opesitalia.it, 28 agosto 2025
Un campo da calcio o un impianto sportivo possono rivelarsi come degli strumenti di riscatto e inclusione? La risposta è: sì, al 100%. È con questo presupposto che il progetto “Legalmente Sport”, finanziato dal Bando Carceri di Sport e Salute SpA e realizzato da Istruzione Formazione e Lavoro, Opes, Modavi e Accademia Togliani, prenderà il via il prossimo 30 agosto, presso la Casa circondariale di Frosinone. La giornata si aprirà con un momento istituzionale, per proseguire poi con una partita di calcio tra i detenuti e la squadra del Ferentino Calcio che milita nel campionato di Eccellenza. L’obiettivo di un simile appuntamento è duplice: da una parte si prefigge di presentare il progetto; dall’altra, invece, si vuole dimostrare come lo sport possa fungere da veicolo di comunicazione e socializzazione.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 28 agosto 2025
Nel giugno del 1997 Salvatore Ferraro fu arrestato e si fece sedici mesi di prigione da presunto innocente. Vi propongo un passo dal suo raccontino “La leggenda della nascita del carcere”, che si legge nel suo memoriale. Michel Foucault ci ha abituati a considerare l’istituzione delle prigioni moderne come il compimento dell’Illuminismo, la conseguente incarnazione della sua logica disciplinare, ma siamo certi che sia così? Esiste una versione apocrifa della storia, che dobbiamo al lampo di chiaroveggenza di un detenuto-filosofo. Nel giugno del 1997 Salvatore Ferraro fu arrestato con l’accusa di favoreggiamento nell’omicidio della studentessa Marta Russo. Si fece sedici mesi di prigione da presunto innocente (e non solo presunto, per quanto mi riguarda).
di Anna Foa
La Stampa, 28 agosto 2025
Mentre a Gaza la situazione precipita ogni giorno di più verso un genocidio conclamato, in Italia la discussione si è concentrata negli ultimi giorni sul problema del boicottaggio culturale: si deve, si può boicottare la cultura, si è detto a proposito dell’appello a escludere l’attrice israeliana Gal Gadot dal Festival di Venezia fatto da numerosi intellettuali e cineasti? La cultura non dovrebbe essere un ponte di pace e non un muro di esclusione, ci si è chiesti? E l’attrice in questione, protagonista del riadattamento del cartone animato di Disney, Biancaneve, è stata esclusa perché israeliana o per le posizioni assunte in passato rispetto alla distruzione israeliana di Gaza?
di Elena Loewenthal
La Stampa, 28 agosto 2025
Una mappa rossa grondante sangue che, in ottemperanza a uno slogan ormai popolare in tutto il mondo, ha per confini un fiume e un mare (anche se molti degli attivisti per la causa non ha idea di quale fiume e quale mare si tratti). In sovraimpressione un titolo che dice “Venice for Palestine”. Il manifesto e la campagna sono promossi dal comitato V4P che si dichiara contro il genocidio a Gaza e contestualmente ha chiesto e ottenuto il ritiro dell’invito al Festival a Gal Gadot e Gerald Butler, l’una perché è israeliana e l’altro perché nel 2018 ha partecipato a un evento a sostegno delle forze armate israeliane.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 28 agosto 2025
Cresciuto nello stesso campo dei quattro bambini che hanno investito e ucciso Cecilia De Astis, grazie alla rete dei volontari di Sant’Egidio ha iniziato a studiare e ha trovato un lavoro. Sarà il Comune di Milano, con la sua struttura di servizi sociali, ad assumersi la responsabilità genitoriale dei quatto ragazzini dagli 11 ai 13 anni che l’11 agosto travolsero e uccisero a bordo di un’auto rubata a dei turisti francesi Cecilia De Astis, in via Saponaro, per poi fuggire lasciandola agonizzante. La decisione è stata presa dal giudice delegato del Tribunale dei minori Ciro Iacomino che ha affidato al Comune due fratellini di 11 e 13 anni (il più grande era alla guida dell’auto, nessuno di loro, data l’età, imputabile) e di una undicenne che erano a bordo della vettura. Nel caso della ragazzina il provvedimento sarà notificato alla madre che non è stata trovata.
di Paolo Giordano
Corriere della Sera, 28 agosto 2025
Il dramma dei naufragi. I rapporti difficili con la Libia, il lavoro delle navi Ong. La politica italiana corregga la rotta. Al cospetto di due crisi maggiori - Gaza e l’Ucraina - la questione del Mediterraneo retrocede. E dire che è stata una fine dell’estate movimentata nel Canale di Sicilia. Il 13 agosto un numero imprecisato di persone, almeno ventisette fra cui una bambina di undici mesi, sono morte in un naufragio al largo di Lampedusa. Si tratta di un bilancio particolarmente cruento che tuttavia non si è meritato neppure un nome, a differenza di Cutro o Roccella Jonica. Senza un nome è già stato dimenticato.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 agosto 2025
Poche soluzioni, tante parole. La convergenza Ue-Italia è un gioco facile: ma non ci sono meriti, l’Europa va a destra. Mentre a Rimini la premier Giorgia Meloni si addentra “nel fronte delle migrazioni” vantandosi di aver “abbattuto drasticamente gli ingressi irregolari ma soprattutto ridotto i morti in mare” a Lampedusa si contano oltre 800 sbarchi in ventiquattro ore e si dà un nome a tre cadaveri recuperati dalla ong Nadir: tre sorelle di 9, 11 e 17 anni identificate da madre e fratello. Davanti alla platea del meeting di Comunione e liberazione la leader FdI dà una copertura cristiana alle politiche anti-migranti tirando in ballo il cardinale guineano Robert Sarah, considerato un oppositore del papato bergogliano, e le sue preoccupazioni identitarie sui giovani che lasciano “la loro terra e il loro popolo”. Così, sostiene Sarah, mettono in pericolo “storia, cultura ed esistenza del Paese che abbandonano”.
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 28 agosto 2025
Viaggio nei luoghi di transito di chi fugge dalle guerre e tenta di entrare in Europa via terra: qui arrivano anche i familiari che non hanno più notizie dei loro cari e cercano almeno “un corpo”. Sono le sette del mattino e Nihad Suljic con Vlasta Markovic fermano l’auto di fronte al fiorista che li aspetta. Ritirano rose bianche e corone di fiori. Le sistemano nel baule dell’utilitaria cercando di non sciuparle, perché nell’abitacolo devono lasciare il posto per due volontarie bosniache che salgono a Zvornik, più a est, sulle rive della Drina. Insieme proseguono fino a Bratunac, Bosnia orientale, dove altri attivisti li attendono, con polizia, vigili del fuoco, stampa locale.
di Alessia Arcolaci
Il Domani, 28 agosto 2025
Le opposizioni attaccano il sindaco Lepore per l’iniziativa. Ma la sperimentazione si basa su dati e studi scientifici. L’epidemiologo e ricercatore esperto nelle dipendenze, Raimondo Pavarin: “Si fa molto allarmismo ma nessuno si sta preoccupando di che cosa fare. Dare le pipe da crack significa iniziare a occuparsi della salute di queste persone”. Bologna distribuirà pipe in alluminio gratuite ai consumatori di crack. Un annuncio del Comune che ha scatenato la reazione dell’opposizione con la minaccia, attraverso le parole dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, di denunciare il sindaco Matteo Lepore perché “incentiva il consumo di droga”.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 28 agosto 2025
Gaza e Israele. Il divorzio totale dalla verità del nemico è uno dei frutti più tossici di ogni guerra. Una distanza profonda va aprendosi tra ciò che noi vediamo di Israele e ciò che Israele vede di sé. È uno iato che rende difficile persino interpretare i fatti, sempre sospesi tra verità e menzogna, mentre il discredito internazionale di Netanyahu e dei suoi ministri aumenta di strage in strage, l’ultima delle quali all’ospedale Nasser di Khan Younis. Ancora martedì il Paese è stato attraversato da un’ennesima ondata di proteste, con blocchi stradali e cortei contro la guerra condotta a Gaza ormai da quasi settecento giorni. Lo scontro asimmetrico tra una potenza altamente tecnologizzata e un gruppo terrorista incistato dentro la propria popolazione può avere forse un esito scontato: ma ha di sicuro un costo difficile da sostenere per chi continua a proclamare, almeno a parole, i valori di una democrazia occidentale.









