di Marco Birolini
Avvenire, 6 maggio 2025
Anche i giudici contabili rilevano il dramma vissuto dai detenuti: mancano celle e anche i lavori di ristrutturazione vanno a rilento. I detenuti sono 61.861, i posti disponibili solo 51.312. Anche la Corte dei Conti denuncia la situazione drammatica vissuta quotidianamente dai detenuti. A dieci anni dalla conclusione della gestione commissariale, l’analisi sullo stato di attuazione del Piano Carceri evidenzia situazioni critiche di sovraffollamento che - soprattutto in Lombardia, Puglia, Campania, Lazio, Veneto e Sicilia - assumono contorni ai limiti dell’emergenza, anche alla luce dei dati forniti dal Ministero della Giustizia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 maggio 2025
La decisione riguarda un 26enne accusato di aver procurato la morte di tre ragazzi a Milano. Le condizioni attuali delle carceri italiane, caratterizzate da sovraffollamento, alti tassi di suicidi e strutture inadeguate, non sembrano molto distanti dalla situazione descritta nel 2013 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che, con la sentenza Torregiani, ha condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti. Ed è per questo motivo che Washi Laroo, cittadino olandese di 26 anni accusato di omicidio volontario, incendio e tentata estorsione dalla procura di Milano, non verrà estradato nel nostro Paese.
plasticfreeonlus.it, 6 maggio 2025
Successo dell’iniziativa organizzata da Plastic Free Onlus e Seconda Chance che ha coinvolto 114 detenuti in permesso premio in 10 regioni. Sabato 3 maggio, oltre 400 volontari, tra cui 114 detenuti in permesso premio provenienti da 16 istituti penitenziari italiani, hanno preso parte a una straordinaria giornata di pulizia ambientale in 12 località di 10 regioni, promossa da Plastic Free Onlus in collaborazione con Seconda Chance. L’iniziativa ha portato alla rimozione di circa 3.700 kg di plastica e rifiuti da spiagge, parchi, strade e aree urbane, dimostrando come il rispetto per l’ambiente e il reinserimento sociale possano camminare insieme.
di Angela Stella
L’Unità, 6 maggio 2025
Domani penalisti in piazza a Roma dopo tre giorni di sciopero, sarà presente anche il magistrato leader di Areadg Zaccaro. Il 31 grande manifestazione nazionale della rete di associazioni. I garanti dei detenuti chiedono un incontro al Capo dello Stato. Si terrà domattina a partire dalle 9:30 a Roma presso Piazza Santi Apostoli la manifestazione nazionale contro il Decreto sicurezza, organizzata dall’Unione Camere Penali Italiane. Nel corso della manifestazione interverranno rappresentanti dell’avvocatura, dell’accademia, della società civile e della politica.
di Glauco Giostra*
Il Domani, 6 maggio 2025
A inquietare è la disinvolta arroganza istituzionale con cui si porta avanti questo intervento nel settore penale, utilizzando anche in modo improprio la decretazione d’urgenza e inaugurando una prassi che autorizza il governo a legiferare in luogo del Parlamento. Nel decreto Sicurezza all’esame del parlamento per la conversione in legge ci sono aspetti politicamente censurabili e aspetti democraticamente preoccupanti. Sotto il primo profilo, salvo pochissime eccezioni (ad esempio, in materia di custodia cautelare e di lavoro durante l’esecuzione penale), il puzzle normativo del provvedimento in esame ha un denominatore teleologico comune: la tutela della sicurezza. Estrarre dal cilindro legislativo figure di reato di nuovo conio; inasprire le pene per quelli già esistenti; criminalizzare anche la protesta non violenta dei soggetti ristretti in condizioni disumane; introdurre ulteriori ipotesi di ostatività alla fruizione delle alternative al carcere; ipertutelare le forze dell’ordine, sono note diverse dello stesso spartito.
di Cristiano Cupelli*
Il Riformista, 6 maggio 2025
Il dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane, stimolato tanto dalla proposta di introdurre un’autonoma figura di reato di femminicidio quanto dall’approvazione del decreto-legge n. 48 del 2025, offre una formidabile occasione per interrogarsi se davvero il troppo (e male) punire rappresenti esclusivamente il frutto di spregiudicati calcoli elettorali e vada pertanto ricondotto alle sole responsabilità del decisore politico o se, sullo sfondo, si possano intravedere matrici ulteriori.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 maggio 2025
Si riaccende la polemica tra politica e magistratura, o meglio tra l’ala più garantista della maggioranza, cioè Forza Italia, e l’Anm. Pomo della discordia: la nuova disciplina sulle intercettazioni. Tutto ha inizio con una recentissima circolare del procuratore di Messina, Antonio D’Amato, avente ad oggetto “Linee guida interpretative” della legge che prevede che le intercettazioni telefoniche e ambientali non possano avere una durata complessiva superiore a quarantacinque giorni - fatta eccezione per i reati di criminalità organizzata - a meno che non emergano, nel primo mese e mezzo di “ascolti”, elementi “specifici e concreti”. Secondo D’Amato, pm che fa riferimento a “Magistratura indipendente” e che è stato togato Csm nella precedente consiliatura, quel limite “ordinario” di durata delle intercettazioni non riguarderebbe però i procedimenti per corruzione e altri delitti contro la pubblica amministrazione.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 6 maggio 2025
La polemica tra i forzisti e il procuratore di Messina attorno alla legge Zanettin dimostra i danni prodotti dall’approvazione frettolosa, in modo “blindato”, delle riforme in Parlamento. Parafrasando il proverbio, il legislatore frettoloso fa le norme cieche. Se ne sta accorgendo la maggioranza meloniana, abituata ad approvare in Parlamento, in fretta e furia, testi “blindati”. Lo dimostra quanto sta avvenendo attorno alla riforma, approvata lo scorso marzo, che fissa a 45 giorni il limite per realizzare intercettazioni, salvo alcune deroghe (come i reati di mafia e terrorismo). Forza Italia, che aveva voluto fortemente la riforma, è insorta contro una circolare adottata dal procuratore di Messina, Antonio D’Amato, con le linee guida per i magistrati su come interpretare le nuove norme. A far protestare i forzisti è soprattutto l’inserimento da parte di D’Amato dei reati contro la Pubblica amministrazione nell’elenco dei delitti ai quali non si applica il limite dei 45 giorni.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 6 maggio 2025
Nonostante l’Ufficio per il Processo, il carico delle Cause civili non è diminuito, soprattutto in alcune sedi. Via Arenula corre ai ripari con una misura eccezionale. La data di scadenza del Pnrr si avvicina e l’abbattimento dell’arretrato nel settore della giustizia civile, uno dei principali obiettivi concordati con Bruxelles, resta problematico. I dati disponibili raccontano infatti che le vecchie pendenze non solo non sono diminuite ma in alcuni casi sono persino cresciute. E per porre rimedio a quello che suonerebbe come uno smacco a dir poco clamoroso per il Paese, il ministero della Giustizia ha deciso di mettere in campo una super task force di ben 500 giudici.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 6 maggio 2025
L’autodifesa si intreccia con le conclusioni in arrivo del tribunale dei ministri. La memoria inviata alla Cpi decisiva per chiarire le possibili omissioni. Il caso Elmasry è arrivato a un doppio bivio giudiziario. Da un lato c’è la procura della Corte penale internazionale che vuole deferire l’Italia al Consiglio di sicurezza dell’Onu per non aver eseguito il mandato d’arresto spiccato nei confronti del torturatore libico, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Dall’altro c’è il tribunale dei ministri, il cui lavoro è agli sgoccioli, che dovrà decidere se archiviare l’indagine o chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti della premier Meloni, del sottosegretario Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi per peculato, favoreggiamento e omissione d’atti d’ufficio (questo solo per il Guardasigilli).
- Stefano Brunetti e le sue ultime parole: “Mi hanno menato le guardie”
- Processo Sabr, sentenza storica: la schiavitù in Italia esiste
- Ancona. Detenuto morto in cella di isolamento: “Nessuna istigazione al suicidio”
- Bologna. Al Pratello un minorenne in isolamento per giorni: “In cella senza finestre e materasso”
- Padova. Delmastro e Soranzo in visita al Due Palazzi: “Siamo di fronte a sfide strutturali”











