di Francesca Del Vecchio
La Stampa, 12 settembre 2025
La bontà dello scopo umanitario resta, ma censurare la stampa non è mai un buon segnale. “Giornalista pericolosa”. È un’etichetta che non pensavo mi si potesse attribuire, quando ho accettato di raccontare l’avventura della Global Sumud Flotilla verso Gaza. Ma è ciò che è successo e che ha comportato la mia espulsione dalla missione. Riavvolgiamo il nastro. Ad agosto vengo invitata da un’attivista, conosciuta mesi prima, a partecipare come giornalista alla spedizione verso Gaza. Ne parlo con la portavoce italiana, Maria Elena Delia, che mi dice: “Ne saremmo felici”.
Russia. Nelle prigioni di Putin c’è un altro Paese: parla il politico e attivista Davidis da Vilnius
di Andrea Massaroni*
Corriere della Sera, 12 settembre 2025
Intervista al co-presidente dello Human Rights Defense Center Memorial e responsabile del progetto Support for Political Prisoners - Memorial da tre anni vive in esilio in Lituania, insieme alla famiglia. Un caffè a ridosso del centro, scelto per poter conversare tranquilli, nelle ore del primo pomeriggio che minaccia pioggia. Al tavolo si siede Sergey Davidis, co-presidente dello Human Rights Defense Center Memorial e responsabile del progetto Support for Political Prisoners - Memorial. Da tre anni vive in esilio in Lituania, insieme alla famiglia. Lo ha costretto l’impossibilità di continuare a lavorare in Russia senza mettere a rischio la propria libertà. È la vigilia del vertice tra Putin e Trump, fissato per il 15 agosto. Davidis commenta asciutto: “Non c’è molto da attendersi. Putin non cerca compromessi, Trump cerca solo riflettori”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 12 settembre 2025
Alexei Gorinov, avvocato ed ex deputato municipale di Mosca, in carcere dalla primavera del 2022, continua a restare in isolamento. Le sue condizioni di salute inoltre sono sempre più precarie. La storia di Gorinov è particolarmente significativa, dato che si inserisce nell’ambito della persecuzione giudiziaria che ha riguardato i dissidenti politici avviata poco dopo la guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina. L’avvocato moscovita è stato arrestato il 26 aprile 2022 per aver criticato l’invasione dell’Ucraina di due mesi prima. Nei suoi confronti è stata applicata per la prima volta la legge sulle notizie false che screditano l’esercito. Per questo sta scontando una pena complessiva a dieci anni di carcere, a seguito di due distinte sentenze di condanna (l’ultima risale al novembre 2024).
L’Osservatore Romano, 12 settembre 2025
La denuncia dei vescovi delle diocesi di frontiera con gli Stati Uniti. I migranti messicani che cercano di oltrepassare il confine con gli Stati Uniti si trovano in condizioni rischiose e disumane: è quanto emerge dall’incontro, appena concluso a Piedras Negras, nello Stato di Coahuila, dei vescovi delle diocesi situate lungo la frontiera di Messico e Stati Uniti. I presuli, ancora una volta, denunciano la difficile situazione nella quale si trovano migliaia di persone. Per questa ragione hanno rivolto un appello non solo ai governi, ma a tutta la società civile, affinché si riconosca e si affronti la dignità violata. La rotta migratoria che attraversa il Messico è stata definita dall’episcopato “la più pericolosa del mondo”. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, i migranti, fuggendo da guerre, violenza e povertà estrema nei loro Paesi d’origine, si ritrovano in un territorio dove i pericoli si moltiplicano in modo esponenziale.
di Silvia Grilli
Grazia, 11 settembre 2025
Un’altra donna si è uccisa nel penitenziario di Sollicciano, a Firenze. È il 61° suicidio in una cella italiana dall’inizio dell’anno. Dobbiamo capire che questi non sono episodi isolati, ma la prova dell’indifferenza del nostro Paese. Una giovane donna di 26 anni, una detenuta nel carcere di Sollicciano, a Firenze, si è suicidata. Dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio nello stesso carcere, uno dei peggiori d’Italia, dei più abbandonati, tranne che per l’ostinazione dei volontari. Ed è il terzo suicidio in pochi giorni in Italia. La giovane donna rumena di 26 anni si è impiccata all’alba, nella sua cella. L’hanno soccorsa ma era troppo tardi.
romasette.it, 11 settembre 2025
A fine agosto le carceri italiani ospitavano 63.167 detenuti. Fra questi, finora a togliersi la vita nel 2025 sono stati in 61 detenuti, 23 dei quali da quando è iniziata l’estate, tre mesi nei quali si sono registrati i suicidi di tre donne (quattro in totale quest’anno, numeri che difficilmente in passato si erano registrati) e quello di un ragazzino di 17 anni recluso in un Istituto penale per minorenni. A stilare il bilancio di fine estate, stagione drammatica per i suicidi in carcere quando molte attività si fermano, comprese quelle scolastiche e di volontariato, e le persone sono più sole, è oggi, 10 settembre, l’associazione Antigone.
di Luca Borioni
ideawebtv.it, 11 settembre 2025
Gherardo Colombo a Cuneo per parlare di giustizia: “Le riforme tecniche non bastano, serve educare”. Il suo volto resta indissolubilmente legato a “Mani pulite”, l’inchiesta che incise profondamente sul sistema della corruzione esistente al tempo, strettamente legato al finanziamento occulto dei partiti politici. A distanza di trent’anni, però, l’ex magistrato Gherardo Colombo è costretto a ripetere una constatazione amara: “Mani pulite è finita da tempo. Non è finita la corruzione. Il vero problema è che la cultura dell’illegalità è rimasta, in forme più o meno evidenti. È un fenomeno diffuso, difficile da scalfire. Per questo insisto sul nodo culturale: senza una consapevolezza condivisa, nessuna riforma sarà davvero efficace”.
di Alexia Delzenne
L’Opinione, 11 settembre 2025
“Il carcere non è vendetta” non è stata un’attenuante emotiva, ma la domanda politica e culturale messa al centro dall’incontro che si è svolto il 4 settembre al Palazzo San Sebastiano, nell’ambito del Festivaletteratura, con Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e la moderatrice Verdiana Benatti. Il confronto ha spostato l’asse dal castigo alla responsabilità, dalla punizione alla riparazione del danno e della fiducia sociale. L’Italia ha scolpito nella Costituzione che la pena deve “tendere alla rieducazione”: un principio spesso evocato e troppo raramente valutato nei suoi esiti.
di Alessandro Cannavò
Corriere della Sera, 11 settembre 2025
I lavori di consapevolezza a Bollate: “I reati di natura sessuale sono quelli con il più alto tasso di negazione”. Quanto vorrei essere utile per rintracciare e fermare qualcuno che sta per commettere il mio reato “. In 25 anni di lavoro, per Roberto Bezzi, responsabile dell’Area educativa del carcere di Bollate, questa frase pronunciata da più detenuti condannati per femminicidio, resta una delle più belle e potenti nel dimostrare i segni di un cambiamento. Bezzi partecipa a “L’educazione affettiva degli InVisibili”, l’incontro in programma sabato 13 settembre alle 16.3o, che avrà come ospiti anche il direttore generale della Fondazione Reggio Children Christian Fabbri e Martina Fuga, presidente di Coordown.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 settembre 2025
L’apertura della questione dinanzi alla Consulta per la dirigente di via Arenula può disinnescare la “trappola libica” solo se si arriva al referendum in pochi mesi. Come uscirne? Ecco il quesito che costringe Palazzo Chigi a scervellarsi: come sfuggire alle sabbie mobili in cui si è tramutata, nella migliore tradizione degli incubi, la marcia trionfale verso la separazione delle carriere.
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