di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 1 agosto 2025
È un documento che “va letto trattenendo il respiro”: così Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che si occupa della tutela e delle garanzie del sistema penale e penitenziario, avvisa i lettori nell’editoriale del XXI Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia “insostenibili” come più volte le ha definite il Presidente Mattarella. Il dossier, che si intitola appunto “Senza respiro”, è stato presentato giovedì scorso a Torino nella sede del Consiglio regionale del Piemonte.
di Alice Dominese
Il Domani, 1 agosto 2025
Secondo l’ultimo rapporto sulle condizioni di detenzione pubblicato dall’associazione Antigone, solo il 35 per cento dei reclusi è in carcere con una sentenza definitiva e, nella grande maggioranza dei casi, si tratta di giovani adulti tra i 18 e i 25 anni che hanno compiuto il reato da minorenni. La fine della scuola e della sua routine quotidiana arriva ogni anno anche negli istituti di pena minorili. Ma ciò che questa fine porta con sé non è il tempo del riposo e dello svago. Nella maggior parte dei casi è solo altro carcere e altro tempo vuoto che si sommano alle condizioni già critiche negli Ipm. Quando ad agosto 2024 decine di giovani detenuti hanno devastato e incendiato alcuni locali del carcere Ferrante Aporti di Torino, minacciando anche alcuni agenti di polizia e provando a evadere, la loro quotidianità era fatta di sovraffollamento, caldo estremo e assenza di attività.
di Vito Daniele Cimiotta
terzultimafermata.blog, 1 agosto 2025
Benvenuti nel grande teatro della giustizia italiana. In prima serata, il solito copione: un presunto colpevole, un procuratore che dirige l’orchestra mediatica, un esercito di opinionisti che improvvisano arringhe a colpi di tweet e talk show. L’imputato? Già condannato, ovviamente. Non dal giudice, ma dal pubblico - il vero sovrano di questa commedia grottesca. Il processo penale, anziché luogo di verità e garanzie, si è trasformato in uno spettacolo dove la presunzione d’innocenza è un fastidioso ingombro da eliminare. Tutti giudicano, tutti sentenziano, tutti pontificano. L’informazione si traveste da inchiesta, la cronaca diventa fiction. Puntate settimanali, colpi di scena, interviste esclusive, mentre la toga si sgualcisce sotto l’eco dei like. E intanto, il carcere resta lontano da questo clamore. Silenzioso. Invisibile. Opaco come una stanza senza finestre.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 1 agosto 2025
L’idea che inasprire le pene sia il modo per ridurre i reati è molto diffusa ma è sostanzialmente falsa. Inoltre secondo la Costituzione le pene dovrebbero essere rieducative, il che è particolarmente fondato quando il condannato è minorenne. Matteo Salvini ha presentato, per ora in una conferenza stampa e non ancora in Parlamento, una proposta di legge che equipara i reati commessi dai minorenni a quelli dei maggiorenni. Giustifica questa ipotesi con la dimensione dei reati commessi da minori (ha parlato di 44 mila in un anno) e fa riferimento soprattutto ai reati di sangue di cui ha parlato la cronaca di questi mesi.
di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 1 agosto 2025
Intervista con il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia sull’ipotesi di equiparare le pene per i reati commessi dai minori a quelle previste per gli adulti: “L’idea di risolvere i problemi aggravando le pene non porta soluzioni. E la filosofia del pugno duro del governo crea un clima di tensione. Le carceri minorili sono in un sovraffollamento mai visto. Per fortuna non è realizzabile”. “Punire i minori di 15-16 anni come se fossero maggiorenni”. La proposta di Matteo Salvini è “incostituzionale e controproducente”, spiega all’Huffpost Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio e portavoce della conferenza dei Garanti. Anastasia è anche docente di filosofia e sociologia del diritto all’Università di Perugia.
di Michele Prospero
L’Unità, 1 agosto 2025
È scivolato via come un mero atto dovuto il voto unanime espresso dal Senato a favore dell’ergastolo per i casi di femminicidio. Eppure, anche questo reato nuovo colpito con una pena vecchia, chiarisce quanto abissale sia diventata la distanza tra le culture dell’Italia repubblicana e le visioni che prevalgono nel momento populista da alcuni decenni trionfante. Nel 1981, nel mezzo della violenza politica, mafiosa e criminale, il Pci e il Psi si schierarono con il “Sì” al referendum promosso dai Radicali volto all’abrogazione dell’ergastolo. Anche allora i fascisti cavalcavano le passioni più forcaiole del pubblico e concepivano la prigione come appagamento dell’istinto di vendetta.
di Alessandro Caruso
Il Riformista, 1 agosto 2025
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, spiega la ratio della sua riforma costituzionale, al centro del dibattito politico ed economico. Dalla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri alla digitalizzazione del sistema giudiziario, passando per la riduzione dei tempi processuali e la lotta al sovraffollamento carcerario, il Guardasigilli va a fondo nel chiarire come questi interventi puntino a rafforzare la terzietà del giudice e la certezza del diritto. L’obiettivo è duplice: migliorare l’efficienza della giustizia per garantire legalità e, al tempo stesso, sostenere la competitività e l’attrattività dell’Italia nel contesto economico internazionale.
di Paola Cervo*
Il Dubbio, 1 agosto 2025
La componente della Giunta esecutiva centrale dell’Anm: dietro la promessa di neutralità, si annullano rappresentanza, competenza e responsabilità. È difficile parlare razionalmente di riforma del Csm e introduzione dell’Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari. Questa riforma, infatti, non muove da alcun principio di efficienza o di necessità giuridica - non vi è spazio in questa sede per confutare il ragionamento che la correla all’art. 111 della Costituzione quasi ne fosse un prodotto obbligato - bensì da talune indimostrate petizioni di principio, contro le quali non può esservi razionalità che tenga, poiché esse, per definizione, non accettano ragioni.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 1 agosto 2025
Dall’organizzazione del lavoro alle ricerche di giurisprudenza, gli impieghi dei nuovi strumenti negli uffici giudiziari e negli studi legali. Negli uffici giudiziari come negli studi legali, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale (Ia) è in corso. Dall’organizzazione dei ruoli all’analisi di fascicoli, dalle ricerche giurisprudenziali alla redazione di pareri e atti, sono già numerose le applicazioni concrete dei nuovi modelli nel settore della giustizia. Soluzioni, certo, in grado di velocizzare le attività e aumentare l’efficienza. Ma c’è un limite chiaro per il loro utilizzo, indicato dal regolamento europeo AI Act (Ue 2024/1689, che sarà pienamente applicabile dal 1° agosto 2026) e prescritto con forza dal disegno di legge italiano che sta per essere approvato dal Parlamento: deve restare “sempre riservata al magistrato ogni decisione sull’interpretazione e sull’applicazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull’adozione dei provvedimenti”.
regione.abruzzo.it, 1 agosto 2025
Oltre 40 detenuti formati in carcere grazie a corsi professionali finanziati dal FSE per favorire reinserimento e ridurre recidiva. L’assessore con delega al sociale, Roberto Santangelo, questa mattina, a Pescara, in Regione, affiancato dal direttore dell’Istituto carcerario di Pescara, Franco Pettinelli, dal presidente di Formedil Chieti-Pescara, Carlo Cericola, ed dal Garante regionale dei detenuti, avv. Monia Scalera, ha illustrato alla stampa l’iniziativa che ha consentito ad oltre 40 detenuti di frequentare alcuni corsi di formazione, erogati da Formedil Chieti Pescara, all’interno dell’Istituto carcerario San Donato di Pescara. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del Fondo Sociale Europeo (FSE), ha riguardato, nello specifico, un corso di manutentore del verde, un corso di posatore di pavimenti e rivestimenti e un corso di operatore edile.
- Parma. Indagine per omicidio volontario sulla morte di un detenuto
- Cagliari. Detenuti al 41 bis a Uta, i vertici delle carceri sarde disertano il Consiglio regionale
- Alessandria. “Docce guaste da un mese”: protesta dei detenuti che non rientrano in cella
- Aosta. Per dieci detenuti di Brissogne un corso per pizzaioli promosso dalla Confcommercio
- Pesaro. Avviati 12 nuovi progetti per il reinserimento di detenuti e minori











