di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 3 agosto 2025
Tensione dopo la sentenza della Corte Ue. Il pressing di Palazzo Chigi per anticipare il piano europeo. Era, è, e probabilmente sarà sempre più, scontro sui rimpatri dei migranti. All’indomani della sentenza della Corte di Giustizia europea sui Paesi sicuri, che chiede al giudice di valutare se davvero siano da considerarsi tali per il migrante ma stabilisce anche che se un Paese non è sicuro per qualcuno non lo è per nessuno, il governo rimette in moto la macchina dei rimpatri.
di Francesco Peloso
Il Domani, 3 agosto 2025
La Cei non alza i toni in una fase di rapporti positivi col governo: dalla gestione organizzativa del Giubileo dei giovani alla legge sul fine vita. Da parte cattolica tuttavia cresce il dissenso per le politiche migratorie dell’esecutivo. Non c’è pace sul fronte delle politiche migratorie fra governo e chiesa cattolica. Da ultimo a riaccendere il fuoco della polemica, è stata la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, sul protocollo Italia-Albania per la gestione di due centri di accoglienza dei migranti.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 agosto 2025
L’invito a Europarlamento e Consiglio: votate la proposta che supera la sentenza della Corte di Lussemburgo. Le nuove norme entreranno comunque in vigore da giugno 2026, introdurle prima richiede comunque dei mesi. La Commissione Ue “incoraggia Parlamento e Consiglio a procedere il più rapidamente possibile” per anticipare le norme del patto europeo su immigrazione e asilo, che permetterebbero di superare i rilievi sollevati venerdì dalla Corte di giustizia di Lussemburgo sui “paesi di origine sicuri”. Lo ha detto ieri all’agenzia Agi un portavoce dell’istituzione guidata da Ursula von der Leyen, che ancora una volta corre in aiuto del governo di Giorgia Meloni. Il cui gruppo non è parte della maggioranza europea.
di Carlo d’Elia
Corriere della Sera, 3 agosto 2025
L’uomo sarebbe stato fermato lo scorso 12 luglio a Miramar, nella Contea di Broward. Gli altri due connazionali detenuti sono sono Fernando Eduardo Artese, 63 anni, con passaporto italiano-argentino, e Gaetano Cateno Mirabella Costa, che sarà rimpatriato il giorno seguente. Dovrebbe rientrare in Italia il 5 agosto l’unico cittadino italiano attualmente detenuto nel penitenziario di Alligator Alcatraz, la struttura per migranti irregolari in Florida. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, si tratta di Samuel Gheorghe, un 30enne di Lodi arrestato il 12 luglio a Miramar, sempre in Florida. Il giorno dopo, sempre secondo le fonti, dovrebbe invece rientrare anche Gaetano Mirabella Costa, detenuto dai primi di luglio ad Alligator e successivamente trasferito nel Centro Ice di Krome a Miami. L’uomo sarebbe stato fermato lo scorso 12 luglio a Miramar, nella Contea di Broward, ed è stato sottoposto a una misura detentiva provvisoria.
vita.it, 2 agosto 2025
Antigone, Defence for Children Italia, Libera e Gruppo Abele hanno inviato una submission ufficiale al Comitato Onu che monitora l’attuazione della convenzione sui diritti dell’Infanzia per denunciare la regressione della giustizia minorile in Italia. E al ministro Salvini che vorrebbe equiparare i minorenni che compiono reato ai maggiorenni dicono che “è una resa culturale”. A fine giugno, l’appello congiunto. Ora Antigone, Defence for Children Italia, Libera e Gruppo Abele hanno inviato insieme una submission ufficiale al Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia per denunciare la regressione della giustizia minorile in Italia. Il Comitato infatti entro l’anno valuterà la situazione italiana e la società civile aveva la possibilità di presentare dei propri documenti, entro il 1° agosto.
di Federico Zanon*
L’Unità, 2 agosto 2025
Pare che finalmente il ministro Nordio e il suo ministero abbiano preso atto che il grave sovraffollamento carcerario si può risolvere solo liberando persone detenute. La scelta dovrebbe ricadere sui circa 10.000 detenuti con pene inferiori a due anni, che saranno destinati a misure alternative. Si calcola che tra questi il 25% siano dipendenti da sostanze, e per loro il Ministro immagina la comunità terapeutica. Ora, la comunità terapeutica è un trattamento sanitario, che deve rispondere a un criterio di appropriatezza clinica valutato da equipe sanitarie. Non è detto che per tutti i dipendenti da sostanze detenuti la comunità sia l’intervento clinicamente più appropriato: per molti di loro potrebbe essere più appropriato un programma ambulatoriale o diurno, con collocazione presso la propria abitazione.
Ristretti Orizzonti, 2 agosto 2025
la proposta della Lega fondata sulla presunta maturità di un sedicenne. Il Garante campano Samuele Ciambriello: “Un diritto penale simbolico, che non rispetta i principi costituzionali e i diritti umani”. Il leader della Lega Matteo Salvini, nella giornata di ieri, ha presentato una proposta di legge che prevede l’equiparazione del trattamento punitivo di maggiorenni e minori. Un intervento dal suo punto di vista necessario per contrastare l’aumento della criminalità giovanile, fondato sulla presunzione che “oggi un sedicenne è molto più maturo di un tempo, quindi è giusto che si assuma oneri e onori; se sbagli paghi”. Una iniziativa parlamentare ispirata alla storia di Giogiò Cutolo, il musicista napoletano ucciso da un minorenne.
di Commissione Sinodale per la Diaconia Valdese
chiesavaldese.org, 2 agosto 2025
La Diaconia Valdese denuncia la necessità di un cambio di paradigma, non di annunci. In linea con le posizioni del Sinodo valdese, ricordando anche il recente allarme del Presidente della Repubblica, denunciamo l’inefficacia di misure che ignorano l’urgenza costituzionale della rieducazione, la mancanza di rispetto della dignità umana e il carattere discriminatorio di un sistema che colpisce le persone più deboli. La Diaconia Valdese, per voce del suo presidente Daniele Massa, esprime profonda delusione e sincera preoccupazione per il nuovo piano carceri presentato dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio lo scorso 22 luglio. Questo piano non rappresenta una soluzione, ma è la fedele riproposizione delle misure già contenute nel decreto “Carcere sicuro” del luglio 2024, un provvedimento che, come denunciato da più parti, è rimasto “lettera morta”.
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 2 agosto 2025
La riservatezza è correlata ad una delle ferite più profonde all’immagine della giustizia ovvero quella degli errori giudiziari. Le conseguenze di una condanna ingiusta sono inestimabili. In un sistema giuridico democratico, come quello nel nostro Paese, non può essere messo in discussione il principio cardine del “al di là di ogni ragionevole dubbio” né tantomeno l’art. 27 della Costituzione che garantisce la presunzione di innocenza. Ciò non esclude che elementi sopraggiunti possano consentire di superarla a condizione che vengano valutati con estremo rigore e attraverso indagini, per quanto possibile, riservate.
di Valeria Valente*
Il Dubbio, 2 agosto 2025
Sono convinta che nel tempo l’istituzione del reato autonomo di femminicidio, appena approvata dal Senato e passata all’esame della Camera, possa essere riconosciuta come una pagina importante della storia dei diritti delle donne, al pari di altri leggi fondamentali quali l’abolizione del matrimonio riparatore, il riconoscimento dello stupro quale reato contro la persona, il varo del nuovo diritto di famiglia, il divorzio e la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. A partire dall’esperienza vissuta con la Commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio, posso dire di avere maturato con il tempo la consapevolezza della necessità di arrivare al reato di femminicidio, cosa che mi aveva portato a sostenere pubblicamente questa ipotesi già qualche tempo prima che il governo decidesse di presentare il relativo ddl.
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