di Simone Alliva
Il Domani, 3 luglio 2025
Mentre Meloni incontra il Papa in Vaticano, il centrodestra adotta un testo che ignora il suicidio assistito. Nella chat di Pro Vita & Famiglia un appello poi rimosso: la battaglia sembra già vinta. Non si nomina neppure nel titolo. Il suicidio medicalmente assistito scompare nel testo dei relatori Pierantonio Zanettin (FI, per la commissione Giustizia) e Ignazio Zullo (FdI, per la Affari sociali). Al suo posto, un’espressione neutra: “Disposizioni esecutive della sentenza n. 242 del 2019”. Nella giornata in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni viene ricevuta in Vaticano da papa Leone XIV per la sua prima udienza ufficiale e a sei anni dalla sentenza della Corte costituzionale che ha chiesto al parlamento di legiferare sul tema del fine vita: la maggioranza adotta un testo base che rischia di restringere ancora il perimetro tracciato dalla Consulta.
di Filippo Barbera
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Alla domanda se accorciare i tempi per chiedere la cittadinanza italiana, il 34,66% degli elettori (che pure sono rimasti sotto il quorum di validità) ha risposto di No. La “nostra gente” ha votato così, dobbiamo spiegare alla “nostra gente” che si tratta delle vite delle persone, è stato detto all’indomani del voto. Certo, “spiegare” va sempre bene. Del resto, la posta in gioco era stata abbondantemente spiegata. La legge attuale da abrogare non è neutrale: frena, penalizza, esclude, blocca. Cambiarla non significava fare un favore o elargire un privilegio, ma rimuovere un ostacolo inutile e ingiusto che crea “italiani a metà”. Perché non è stato sufficiente?
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 3 luglio 2025
In aumento il numero degli sfollati a causa dei grandi conflitti mondiali e delle persecuzioni. Una situazione aggravata dalle nuove politiche e dalle instabilità. Nel mondo ci sono 122,1 milioni di persone costrette a scappare dalle proprie case per cercare sicurezza e protezione. Il numero, aggiornato ad aprile 2025, è in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando gli individui in fuga erano 120 milioni. La causa è da ricondurre ai grandi conflitti ancora in corso e alla “continua incapacità della politica di fermare i combattimenti”. Verrebbe da dire che non solo non li ferma ma li genera. E non riesce a gestirne gli effetti.
di Maria Serena Natale
Corriere della Sera, 3 luglio 2025
Dopo Finlandia, Polonia e le Repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania anche l’Ucraina invasa, ormai tra i Paesi più minati al mondo, ha deciso di lasciare la Convenzione di Ottawa che vieta di produrre, usare e vendere mine antiuomo: degli Stati europei confinanti con la Russia neoimperialista resta dentro solo la Norvegia. Per Kiev è sopravvivenza. Per tutti una sconfitta, poiché le bombe addormentate delle guerre di ieri e quelle più sofisticate di oggi fanno un solo vile lavoro, rilasciano a distanza di tempo il loro carico di morte imprigionando il futuro, sono il veleno sparso dall’odio che non vuole estinguersi tra raccolti di grano avvizziti e terre che non smettono di tremare.
di David Allegranti
La Nazione, 2 luglio 2025
Solo 36 istituti di pena su circa 200 hanno un tasso di riempimento in regola. E anche gli agenti si tolgono la vita. Sovraffollamento. Suicidi (non solo fra i detenuti). Mancanza di personale. Strutture insalubri. Tutte condizioni che rendono difficile, per non dire impossibile, applicare l’articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Vediamo quali sono alcuni dei numerosi problemi degli istituti penitenziari.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2025
Che il Capo dello Stato sia costretto a pronunciare una frase come questa è indegno di una democrazia avanzata. Per fortuna c’è Sergio Mattarella, che nei vari ambiti in cui interviene ci ricorda che ci sono dei limiti al potere del governo di fare quello che gli pare: i limiti dettati dalla Costituzione. Non si può fare carta straccia dei principi costituzionali, nonostante si sia stati eletti, si sia maggioranza, ci si senta imbattibili di fronte ai cittadini. Bisogna comunque rispettare il patto costituzionale, perfino in carcere.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 2 luglio 2025
Fact checking sulla piaga del sovraffollamento dopo il nuovo allarme di Mattarella: norme stoppate, un Piano che prevedrebbe almeno 3-4 anni. La piaga del sovraffollamento? “Ci vorranno tre, quattro anni”, per il Piano con le nuove carceri, “anche ammesso che si riesca, come ha promesso il governo. E intanto in questi anni, che succede?”. L’inaspettato fact checking non è firmato dalle opposizioni, ma è arrivato un mese e mezzo fa dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Scopertosi più sensibile al tema, come ha riconosciuto, di fronte agli Sos che gli arrivano dal vecchio compagno di strada, Gianni Alemanno, ex ministro ed ex sindaco di Roma, rinchiuso a Rebibbia ormai da 180 giorni esatti. È solo uno dei punti di caduta delle promesse di Meloni-Nordio sul dramma che investe il sistema detenzione in Italia: la vera “emergenza sociale”, non degna di un Paese civile, cui il presidente Sergio Mattarella ha dedicato ieri l’ennesimo, impietoso monito.
di Corrado Limentani
ilsussidiario.net, 2 luglio 2025
Le carceri italiane sono al collasso. Le ultime statistiche parlano di un sovraffollamento di oltre il 130% (il 200% a San Vittore). I dati resi pubblici dal ministero della Giustizia dicono che al 31 maggio 2025 i detenuti erano 62.761 nonostante la capienza regolamentare degli istituti fosse di 51.296 posti (una capienza teorica, perché non tiene conto di circa 4.500 posti inagibili o in ristrutturazione). Sempre altissimo il numero di detenuti che si sono tolti la vita, ad oggi già 36. A questo si aggiunge la carenza di personale, intesa come mancanza sia di agenti di Polizia penitenziaria (mancano oltre 3mila uomini) che di personale specializzato (educatori, psicologi, criminologi).
di Antonella Coppari
La Nazione, 2 luglio 2025
Le contromisure dopo l’appello di Mattarella. Saranno usati i fondi del Pnrr. E si pensa al trasferimento dei tossicodipendenti in comunità terapeutiche. Il piano carceri arriverà. Impossibile rinviare oltre dopo la sonora bacchettata del presidente della Repubblica, che peraltro non staffilava per la prima volta il governo sulla situazione inammissibile nelle carceri italiane. Il decreto della presidenza del Consiglio che traduce in norme il programma del ministro Carlo Nordio e del commissario straordinario per l’edilizia carceraria, Marco Doglio, arriverà entro “pochissimi giorni”, dicono a Palazzo Chigi, al massimo entro la fine di luglio, assicurano al ministero della Giustizia.
di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 2 luglio 2025
Interventi per nuovi moduli e ristrutturazioni. Al commissario straordinario 250 milioni di euro, ma i fondi destinati all’edilizia si avvicinano a un miliardo. Pochi giorni, qualche settimana al più. L’auspicio, spiegano da Palazzo Chigi, è quello di chiudere il programma di interventi in capo al commissario straordinario per le carceri, Marco Doglio, entro fine luglio. Nonostante sia servito più tempo rispetto al previsto - il piano era atteso già a gennaio - ora sarebbe solo una questione di ultimi ritocchi da parte del ministero dell’Economia, e della firma finale del dpcm da parte della premier.
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