di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2025
Il ministro della Giustizia conferma l’indicazione della reggente al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Il Colle deve firmare la nomina, ma non sarebbe stato consultato. È il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e non il sottosegretario Andrea Delmastro, a nominare il nuovo capo del Dap, il Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria. Lo fa proponendo un nome al Consiglio dei ministri, senza condizionamenti. E l’attuale responsabile facente funzione, Lina Di Domenico, scelta senza consultare preventivamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sta dando prova da mesi di “maturata competenza e affidabilità”. Ergo: sarebbe lei il nome migliore per succedere a Giovanni Russo come responsabile dell’amministrazione penitenziaria.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 4 maggio 2025
Troppe leggi e di cattiva qualità inceppano la macchina dello Stato e producono un effetto negativo sull’economia. Il “Reader’s digest”, per iniziativa di Tullio De Mauro, promosse circa quaranta anni fa, un convegno sulla chiarezza delle leggi. Il male è antico e si è ora aggravato. Se le leggi dei trent’anni passati fossero state chiare, il prodotto interno lordo italiano sarebbe ora più alto di almeno il 10 per cento. Questa è la stima, per ora provvisoria, fatta da un gruppo di valenti economisti del Politecnico di Milano e dell’Istituto Einaudi per l’economia e la finanza guidati da Luigi Guiso e da Claudio Michelacci, che hanno misurato la qualità della scrittura delle leggi e ne hanno stimato gli effetti economici.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 4 maggio 2025
A Roma l’assemblea nazionale contro il dl sicurezza. Verso il grande corteo del 31 maggio. Dopo la forzatura del governo, la rete “A Pieno Regime” si prepara alla mobilitazione. Questa mattina alle 10, all’Arci nazionale di via dei Monti di Pietralata a Roma, si riunisce la rete A Pieno Regime, che si batte ormai da quasi un anno contro il disegno di legge sulla sicurezza. Il testo è stato poi trasformato con una forzatura istituzionale in decreto proprio per evitare i rilievi delle opposizioni e per cercare di depotenziare il peso delle mobilitazioni. L’accelerazione ha motivato collettivi, associazioni, organizzazioni e centri sociali nell’andare avanti e a indire un corteo nazionale per il 31 maggio.
di David Allegranti
La Nazione, 4 maggio 2025
La proposta di legge “Zuncheddu e altri” merita la dovuta attenzione. È promossa dal Partito Radicale, che sta raccogliendo le firme online (basta lo Spid; per ora hanno firmato solo 2.427 persone su 50 mila). La proposta punta a garantire una provvisionale economica a chi alla fine di un processo è stato assolto. “Ci sono persone che si sono viste distruggere l’esistenza: la giustizia, in qualche modo, ha sottratto loro anni di vita e non solo perché sono state in carcere, ma a volte anche per poter sopravvivere dopo l’errore giudiziario o l’ingiusta detenzione.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 4 maggio 2025
Secondo il Consiglio superiore della magistratura, il ministro avrebbe potuto impugnare la decisione dei domiciliari prima di avviare l’azione disciplinare. I giudici della Corte d’Appello di Milano, “se proprio si vuole spaccare il capello in quattro”, furono soltanto “troppo sintetici” nel motivare la concessione degli arresti domiciliari (seppur rafforzati da braccialetto elettronico e divieto assoluto di comunicazione) per Artem Uss, il potente imprenditore e figlio di un oligarca russo poi evaso, dal milanese, nel marzo 2023. Ma il ministro Nordio - osserva invece la sezione disciplinare del Consiglio superiore - che avrebbe potuto impugnare quella decisione, la difese anche in una missiva di risposta inviata agli Usa. E attese la fuga di Uss, e la successiva ispezione ministeriale, per agire contro le toghe. Atteggiamento, rileva Palazzo Bachelet, “che stride logicamente” e solleva “non poche perplessità”.
Il Giornale, 4 maggio 2025
Consegna di un presunto omicida negata per “inumanità” delle carceri italiane. Capita nel caso dei tre ragazzi rimasti uccisi nell’incendio dello show room di via Cantoni (nella foto, le tre vittime). Per gli inquirenti, ad appiccare il fuoco è stato Washi Laroo, 26 anni, olandese di origini nordafricane. Laroo è destinatario di un mandato di arresto europeo eseguito ad Amsterdam lo scorso dicembre. Ma l’Olanda non l’ha fin qui consegnato all’Italia. Il motivo è che nelle carceri italiane, per sovraffollamento, numero di suicidi e inadeguatezza delle strutture, si vivono condizioni inumane e degradanti.
ilnuovoonline.it, 4 maggio 2025
Sarà una cabina di regia inter istituzionale a fissare i servizi socio-sanitari e di inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale. È quanto stabilisce un provvedimento della Giunta regionale che su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Roberto Santangelo, ha approvato la costituzione della cabina di regia che “dovrà essere il raccordo istituzionale con funzioni operative in grado di programmare e stabilire strumenti di inclusione lavorativa e socio sanitaria per i detenuti”.
umbria.tag24.it, 4 maggio 2025
“Avevamo chiesto aiuto alla Asl ma non ci ha risposto”. Una lettera con richiesta di intervento inviata alla Asl con all’oggetto la “richiesta di sistemazione residenziale per un soggetto con difficoltà”. A scriverla, nel mese di aprile scorso ai vertici tecnici e amministrativi dell’azienda sanitaria ternana è stata l’assessore al welfare del Comune di Terni Viviana Altamura. E ora a mostrarla in diretta sui social con tanto di video di denuncia è il sindaco Stefano Bandecchi. Già, perché quella lettera riguarda il detenuto che lo scorso primo maggio si è tolto la vita nel carcere di Terni. Un suicidio, l’ennesimo, che si verifica in ambiente carcerario dove il sovraffollamento, il disagio psichico e il rischio suicidario sono diventati ormai un’emergenza nazionale.
lecceprima.it, 4 maggio 2025
Alcuni ospiti della sezione infermeria, lati B e C, lamentano una serie di deficit in un documento inoltrato alle autorità. Chiedono chiarezza e verifiche sulla questione sanitaria in carcere. Sui problemi sanitari nel carcere di Lecce non ci sono solo le rimostranze dell’associazione Antigone, che di recente ha svolto un controllo nell’istituto penitenziario di Borgo San Nicola, ma anche un esposto che ha raggiunto, fra gli altri organi, la Procura di Lecce. A firmarlo sono stati ventinove detenuti, nelle vesti di pazienti dei lati B e C del reparto d’infermeria. Nel documento sono citati, fra l’altro, con nomi e cognomi, tre recenti episodi di decesso nel tato C che, a loro avviso, si sarebbero potuti evitare.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 4 maggio 2025
Da domani a mercoledì l’astensione dei penalisti dalle udienze per le condizioni dei detenuti. Il nuovo decreto sicurezza, entrato in vigore tre settimane fa, ha favorito l’introduzione di nuove ipotesi di reato e l’inasprimento delle pene.Misure che porteranno quindi a un aumento della popolazione carceraria. Gli avvocati veronesi, preoccupati delle consequenze del nuovo decreto, aderiscono da domani fino a mercoledì all’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie, promossa dell’Unione delle Camere Penali Italiane. “Il decreto sicurezza segna un ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento che cresce progressivamente - fa sapere la Camera Penale scaligera - oltre a essere insufficiente nel prevenire il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto nel 2024 il numero record”.
- Bologna. I penalisti in sciopero. Tre giorni senza udienze: “No al Decreto Sicurezza”
- Bologna. “Carcere minorile nel caos, comandante rimosso”
- Viterbo. Detenuto impiccato in cella di isolamento, l’ex direttore assolto anche in appello
- Bari. I volontari e un gruppo di detenuti puliscono il giardino Princigalli: “Un momento di libertà”
- Palmi (Rc). Volontari e detenuti insieme a pulire la spiaggia: “Momento di costruzione e libertà”











