di Paolo Rossetti
ilsussidiario.net, 24 agosto 2025
Intervista al Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Solo il 2% dei detenuti con un lavoro commette ancora reati, motivo in più per fare del carcere un’occasione di fattiva riabilitazione. Finora solo un terzo dei reclusi accede al lavoro, anche se il ministero ha appena emanato un decreto, animato da fondi europei, per incrementare le attività nell’area trattamentale. Un piano che va di pari passo con una strategia per ridurre il sovraffollamento, puntando, fra l’altro, su soluzioni alternative per chi è tossicodipendente e sulla diminuzione dei detenuti in custodia cautelare. Un impegno che vede sullo sfondo i grandi temi del dibattito sulla giustizia, la separazione delle carriere prima di tutto e, in stretta connessione, i rapporti politica-magistratura.
approdocalabria.it, 24 agosto 2025
Ha suscitato notevole clamore la diffusione della notizia che Piromalli Antonio, detenuto al 41 bis, considerato il capo di una potente cosca mafiosa, abbia chiesto di potersi cucinare la cena in cella dopo le 22, senza alcuna limitazione di orari, ottenendo un netto rigetto dalla Cassazione sul presupposto che ai detenuti al 41 bis tale prerogativa fosse preclusa. Abbiamo chiesto al suo difensore di fiducia, l’avv. Domenico Infantino del Foro di Palmi, delucidazioni su tale vicenda: “La notizia diffusa da qualche organo di informazione di una richiesta del mio assistito di poter fare la spaghettata di mezzanotte, a mo’ di privilegio, è tanto falsa quanto grottesca. Ai detenuti al 41 bis, a differenza di quelli del circuito alta sicurezza, presso la casa circondariale di Parma dove Piromalli Antonio è recluso è fatto divieto assoluto di tenere in cella anche dopo le ore 20 il fornellino, la caffettiera ed il pentolame, per disposizioni della direzione del carcere (tra le ore 20 e le ore 7 non è possibile prepararsi nemmeno una semplice bevanda calda).
di Francesco Bei
La Repubblica, 24 agosto 2025
Franco Bonisoli era nel commando che rapì Moro. Il padre di Giorgio Bazzega fu ucciso da Walter Alasia. L’incontro al Meeting Cl. È il 15 dicembre del 1976. “Mio papà, Sergio Bazzega, maresciallo dei servizi antiterrorismo, va a eseguire l’arresto di un ragazzo brigatista, Walter Alasia, in un palazzone di Sesto San Giovanni. Il ragazzo reagisce, è armato, mio padre impugna il mitra ma si trova davanti, nella sua linea di tiro, i genitori di Walter. Li avrebbe colpiti, decide quindi di non sparare e provare a disarmarlo, ma l’altro reagisce e gli spara in un punto vitale. Alasia salta dalla finestra, i colleghi di papà gli sparano alle gambe e la versione ufficiale è che lo abbattono perché aveva provato a colpire degli infermieri che volevano salvarlo.
di Daniele Rescaglio
Il Giorno, 24 agosto 2025
L’uomo, di 40 anni, era di origine magrebina. Il sindacato: “Sistema al collasso, servono misure immediate”. Nel carcere lombardo 563 detenuti in soli 384 posti. Ancora morte dietro le sbarre. Un detenuto di origine magrebina di 40 anni è deceduto venerdì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cremona dopo aver inalato gas da una bomboletta da campeggio. L’ennesimo caso che riaccende i riflettori sulla drammatica situazione del sistema carcerario italiano. Secondo le prime ricostruzioni, ha spiegato Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, l’uomo avrebbe utilizzato il gas della bomboletta normalmente destinata alla preparazione dei pasti.
Il Manifesto, 24 agosto 2025
Appuntamento a Treviso giovedì prossimo (ore 19) in via Santa Bona Nuova, zona carceri, per chiedere verità e giustizia per Danilo Riahi: il 9 agosto è stato arrestato come sospettato di tentativi di furto a Vicenza, dopo essere fuggito dalla polizia in evidente stato di agitazione. Immobilizzato con il taser, è stato portato nel carcere minorile di Treviso, dove poche ore dopo, secondo la versione dei giornali e delle autorità, avrebbe tentato il suicidio. È morto all’ospedale Ca’ Foncello dopo due giorni in terapia intensiva, mentre la questura di Vicenza celebrava pubblicamente “l’eccellente lavoro” delle forze dell’ordine e il gip convalidava la detenzione.
Corriere di Bologna, 24 agosto 2025
“Una situazione esplosiva”, che “attualmente sfiora la soglia degli 800 detenuti, considerando anche un segmento gestito dalla giustizia minorile: la sezione giovani adulti. In altri tempi, di fronte a situazioni simili, si sarebbero chiusi gli ingressi e gli arrestati sarebbero stati associati a strutture limitrofe”. Oggi non è così, con un’emergenza sovraffollamento che è trasversale: l’ennesima richiesta di attenzione alle condizioni del carcere della Dozza è arrivato dal segretario della Fns Cisl, Nicola D’Amore, che è tornato a ricordare come il “sovraffollamento e la carenza di personale mettano a rischio sicurezza, dignità e trattamento dei detenuti”.
Il Resto del Carlino, 24 agosto 2025
Sopralluogo di una rappresentanza di avvocati della Camera Penale “La capienza dovrebbe essere di 244 unità. E manca anche il personale”. Una rappresentanza composta da avvocati del direttivo della Camera Penale Ferrarese e del locale Osservatorio Carcere ha fatto visita, nei giorni scorsi, alla casa circondariale di Ferrara. La visita per l’iniziativa dell’Osservatorio nazionale carcere dell’Ucpi denominata ‘Ristretti in agosto’. “Si tratta - spiegano - di un importante momento di monitoraggio delle condizioni di vita dei detenuti che mira a sensibilizzare la politica, l’opinione pubblica, il mondo dell’informazione, l’associazionismo e la magistratura sulle condizioni inumane e degradanti in cui versa la popolazione carceraria, ancora più insopportabili durante il periodo estivo”.
ilpescara.it, 24 agosto 2025
Diverse criticità importanti che interessano il carcere di Pescara e che le autorità competenti devono risolvere. A segnalare le problematiche principali della casa circondariale di San Donato la Commissione dell’ordine degli Avvocati di Pescara per le esecuzioni penali e condizione dei detenuti, che interviene evidenziando le questioni urgenti da affrontare. “Il carcere di Pescara, come molte altre strutture italiane, si trova in una condizione di grave sovraffollamento, con un numero di detenuti superiore alla capienza regolamentare: nonostante questa sia di 276 persone, attualmente il numero dei detenuti ammonta a 387 con un tasso di sovraffollamento di circa il 145%.
In Veritas, 24 agosto 2025
La segretaria Feneal-Uil Spinelli: “Servono cantieri, non parole”. A fronte di una città che negli ultimi anni ha saputo trasformarsi grazie a opere pubbliche, architettura contemporanea e spazi urbani riqualificati, permane un’ombra che vanifica ogni proclama di modernità: le carceri salernitane. Il caso del carcere di Fuorni è emblematico. Una recente visita di una delegazione di avvocati penalisti ha documentato condizioni di sovraffollamento estremo: sei detenuti in una cella, appena tre docce per sessanta persone, una capienza regolamentare di 390 posti e una presenza effettiva di circa 600 detenuti. Uno scarto che sfiora l’80 % e che rende impossibile garantire dignità, sicurezza e percorsi rieducativi reali.
di Ciro Oliviero
dalsociale24.it, 24 agosto 2025
Pino Cantatore, ha raccontato l’esperienza della prima impresa sociale nelle carceri di Bollate e Vigevano. Il XXI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia aveva evidenziato un sovraffollamento record, carenza di personale, diritti compressi e una deriva punitiva che mette a rischio la tenuta costituzionale del sistema. Al 30 aprile 2025 i detenuti in Italia erano 62.445, con un tasso reale di affollamento è del 133%. L’istituto col più alto tasso di persone in stato di reclusione è Milano San Vittore, con il 220%. Ma proprio dalla Lombardia arrivano anche storie positive. Come quelle che ha raccontato oggi al Meeting di Rimini Pino Cantatore, presidente della cooperativa Bee4, prima impresa sociale nelle carceri di Bollate e Vigevano.









