di Gabriele Guccione
Corriere di Torino, 7 maggio 2025
Un cellulare da spartirsi in quindici. Viene consegnato ogni mattina e ritirati ogni sera. È l’unico canale che li unisce al resto del mondo, alle proprie famiglie d’origine, in Nordafrica o altrove, oltre le gabbie di ferro zincato che circondano ciascuno dei sei blocchi dove sono rinchiusi, oltre le mura che nascondono il Cpr agli occhi dei torinesi che transitano senza farci troppo caso in corso Brunelleschi o in via Mazzarello. I cinquantasette “ospiti” - perché, almeno in teoria, carcerati non sono - reclusi al momento nel centro di permanenza per il rimpatrio comunicano così.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 7 maggio 2025
Valentina Calderone, Garante capitolina dei detenuti ha spiegato come Roma abbia la competenza di 12 posti in più in Albania. Si legge nei dati di aprile, sul portale del ministero della Giustizia. Il numero di carcerati di competenza della Garante dei detenuti di Roma è aumentato: 12 unità, 12 posti in più, per ora liberi - nonostante non si trovino sul territorio italiano. Si tratta della ormai celebre struttura di Gjader, in Albania. Come osserva con sorpresa la stessa garante capitolina dei detenuti, Valentina Calderone: “Vai a controllare i dati mensili del Ministero della Giustizia sulle presenze negli istituti penitenziari, e ti accorgi che il numero delle carceri di tua competenza è aumentato. Dodici posti, per ora vuoti. È ora di organizzare una trasferta”.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 7 maggio 2025
Il Tar del Lazio con la sentenza n. 07509/2025 depositata il 16 aprile scorso, ha respinto il ricorso presentato da associazioni e imprese della filiera della canapa italiana contro il decreto del Ministero della Salute che ha inserito le composizioni orali a base di cannabidiolo (CBD) nella sezione B della tabella dei medicinali del DPR 309/1990. Una decisione che, al di là del tecnicismo giuridico, rappresenta un passo indietro sul piano della razionalità normativa e del buon senso scientifico. Il cuore della motivazione risiede nell’invocazione del principio di precauzione, che giustificherebbe l’assoggettamento del CBD a una disciplina tipica delle sostanze psicoattive, nonostante l’assenza di una reale pericolosità. I giudici amministrativi si sono affidati ai pareri dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità che, pur ammettendo l’assenza di evidenze conclusive sugli effetti psicotropi del CBD, segnalano possibili rischi legati a prodotti non standardizzati e a contaminazioni accidentali con il THC (Tetraidrocannabinolo).
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 7 maggio 2025
64 migranti sopravvissuti raccontano alla ong Sos Humanity il calvario subìto in Libia e Tunisia. La ong tedesca ha raccolto le testimonianze tra il 2022 e il 2024 e mette in luce la complicità delle istituzioni europee che finanziano gli apparati di sicurezza nordafricani. Dieci anni di salvataggi in mare e di storie che documentano le violazioni dei diritti umani a danno di migranti in Nord Africa. Spari, maltrattamenti, uccisioni, torture, arresti e detenzioni arbitrarie, il tutto con la consapevolezza delle istituzioni europee che da anni finanziano l’esternalizzazione delle frontiere foraggiando apparati securitari violenti come la guardia costiera libica e quella tunisina.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 7 maggio 2025
L’infinita battaglia a Gaza tra i terroristi di Hamas e l’esercito israeliano. Bene e male “sono intrecciati” e quel confine “passa nel cuore di ciascuno”, spiegava papa Francesco, non divide territori o gruppi umani. Le parole. Quelle, sì, sono difficili da trovare, perché definirebbero un confine etico: ma bene e male “sono intrecciati” e quel confine “passa nel cuore di ciascuno”, spiegava papa Francesco, non divide territori o gruppi umani. Eppure, sulle parole, dritte o ambigue, e sul loro utilizzo, si è basata una parte non piccola della battaglia per i cuori e le menti combattuta in questi diciannove mesi, dall’infame pogrom del 7 ottobre 2023 in terra d’Israele sino alla carestia annunciata, protratta e forse programmata nella Striscia di Gaza. Come fosse anche una guerra di marketing: la potente propaganda di Hamas rilanciata mille volte nelle università e nelle piazze occidentali contro la hasbara, la rete di pubbliche relazioni israeliane per rendere più accettabili scelte ogni giorno più indigeste.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 7 maggio 2025
Il mondo europeo della sinistra e dei diritti, sensibile su tanti temi, è stato piuttosto distratto sulla condanna a 5 anni di galera dello scrittore maghrebino, un laico reo d’avere detto che un tempo certe zone dell’Algeria appartenevano al Marocco e perciò processato. “In tempi remoti, dimenticati anche da storici sinceri, uomini frustrati riuniti intorno a un abbeveratoio nel deserto inventarono questo odio e ne fecero la fonte della loro vita e il patrimonio inalienabile dei loro discendenti e dei discendenti dei loro discendenti fino al Giudizio Universale, che, per inciso, avrebbe segnato la fine dei tempi e di tutte le cose per tutti, ma non per loro; inventarono un nemico favoloso per dare corpo al loro odio e abbellire i loro crimini. Di cosa è colpevole questo orribile nemico? Di aver falsificato le sue stesse Scritture che annunciavano la sua fine e la nascita di un nuovo vero profeta, amico personale di Dio, o semplicemente di essere stato il primo a scoprire e riconoscere l’unico Dio e di aver ricevuto da lui la promessa infallibile di una terra benedetta?”.
Ristretti Orizzonti, 6 maggio 2025
La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà si è riunita ieri in assemblea a Roma, nella sede della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome, con la partecipazione del Presidente del Dipartimento di Giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano. La Conferenza ha approvato un documento di dura critica al decreto-legge sicurezza, che rischia di aggravare la situazione di sovraffollamento nelle carceri e di alimentare tensioni tra i detenuti e gli operatori.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 6 maggio 2025
La civiltà di un Paese si giudica dallo stato delle carceri. La Corte dei conti fotografa ritardi e sprechi. Ogni tanto, tra i faldoni della burocrazia italiana, arriva un documento che grida: “Questo non è un dettaglio tecnico, è una questione di civiltà”. È il caso della delibera n. 42/2025 della Corte dei conti, dedicata al Piano Carceri. Un titolo sobrio per un contenuto esplosivo: un’analisi sistematica dello stato di avanzamento (o di stallo) delle infrastrutture penitenziarie italiane, con l’aggiunta di un dettaglio che dovrebbe far saltare dalle sedie governo e opposizioni: non solo i problemi sono noti, ma molte delle soluzioni sono già sulla carta. Non si fa nulla o si fa troppo tardi. E il carcere resta, come sempre, un mondo dimenticato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 maggio 2025
“In ragione dei costi e delle tempistiche occorrenti per realizzare nuove strutture carcerarie”, l’edilizia penitenziaria non può ritenersi “l’unica strada da percorrere per superare il problema del sovraffollamento carcerario”: questo un passaggio importante della relazione concernente “Infrastrutture e digitalizzazione: Piano Carceri” diffusa ieri dalla Corte Conti. Dunque l’organo di controllo si pone in posizione contraria a quella intrapresa dal governo che invece punta la sua politica penitenziaria esclusivamente sulla costruzione di nuove carceri, escludendo altri tipi di provvedimenti come la liberazione anticipata speciale, indulto e amnistia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 maggio 2025
I giudici contabili: “Sovraffollamento oltre ogni limite, attenti ai prossimi interventi”. La nuova gara d’appalto per ampliare la capienza delle carceri italiane è già stata lanciata e il progetto faraonico meloniano di “almeno 1.500 moduli prefabbricati in calcestruzzo entro la fine dell’anno” è già un modellino tecnico di Invitalia da offrire alla propaganda securitaria. Peccato però che neppure l’ultimo Piano di edilizia penitenziaria, varato in nome dell’emergenza dal governo Monti e affidato dal 2012 al 2014 all’allora commissario straordinario Angelo Sinesio, sia stato portato a termine.
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