di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Dopo gli attacchi di alcuni ministri alla Cassazione la premier esige sobrietà, pensando al referendum. Giorgia Meloni aveva cercato di farlo capire in modo chiaro, ma evidentemente il messaggio non è arrivato ai suoi destinatari: quando la riforma della giustizia affronta dei tornanti decisivi, l’imperativo è quello di evitare polemiche autolesionistiche con le toghe. Soprattutto se non c’è una sentenza a giustificare toni esasperati. Quindi evitare scontri inutili e non offrire pretesti a chi aspetta al varco la separazione delle carriere per farla deragliare.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 2 luglio 2025
La relazione del Massimario della Cassazione sul decreto Albania raccoglie opinioni di esperti, molti dei quali erano stati auditi in parlamento. Nulla che Nordio, il quale si dice “incredulo”, già non conoscesse, o almeno non fosse in grado di conoscere. Dopo la relazione dell’Ufficio del massimario della Corte di cassazione sul decreto Sicurezza, il ministro Carlo Nordio si è detto “incredulo”. È probabile che egli abbia avuto la stessa reazione riguardo al report del Massimario sulla legge di ratifica del protocollo con l’Albania, da ultimo modificata nel marzo scorso. Ci si stupisce dell’incredulità del ministro: entrambi i rapporti raccolgono le opinioni di esperti, accademici, rappresentanti di enti e associazioni, molti dei quali erano stati auditi in parlamento durante l’iter di approvazione delle leggi in questione. Nulla che il ministro già non conoscesse, o almeno non fosse in grado di conoscere.
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 2 luglio 2025
L’incredulità reciproca fra Nordio e Anm o la Presidente Cassano stupita per lo stupore del Ministro segnano una nuova frontiera dello scontro fra politica e magistratura, da sempre latente, ma deflagrato dopo l’approvazione, per ora solo in prima lettura, della separazione delle carriere e del sorteggio per la composizione del Csm. L’ultimo casus belli è la relazione del Massimario sulla legge di conversione del d. l. sicurezza appena entrata in vigore. Mi rendo conto che tale provvedimento contenga norme così illiberali da suscitare immediatamente reazioni sdegnate, ma la questione di metodo è forse ancora più importante di quella di merito, considerato che le nuove disposizioni verranno presto scrutinate dalla Corte costituzionale.
di Raffaele Marmo
La Nazione, 2 luglio 2025
Nuove tensioni tra Forza Italia e Lega sul decreto Sicurezza, azzurri contrari a fare una seconda versione. Ancora aria tesa nel governo e nella maggioranza, segnatamente tra Forza Italia e la Lega. Raffaele Nevi, portavoce degli azzurri e vice-capogruppo vicario alla Camera, mette i classici puntini sulle ‘i’: “Abbiamo sempre detto che il tema della sicurezza ha bisogno di una costante attenzione da parte della politica e delle istituzioni perché ci sono elementi e problematiche che emergono continuamente, ma non si può certo fare una norma ogni giorno” Nevi, di fatto, boccia la proposta della Lega di un secondo provvedimento (decreto) sul tema della sicurezza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Respinta ieri al Senato una piccola quota dei 1.363 emendamenti alla separazione delle carriere, e solo grazie al “canguro” (contestato da opposizioni e Anm). Non c’è nulla di nuovo, ma ogni volta in cui la scena si ripete fa sempre un certo effetto: Anm e partiti d’opposizione si ritrovano ancora una volta allineati e coperti nel protestare contro la separazione delle carriere. Stavolta il senso dell’invettiva riguarda il prevedibile, diciamo pure inevitabile ricorso della maggioranza, nell’esame del ddl Nordio in Aula al Senato, al “canguro”, cioè allo stratagemma regolamentare che consente l’accorpamento delle votazioni. Vengono abbinati (e dunque “smaltiti”) non solo gli emendamenti perfettamente identici, ma anche quelli dal contenuto “sostanzialmente” analogo. Il punto è che le proposte di modifica sono oltre 1.363, presentate ovviamente tutte dalle minoranze parlamentari. Senza l’accelerazione, l’esame della riforma Nordio assumerebbe tratti da poema omerico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 luglio 2025
I due partiti di maggioranza lanciano il reato di manipolazione mentale, al via la discussione al Senato. La proposta piace anche a Nordio, ma già nel 1981 la Consulta bocciò il reato di plagio. Introdurre il reato di manipolazione mentale: è quello che chiedono Lega e Fratelli d’Italia. Sono stati infatti presentati due ddl, uno a prima firma della senatrice del Carroccio Tilde Minasi, l’altro del senatore del partito della premier, Sergio Rastrelli. Entrambe le proposte di modifica normativa puntano ad inserire nel codice penale il nuovo articolo 613 quater che dovrebbe punire tutti quei guru, santoni, maestri che si approfittano di soggetti psicologicamente deboli sottraendo loro denaro, ottenendo prestazioni sessuali, riducendoli in schiavitù in cambio di una presunta purificazione spirituale o della risoluzione di problemi personali, familiari, lavorativi. Come? Attraverso, ad esempio, il love bombing o la trance ipnotica.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 luglio 2025
Per il giurista la commissione parlamentare guidata da Colosimo “svolge indagini su Via D’Amelio che spettano ai pm: è diventata uno strumento di confusiva sovrapposizione rispetto al lavoro della magistratura”. La pista mafia e appalti? “Un mito aprioristico come la Trattativa”. “Questa commissione Antimafia la chiuderei. È diventata uno strumento di confusiva sovrapposizione rispetto ad alcune indagini in corso. Invade terreni che non le competono”. È netta la posizione di Giovanni Fiandaca, emerito di Diritto penale all’Università di Palermo, nei confronti dell’attività condotta dalla commissione parlamentare presieduta da Chiara Colosimo, incentrata sulla strage di Via D’Amelio e sull’indagine mafia e appalti. “La vera funzione della commissione Antimafia sarebbe quella di svolgere indagini sul fenomeno generale delle mafie, verificare l’adeguatezza delle leggi, suggerire miglioramenti o modifiche, studiare possibili interventi socio-economici da realizzare in funzione preventiva, non concentrarsi su un’indagine specifica come sta accadendo ora, cercando di acquisire elementi di verità al di là di ciò che i processi sono giunti a fare”, dice Fiandaca al Foglio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Il Tribunale di Locri applica la Legge Severino: nonostante l’assenza di aggravanti e pene accessorie, la condanna per falso in atto pubblico basta a escluderlo dalla carica. I legali preparano il ricorso. “Ormai ci sono abituato”. Lo dice quasi sorridendo, Mimmo Lucano, che da oggi, secondo il Tribunale di Locri, dovrà limitarsi a fare l’europarlamentare, perché il sindaco di Riace non lo può fare più. Il tutto in base ad una interpretazione della Legge Severino in virtù della quale non importa che il giudice penale abbia escluso l’abuso di potere e non ritenuto opportune le pene accessorie: la condanna a 18 mesi, pena sospesa, nel processo Xenia (che lo scagionò da tutte le accuse più infamanti) per un falso in una determina - rimasta un semplice foglio di carta senza alcun effetto pratico sulle casse dello Stato - vale la decadenza dalla carica di primo cittadino. Per “valorizzare al massimo grado la “disciplina” e l’”onore”, sulla base dell’interpretazione che la Corte costituzionale dà della norma.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
La Consulta, sentenza numero 90, depositata oggi, ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’articolo 168-bis del codice penale, È incostituzionale l’esclusione del reato di spaccio di lieve entità o piccolo spaccio dalla messa alla prova. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 90, depositata oggi, con cui ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 168-bis del codice penale, nella parte in cui non consente la sospensione del procedimento con messa alla prova per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, qualificato di lieve entità, previsto dall’articolo 73, comma 5, del Testo unico stupefacenti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
I connotati della condotta possono ben giustificare la restrizione in carcere nella fase delle indagini poiché il trattamento privo di qualsiasi rispetto, non solo in termini retributivi, depone per l’influenzabilità dei testimoni. Sì alle esigenze cautelari nei confronti di chi sfrutta i lavoratori stranieri irregolari che proprio in ragione della loro condizione sono influenzabili nell’ambito di rapporti di forza quali il caporalato essendo sussistente il rischio di inquinamento probatorio.
- Campania. L’emergenza nelle carceri: anche in dieci in una cella con temperature a 40 gradi
- Sicilia. Case per i detenuti con bambini al seguito, la Regione pubblica l’Avviso
- Milano. “Mio figlio, detenuto fragile. Mi batto per la sua sopravvivenza”
- Terni. Una stanza protetta in carcere per accogliere i detenuti con partner e figli
- Sanremo (Im). Carcere, il medico denuncia “Venti detenuti in infermeria”











