di Simona Musco
Il Dubbio, 31 luglio 2025
Intervista al procuratore di Perugia Raffaele Cantone, contrario alla separazione delle carriere: “Sono d’accordo con il procuratore Melillo, c’è la volontà, esplicita o meno, di indebolire la magistratura ordinaria”. La separazione delle carriere renderà il pubblico ministero troppo autonomo e autoreferenziale, creando uno squilibrio che potrebbe richiedere un controllo esterno, con tutte le implicazioni che ne derivano per l’indipendenza della magistratura. Parola di Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, secondo cui “una magistratura divisa rischia di spingere il pubblico ministero verso il ruolo dell’avvocato della polizia, compromettendo elementi fondamentali della nostra tradizione giuridica”.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 31 luglio 2025
Una bozza affrettata, un concetto non chiaro. E il sospetto che serva a estromettere magistrati scomodi. L’attuale maggioranza governativa sconosce, o disconosce volutamente il diritto per riaffermare il primato assoluto della politica? Forse, sono in parte vere entrambe le ipotesi. Comunque sia, che questa maggioranza non intrattenga un buon rapporto con i princìpi e le regole dell’ordinamento giuridico è comprovato da riscontri certi. Penso ad esempio, oltre alla cattiva e poco trasparente gestione del caso Almasri, al pacchetto-sicurezza, approvato con decreto-legge ancorché in assenza dei presupposti costituzionali della decretazione d’urgenza; e, per di più, zeppo di criticità che - come hanno invano evidenziato qualificati giuristi intervenuti pure sulla stampa quotidiana - lo rendono in non pochi punti poco compatibile con la Costituzione.
di Vincenzo Scalia
L’Unità, 31 luglio 2025
Alla notizia della morte di Raffaele Fiore tanti i commenti sulla libertà condizionale ottenuta senza essersi pentito né dissociato. Ma l’ex Br non ha avuto trattamenti di favore. E poi la distinzione tra irriducibili e dissociati va superata per ricostruire con accuratezza la storia della lotta armata. Raffaele Fiore, ex-esponente di spicco della colonna torinese delle Brigate Rosse, uno dei membri del commando di via Fani, è morto il 29 luglio scorso a 71 anni. La notizia è stata immediatamente sommersa da una valanga di commenti relativi al fatto che avesse beneficiato della libertà condizionale dopo aver scontato soltanto (sic!) 18 anni di detenzione. Soprattutto, a livello di opinione pubblica, sembra sgomentare il fatto che Fiore non si sia mai pentito né dissociato.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 31 luglio 2025
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con una recente sentenza (n. 27080/ 2025), ha annullato senza rinvio una misura cautelare disposta nei confronti di un uomo accusato di favoreggiamento, evidenziando l’irrinunciabilità dell’interrogatorio preventivo introdotto dalla riforma del 2024. L’assenza di tale passaggio, senza adeguata motivazione, ha determinato una nullità genetica dell’intera ordinanza cautelare. La vicenda riguarda un uomo, destinatario di un provvedimento di arresti domiciliari emesso dal gip di Civitavecchia il 19 gennaio 2025 e confermato dal Tribunale del Riesame di Roma il 13 febbraio successivo.
di Annalisa Costanzo
Il Dubbio, 31 luglio 2025
La giustizia, si sa, ha i suoi tempi e anche i suoi labirinti. Ma quando si parla di corruzione, il labirinto si fa ancora più intricato e la Corte di Cassazione, con una recente sentenza che pare destinata a fare scuola, ha bacchettando la Corte d’Appello di Lecce per aver interpretato in modo troppo estensivo i contorni del reato. Il cuore della censura della Suprema Corte batte su un principio cardine del diritto penale: perché si configuri il delitto di corruzione propria, non basta la mera dazione o promessa di denaro o di altre utilità indebite e la loro accettazione da parte del pubblico ufficiale. Un concetto che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare controintuitivo per il cittadino comune, abituato a identificare la corruzione con lo scambio di denaro.
di Paola Pottino
La Repubblica, 31 luglio 2025
Il Garante dei detenuti: “Nelle strutture italiane ci sono 11.400 persone in più rispetto alla capienza massima”. Al Pagliarelli un recluso attende un intervento agli occhi da tre anni e nel frattempo è diventato cieco. Mancanza di cure sanitarie, spazi angusti e sporchi, carenza di agenti penitenziari, educatori, medici e sovraffollamento della popolazione carceraria. Sono soltanto alcuni dei problemi che vivono i detenuti nelle carceri siciliane, denunciati questa mattina davanti all’Ucciardone dai garanti dei diritti degli Istituti penitenziari di Palermo, Messina e Siracusa insieme ad alcune associazioni di volontariato.
di Veronica Valenti*
parmadaily.it, 31 luglio 2025
A Parma, un altro suicidio in carcere. Una persona di 53 anni si è impiccata, ieri pomeriggio. Ancora una volta, in isolamento. Ancora una volta, una storia di isolamento, nell’isolamento. Ancora una volta, stiamo vivendo quella stessa drammatica sensazione di impotenza, a fronte dell’ennesimo dramma umano consumato in carcere - il quarto a Parma, dal 2024 - su cui è doveroso intervenire, con urgenza, nell’immediato, non è più possibile aspettare. È ciò che chiedono, specie in questa giornata di lutto, così triste per Parma, le persone che condividono le iniziative in corso sulle condizioni inumane delle carceri italiane.
novaradio.info, 31 luglio 2025
“Il carcere di Sollicciano è un luogo disumano per i detenuti e per chi ci lavora” e “va chiuso”. La richiesta, mai così netta, arriva dalla sezione toscana di Magistratura Democratica Toscana spiegando che a quattro mesi di distanza dalla visita e dalla prima denuncia assieme all’associazione Antigone delle condizioni di estremo degrado del carcere, la “situazione è immutata”. Di pochi giorni fa l’ultima denuncia del garante cittadino, Giancarlo Parissi, sull’allagamento a causa della rottura di un tubo della sezione Atsm del carcere (detenuti psichiatrici) e il trasferimento dopo diversi giorni passati dai reclusi con gli stivali indosso e 10 centimetri di acqua nelle celle.
Corriere del Trentino, 31 luglio 2025
Coinvolgere i privati per il reinserimento dei detenuti nella società. È la proposta dei consiglieri provinciali di minoranza dopo la visita in carcere. Carcere sotto pressione e mancanza di prospettive di reinserimento nella società per i detenuti. Sono questi due i temi emersi dalla visita in carcere di ieri all’istituto penitenziario di Spini di Gardolo da parte di alcuni consiglieri provinciali che hanno risposto all’appello del Garante dei diritti dei detenuti di Trento, Giovanni Maria Pavarin, che ha aderito alla giornata della mobilitazione “Venite e vedete, venite e ascoltate!”, lanciata dalla conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà. Lo scopo dell’iniziativa: fare approvare provvedimenti per far fronte al problema del sovraffollamento nelle carceri.
Corriere del Veneto, 31 luglio 2025
Il Comune aderisce all’iniziativa “Ristretti in agosto”: visite al Del Papa. “È un altro quartiere della città”: così ha definito la casa circondariale di Vicenza “Filippo Del Papa”, il carcere di San Pio X, la direttrice Luciana Traetta. Un quartiere sovraffollato, in cui si vive in condizioni molto difficili, specie nel periodo estivo. Proprio per evidenziare una situazione che a livello nazionale è ormai al limite, l’Unione delle camere penali italiane, ha lanciato l’iniziativa “Ristretti in agosto”, che ha lo scopo di far conoscere da vicino la vita in carcere, non solo quella dei detenuti, ma anche degli operatori penitenziari.
- Avellino. Il Garante Mele: “Detenuti senz’acqua, cure sanitarie inadeguate, diritti ancora negati”
- Palermo. Diritto di vivere: manifestazione davanti al carcere dell’Ucciardone
- Pisa. Droghe e malattie mentali in carcere, una proposta per le cure
- Biella. “Sovraffollamento, carenza di personale e progetti negati”
- Bari. “Al carcere minorile detenuti condannati all’ozio involontario”











