Ristretti Orizzonti, 1 agosto 2025
Donne detenute, anziani ospiti di “Maria Grazia Barone” e volontari protagonisti di un dialogo epistolare profondo. Annalisa Graziano: “Anche nei luoghi più difficili si possono tessere legami rigeneranti, capaci di trasformare la solitudine in condivisione”. Un foglio, una penna, una storia da raccontare. Così è nato un dialogo delicato e profondo tra donne detenute nella Casa Circondariale di Foggia e alcuni anziani ospiti della Casa di Cura “Maria Grazia Barone”. Un progetto semplice, ma potente, fatto di parole scritte e lette a voce alta, che ha unito due mondi lontani, eppure vicini nella comune esperienza della fragilità.
di Federico Cella e Michela Rovelli
Corriere della Sera, 1 agosto 2025
I seminari di Gino Cecchettin con gli studenti delle scuole di Catania, Roma, Milano e Verona sull’educazione ai sentimenti. Quando Gino Cecchettin si è presentato davanti alla Camera per raccontare cosa intendeva fare con la neonata Fondazione dedicata alla figlia Giulia, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre del 2023, ha parlato di un “sogno che ha un valore immenso perché è nato da una tragedia immane”. Il sogno è provare a fare qualcosa, a impegnarsi, per proporre - e dunque costruire - “modelli di relazione basati sulla stima reciproca, sull’ascolto e sul rispetto” partendo dalle nuove generazioni, protagoniste del futuro e che dunque hanno in mano la possibilità di cambiare e migliorarsi più di ogni altro. Che possono rendere realtà quel sogno, insomma. La Fondazione Giulia Cecchettin ha deciso di salire a bordo di CampBus nella sua sesta edizione proprio per iniziare questo percorso.
Il Domani, 1 agosto 2025
Martina Oppelli è morta in Svizzera, l’Italia le aveva negato il suicidio assistito. La 51enne triestina, affetta da sclerosi multipla, ha scelto l’eutanasia all’estero dopo tre dinieghi della sanità italiana. L’ultimo video: “Non ce la facevo più, il mio corpo si è disgregato”. “Il fine vita tocca a tutti, prima o poi. Ogni scelta va rispettata”. Così Martina Oppelli, affetta da sclerosi multipla da oltre 25 anni, ha rivolto un appello alle istituzioni italiane prima di morire oggi in Svizzera, mediante il suicidio medicalmente assistito. Aveva 51 anni, era architetta, e da decenni conviveva con la malattia. Negli ultimi tempi era completamente paralizzata. “Non ce la facevo più ad aspettare”, ha detto nel suo ultimo video. In Italia, dove questo tipo di procedura è possibile in presenza delle condizioni dettate dalla Corte costituzionale, le sue richieste erano state respinte tre volte.
Il Sole 24 Ore, 1 agosto 2025
Per la Corte costituzionale, sentenza numero 142 depositata oggi, le censure sono inammissibili considerata l’ampia discrezionalità del Legislatore. Non è ammissibile un intervento della Corte costituzionale che limiti l’acquisizione della cittadinanza per discendenza, attraverso una sentenza manipolativa che operi scelte, fra molteplici possibili opzioni, connotate da un ampio margine di discrezionalità e che hanno incisive ricadute a livello di sistema. È quanto si legge nella sentenza numero 142 depositata oggi, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili e non fondate varie questioni di legittimità costituzionale, sollevate dai Tribunali di Bologna, di Roma, di Milano e di Firenze, sull’articolo 1 della legge numero 91 del 1992, nella parte in cui, stabilendo che “[è] cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini”, non prevede alcun limite all’acquisizione della cittadinanza iure sanguinis.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 1 agosto 2025
La prima fase dell’intesa Meloni-Rama, riservata ai richiedenti asilo mai entrati in Italia, è appesa a questa decisione. Il grande giorno è arrivato: oggi alle dieci la Corte di giustizia Ue legge la sentenza che segna il futuro del protocollo Roma-Tirana. La causa - ribattezzata con i cognomi di fantasia Alace-Canpelli, secondo la prassi del tribunale di Lussemburgo a tutela della privacy - riguarda la definizione dei “paesi di origine sicuri” ed è stata discussa lo stesso 25 febbraio dalla Grande chambre (una sorta di Sezioni unite). In quell’occasione dodici paesi membri e la stessa Commissione Ue, con un’incredibile testacoda rispetto alla memoria depositata solo un mese prima, sono intervenuti per sostenere la linea del governo Meloni. Questo, fondamentalmente, pretende meno controlli dei giudici sulle designazioni dei paesi sicuri decise dal potere esecutivo.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 1 agosto 2025
La lettera del 1917 di Benedetto XV ai potenti della terra, l’intervento di Paolo VI all’Onu e il sogno di Papa Francesco: aboliamo la guerra. Più di cent’anni fa, il 1° agosto 1917, Benedetto XV inviava una lettera ai Capi di Stato belligeranti, chiedendo a governi e popoli in guerra di “tornare fratelli”. È un documento ancora attuale e di riferimento. C’è in esso un’espressione, non invecchiata nonostante il tempo passato: “questa lotta tremenda, la quale apparisce ogni giorno di più inutile strage”. La locuzione, “inutile strage”, è transitata nel lessico corrente, come definizione tra le più appropriate della guerra. Il papa volle che fosse mantenuta, mentre la Segreteria di Stato del diplomatico card. Gasparri, ne voleva la soppressione.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 31 luglio 2025
Per ridurre il sovraffollamento nelle carceri serve una liberazione anticipata speciale: è quanto emerso dalla mobilitazione nazionale che si è svolta questa mattina davanti all’ingresso del Tribunale di Napoli in piazzale Cenni di fronte al carcere di Poggioreale. Il presidio è stato organizzato dal garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello e dal garante comunale don Tonino Palmese, insieme alla Pastorale carceraria della Diocesi, la Camera Penale di Napoli, il Movimento Forense e l’Ordine degli avvocati di Napoli Nord. Tra i presenti il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, padre Alex Zanotelli, il consigliere regionale Pasquale Di Fenza, associazioni, familiari dei detenuti.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 31 luglio 2025
La mobilitazione dei Garanti territoriali dei detenuti, c’è la richiesta di un provvedimento di clemenza. Samuele Ciambriello, presidente della Conferenza e Garante della Campania: “A Poggioreale abbiamo incontrato una sola psichiatra. Mancano medici, pedagogisti, educatori. Ci sono, invece, il sovraffollamento e i morti”. Si è tenuta ieri la protesta indetta dalla Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti in tutta Italia, per le condizioni detentive nelle carceri italiane, sempre più critiche per il sovraffollamento, che ha toccato quota 134%, e che in estate tendono a peggiorare a causa del caldo e della minore affluenza di volontari, personale e visite.
di Elisa Demma e Alessandro Gargiulo
Il Dubbio, 31 luglio 2025
Il sovraffollamento delle strutture penitenziarie in alcuni casi supera o si avvicina al 200%; a Melfi ad esempio ci sono circa 100 detenuti per poco più di 60 posti effettivamente disponibili, stesso discorso a Campobasso, per non parlare dei grandi penitenziari (Poggioreale, San Vittore, Le Vallette, Regina Coeli, Rebibbia) dove serve ricorrere alle centinaia e alle migliaia per descrivere il fenomeno. Il Movimento Forense alcuni anni fa ha inteso dotarsi di un Dipartimento Carceri il quale grazie alla generosità e alla sensibilità dei suoi componenti, per lo più civilisti, è riuscito ad effettuare una serie di visite nelle carceri italiane; in particolare l’attività si è sviluppata a Torino, Milano, Rovigo, Venezia, Roma, Campobasso, Napoli, Avellino, Benevento, Aversa, Ariano Irpino, Arienzo, Santa Maria Capua Vetere, Melfi, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Termini Imerese e Castelvetrano. Queste visite, spesso eseguite unitamente ai Garanti, ai Consigli dell’Ordine, a Nessuno tocchi Caino ed alle Camere Penali, hanno comprovato il fallimento del sistema penitenziario italiano che aggrava per miliardi di euro il bilancio della Stato.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo*
Il Dubbio, 31 luglio 2025
Familiari in fin di vita, “permessi di necessità” negati troppo spesso e diritti calpestati. Permessi di necessita ignorati, scorte assenti, silenzi istituzionali, la dignità delle persone detenute e delle famiglie sacrificata sull’altare della burocrazia. Nel carcere della Capitale, dove la giustizia dovrebbe essere più attenta e garantista, si consuma una delle più gravi ferite del sistema penitenziario italiano: la negazione sistematica dei permessi di necessità per gravi motivi familiari alle persone detenute, anche quando si tratta di dare l’ultimo saluto a un familiare in fin di vita. Che cosa sono i “permessi di necessità”? Sono quei permessi che possono essere richiesti dalle persone detenute quando un parente stretto è in pericolo di vita, per un incidente o una grave malattia. La Cassazione ha sancito che questi permessi possono essere richiesti anche per “eventi lieti”, matrimoni e altre celebrazioni, ma il Tribunale di sorveglianza di Roma non prende neppure in considerazione questa eventualità.
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