di Emilio Minervini
Il Dubbio, 9 dicembre 2025
Schizza la spesa per l’acquisto di antipsicotici: tra il 2022 e il 2024 nell’istituto femminile di Pontremoli è cresciuta del 435 per cento. I minori detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) si trovano in molti casi a vivere una doppia reclusione, fisica e psichica. Il rapporto “Bambini dietro le sbarre: la fabbrica di recidiva sul sistema italiano degli Istituti Penali per minorenni”, redatto da Radicali italiani in collaborazione con Nessuno tocchi Caino, delinea un quadro della detenzione minorile gettando luce sul crescente disagio psichico dei ragazzi ristretti e sull’aumento dell’uso degli psicofarmaci.
di Michele Di Salvo
salvisjuribus.it, 9 dicembre 2025
Il D.L. 11 aprile 2025, n. 48 (c.d. decreto Sicurezza), convertito nella legge 80 del 9 giugno 2025, tra varie modifiche attinenti all’ordinamento penitenziario ha introdotto il nuovo delitto di “rivolta in carcere”, includendolo tra i delitti ostativi ai benefici penitenziari. La nuova fattispecie incriminatrice presenta aspetti di criticità, sia in ragione dell’indeterminatezza di alcuni elementi costitutivi del reato che dello sbilanciamento verso alcuni beni di rilievo costituzionale, a discapito di altri, senza un apparente criterio di ragionevolezza. Ciò ha posto sin da subito rilievi sulla sua costituzionalità.
di Fabrizio Ravelli*
Corriere della Sera, 9 dicembre 2025
Domenica 14 dicembre si celebra il Giubileo dei detenuti. I ripetuti appelli sono caduti nel vuoto. Amnistia e indulto: parole impronunciabili per i governanti e sgradite a buona parte dell’opinione pubblica. “Propongo ai governi che si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società”. Era il 9 maggio del 2024, Papa Francesco annunciava il Giubileo dei detenuti che si celebra domenica prossima, 14 dicembre. È successo qualcosa nel frattempo, per alleviare le condizioni disumane e degradanti in cui versano le nostre carceri? Assolutamente nulla. Posso testimoniare, frequentando da molti anni San Vittore, che i ripetuti appelli pronunciati da tutti quelli che conoscono il “dentro” e ci lavorano (esperti, giuristi, polizia penitenziaria, amministrazione, garanti, associazioni di volontariato) sono caduti nel vuoto. Amnistia e indulto sono parole impronunciabili per i nostri governanti, e sgradite a una buona parte dell’opinione pubblica.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 9 dicembre 2025
Don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani: “La sola dimensione punitiva può peggiorare la situazione. Bisogna credere nella possibilità di cambiamento. Anche aprendo il cuore”. In ordine cronologico è l’ultimo dei grandi eventi del Giubileo e avrà come protagonisti proprio quelli che vengono considerati come gli ultimi, ma che nella logica evangelica “saranno i primi”. Domenica 14 dicembre persone detenute provenienti dalle carceri italiane e dall’estero varcheranno la Porta Santa della basilica di San Pietro per ottenere l’indulgenza e incontrare Papa Leone XIV che presiederà la messa.
di Pierluigi Panza
Corriere della Sera, 9 dicembre 2025
Il progetto internazionale, ispirato all’anno giubilare, coinvolge otto istituti italiani e due portoghesi. Il debutto a San Vittore a Milano con l’architetto Michele De Lucchi. Dieci porte da aprire in dieci carceri, otto in Italia e due in Portogallo. Progettate e realizzate da grandi architetti, artisti e designer, in dialogo con le persone detenute. La prima per San Vittore a Milano, affidata all’architetto Michele De Lucchi, da presentare il 19 dicembre dopo il Giubileo dei Detenuti di domenica prossima e in chiusura di questo anno giubilare inaugurato da papa Francesco proprio aprendo una Porta santa dentro un carcere - prima volta nella storia - che allora fu quello di Rebibbia.
di Danilo Paolini
Avvenire, 9 dicembre 2025
Dal codice Pisapia-Vassalli al ddl costituzionale Nordio. Il primo a proporre di distinguere le funzioni dei magistrati fu Flick, ministro nel primo Governo Prodi. E la Bicamerale D’Alema votò la divisione del Csm in 2 sezioni. L’idea di separare le carriere dei magistrati non è un’esclusiva del centrodestra, come potrebbe sembrare leggendo i giornali o ascoltando i dibattiti pubblici di oggi. Anzi. La radice della differenziazione tra giudice e pubblico ministero va cercata, infatti, nella cosiddetta “riforma Vassalli” del 1988, entrata in vigore l’anno successivo: l’allora ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli, gran giurista, parlamentare e dirigente del Partito socialista italiano, già partigiano e Medaglia d’argento al valor militare, elaborò (con il contributo fondamentale di una commissione ministeriale presieduta dal professore Giandomenico Pisapia) un Codice di procedura penale - tuttora in vigore, seppure ovviamente più volte aggiornato - che segna il passaggio epocale del nostro ordinamento dal modello inquisitorio a quello accusatorio.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 9 dicembre 2025
Maruotti, segretario dell’associazione dei magistrati, fa i conti per la gestione dei due Csm e dell’Alta corte disciplinare. Non soltanto uno “stravolgimento della Costituzione”. Il tentativo di “portare i pubblici ministeri sotto il cappello dell’esecutivo”. La nuova riforma della giustizia, secondo il comitato del No e l’Associazione nazionale magistrati, significherebbe soprattutto un aggravio di costi per i cittadini, “a fronte di nessun miglioramento del funzionamento della giustizia”. Per questo provano a spostare il confronto dal terreno delle dichiarazioni a quello più concreto dei numeri. Quelli del bilancio del Consiglio superiore della magistratura, innanzitutto.
Avvenire, 9 dicembre 2025
Roberto Mozzi, già cappellano al carcere di San Vittore di Milano per dieci anni fino al 2024, lo ha appreso domenica sera direttamente dal giornalista Luigi Ferrarella, che ha anticipato la notizia sul Corriere della Sera nell’edizione di ieri. Era stato denunciato per una presunta “rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio” dal Provveditore regionale delle carceri della Lombardia, Maria Milano nel giugno 2024. La procura di Milano, però, ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei suoi confronti, valutazione condivisa e confermata poi dalla gip Angela Minerva.
di Dario Crippa
Il Giorno, 9 dicembre 2025
Il riscatto con White Mathilda. L’innovativa opportunità offerta dall’Area Educativa della casa circondariale di via Sanquirico. Dopo 5 mesi di lavoro i risultati del percorso di consapevolezza su maltrattamenti e stereotipi di genere. “Devo molto a questo percorso, sono riuscito a riflettere sulle mie emozioni ancor più sulle emozioni di ogni compagno. Mesi interi che mi hanno accompagnato verso il vero senso di riscatto rispetto gli errori commessi dove l’impulsività aveva preso il sopravvento”. Non conosciamo la sua storia, ma Andrea si è aperto e affida a poche ma sentite righe i suoi sentimenti.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 9 dicembre 2025
L’iniziativa nasce a Nichelino: un ponte tra il dentro e il fuori. Oltre le sbarre, oltre la condizione di libertà. Alla Casa circondariale di Ivrea è iniziato un progetto culturale che punta ad aprire spazi nuovi nella quotidianità dei detenuti. L’associazione Idea, con sede a Nichelino, ha portato nel penitenziario un laboratorio di lettura dal titolo “Parole che liberano”, guidato dal presidente dell’associazione, Paolo Coniglio. Un gruppo di dieci ristretti - italiani e stranieri - ha così iniziato un percorso letterario condiviso, partendo da un libro che già dal titolo richiama un bisogno profondo: Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli, romanzo da cui è stata tratta la serie televisiva di grande successo.
- Verbania. Al Santuario del Boden si celebra il “Giubileo dei detenuti”
- Il Corpo europeo di solidarietà: i 794 progetti in Italia e la sfida Onu del 2026
- Contro i rischi del ddl Delrio la sinistra ritorni all’universalismo
- Migranti spediti nei Paesi terzi: Ok dal Consiglio dell’Unione europea
- Migranti. Accordo in Ue su rimpatri e Paesi sicuri. Piantedosi: “È la svolta”









