui perviene lo studio di “Ristretti Orizzonti” sulla base dei dati del Ministero della Giustizia al 13 dicembre scorso.
di Domenico Coviello
lavocediasti.it, 16 dicembre 2025
Convegno con vescovo, assessore, garante dei detenuti e direttrice del penitenziario. In occasione della giornata odierna, in cui cade il Giubileo dei detenuti, riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo a firma di un volontario dell’associazione Effatà, che opera quotidianamente presso la casa di reclusione di Asti. “Come si fa a diventare genitore? Come posso gestire una relazione di fiducia con mio figlio se sono in carcere? In che modo smettere di dirgli ‘bugie bianche’, cioè che papà, o mamma, reclusi, non sono mai a casa perché ‘lavorano all’estero’?”.
di Emily Mirelli
Il Resto del Carlino, 16 dicembre 2025
Sono venticinque, iscritti a tredici diversi corsi di laurea. La rettrice: “La conoscenza offre opportunità”. Crescono i servizi e l’offerta formativa: biblioteca, computer e finanziamenti per i più meritevoli. Le firme della rettrice di Unife Laura Ramaciotti e di Maria Martone, direttrice del carcere dell’Arginone, rinnovano e confermano il grande impegno per garantire il diritto allo studio ai detenuti. Questa convenzione, esistente dal 2015, ha visto un aumento significativo (quasi il 70%) degli studenti detenuti che hanno deciso di intraprendere un percorso formativo. Si è passati da 15 a 25 unità, distribuiti in ben tredici diversi corsi di laurea. “Il rinnovo di questa convenzione - ha dichiarato a margine della firma la rettrice Ramaciotti - è la conferma di quello in cui il nostro ateneo crede da sempre, ovvero che il diritto allo studio non conosca barriere e che la formazione sia uno strumento che porta alla realizzazione personale, oltre ad offrire opportunità concrete”.
- Lodi. Messaggi dei parenti trasmessi alla radio per far sentire meno soli i detenuti a Natale
- Napoli. Detenute e detenuti tra i 10 mila atleti della Half Marathon
- Foggia. Musica e cultura nella sezione femminile del carcere
- Monza. Fedez ed Emis Killa a confronto con i detenuti: scelte, rap e responsabilità
- Riparare il mondo con i romanzi?









