di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 2 luglio 2025
Annunci a piede libero. Dopo l’appello di Mattarella, il ministro della Giustizia si è lanciato in una serie di proclami di misure imminenti. Molte di queste già le avevano tentate (lui o i suoi predecessori) e sono fallite. Comunità per tossicodipendenti e chi non ha una casa, nuove carceri, i detenuti stranieri mandati “a casa loro”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sciorinato una serie di misure qualche ora dopo l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulle carceri. Il capo dello Stato ha invitato la politica a fare di più per fermare i suicidi.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
Definito il cronoprogramma di attività per promuovere scuola, formazione e lavoro. “Ora passare ad atti concreti e immediati”. Dopo l’appello lanciato lunedì dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, a intervenire sulle “preoccupanti condizioni” del sistema carcerario, il presidente del Cnel, Renato Brunetta, esorta a cambiare passo in fretta. E dà l’esempio: ieri il numero uno del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha convocato una riunione straordinaria del Segretariato permanente per l’inclusione delle persone private della libertà personale istituito nell’ambito del progetto “Recidiva Zero”, frutto dell’accordo interistituzionale siglato nel 2023 con il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 2 luglio 2025
Caterina Pozzi, responsabile della rete dei Centri di cura smonta l’idea di Nordio: “Possiamo accoglierne solo 220 su 17mila oggi dietro le sbarre”. Questo governo si muove dentro una contraddizione tanto drammatica quanto pericolosa. Da un lato, scarica tutti i problemi sociali su nuovi reati e su altro carcere. Dall’altro, si dice “sensibile e molto attento” ai temi del sovraffollamento e dei suicidi. Ma insomma, ci prendiamo in giro?”. Caterina Pozzi è la presidente della rete Cnca, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, 196 tra residenziali e semiresidenziali, la più ampia rete del privato sociale in Italia per le dipendenze.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Potremmo pensare che, dopo l’esperienza al Viminale, Matteo Salvini abbia segretamente assunto anche il ruolo di guardiano dei diritti umani, e invece no: è sempre ministro dei Trasporti. Eppure il suo recente appello a circoscrivere il reato di tortura suona come un’uscita fuori campo. In molti sostengono che, con treni in perenne ritardo e autostrade intasate, il titolare delle infrastrutture farebbe meglio a dedicarsi a binari e svincoli, piuttosto che rimettere mano a un articolo del codice penale che non lo riguarda direttamente.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 2 luglio 2025
“Il Presidente Mattarella non perde mai occasione per mettere in rilievo le criticità relative all’universo carcerario. Anche La Russa quando ha ripreso la mia proposta sulla liberazione anticipata ha dimostrato di avere perfettamente chiaro che un conto è parlare a livello strutturale del tema delle carceri, che secondo l’attuale maggioranza va dall’utilizzo delle caserme, alla ristrutturazione dei penitenziari, alla costruzione di nuovi istituti, altro conto è concentrarsi sull’emergenza che, ovviamente, con il caldo estivo diventa una tragedia”. È quanto pensa il deputato di Italia viva Roberto Giachetti, da sempre attento ai temi dei diritti, della giustizia e, in particolare, alle problematiche legate alle carceri, che L’identità ha intervistato all’indomani dell’ennesimo monito del Capo dello Stato sull’emergenza carceraria.
di Giulia Merlo
Il Domani, 2 luglio 2025
La dichiarazione di incostituzionalità azzoppa il decreto simbolo, e può non essere l’unica. Il sovraffollamento è al 134 per cento. Il governo, sollecitato dal Quirinale, promette un decreto. Nel governo è allarme costante sul fronte giustizia. Appena finito di gridare alle “toghe rosse” contro la relazione tecnica dell’Ufficio del Massimario della Cassazione, che paventava il rischio di incostituzionalità del decreto Sicurezza e del protocollo con l’Albania, una nuova dichiarazione di incostituzionalità è arrivata sul serio dalla Consulta. E su un altro dei decreti simbolo dell’esecutivo Meloni.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2025
Stop carcere preventivo agli incensurati. Dopo il monito di Mattarella il ministro annuncia una “riforma” della custodia cautelare. Sul tavolo c’è la proposta di Costa (Forza Italia) che però riguarderebbe solo politici e manager. Salvare dal carcere i colletti bianchi indagati, usando come scusa il sovraffollamento delle celle. L’idea, accarezzata da tempo da una parte della maggioranza, si fa concreta e potrebbe diventare una norma di legge nei prossimi mesi. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo al monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla “grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento” (62.761 ristretti a fronte di una capienza di 46.792 posti) e sull’“emergenza sociale” dei suicidi dietro le sbarre (38 dall’inizio dell’anno).
di Gianni Alemanno** e Fabio Falbo**
Il Dubbio, 2 luglio 2025
La lettera dal carcere ai presidenti di Camera e Senato, firmata da Gianni Alemanno e lo scrivano di Rebibbia: “Non chiediamo impunità, chiediamo umanità, non chiediamo clemenza, chiediamo giustizia, perché nessuna cella può diventare una tomba”.
di Anita Fallani
Il Domani, 2 luglio 2025
Gli istituti di pena si strutturano secondo una rigida divisione di genere, una divisione che mostra tutte le sue fragilità quando si interfaccia con la natura delle persone trans. “Le case circondariali, tutte le volte che si confrontano con una persona appartenente alla comunità Lgbtqia+, si pongono sempre lo stesso problema: qual è il posto in cui la presenza di questa persona mi causa meno problemi?”, dice a Domani Rachele Stroppa, ricercatrice dell’associazione Antigone. Il carcere si struttura secondo una rigida divisione di genere, una divisione che mostra tutte le sue fragilità quando si interfaccia con la natura delle persone che binaria non è mai stata.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 2 luglio 2025
Ma che si aspettavano i Ministri Nordio e Piantedosi, che l’Ufficio del Massimario della Cassazione ignorasse il loro più significativo intervento legislativo in materia di sicurezza e ordine pubblico? O che ignorasse il coro di voci dissenzienti che contro di esso si è alzato non solo da parte di associazioni e movimenti per i diritti civili e sociali, ma anche dalla dottrina (l’Associazione dei professori di diritto penale e gli studiosi del diritto pubblico capitanati da ben tre ex-presidenti della Corte costituzionale) e dal mondo delle professioni giuridiche (Associazione nazionale magistrati e Unione delle Camere penali all’unisono)?
- Basta “assist” alle toghe: linea dura di Meloni con chi va allo scontro
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- Ma così la Cassazione dà ai giudici la linea su ogni nuova legge
- Cassese: “Il cosiddetto Massimario è un ufficio che non prende decisioni, esprime solo giudizi”
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