di Claudia Milani Vicenzi
Giornale di Vicenza, 26 agosto 2025
La senatrice è intervenuta dopo il dramma. Giovedì organizzato a Treviso un presidio per chiedere “verità e giustizia”. “Nessuno che lo proteggesse, nessuno che gli offrisse la benché minima speranza di futuro. La vita senza futuro di Danilo è finita pochi giorni fa. Morto tra le braccia di uno Stato che lo ha lasciato solo quando aveva più bisogno di aiuto. Sono indignata. Dovremmo tutti indignarci. Perché uno Stato che nega il presente a un ragazzo di 17 anni ha perso il lume della ragione. Ma uno Stato che condanna a morte un ragazzo di 17 anni è uno Stato fallito”. Sui social, nei giorni scorsi, la senatrice Ilaria Cucchi è intervenuta sulla tragica vicenda del giovane immigrato che, dopo essere stato arrestato a Vicenza e trasferito nel carcere minorile di Treviso, si è tolto la vita.
cremonaoggi.it, 26 agosto 2025
La morte di un detenuto nella Casa circondariale di Cremona, verificatasi sabato, continua a far discutere. A intervenire è il Pd di Cremona, che con una nota esprime il proprio dolore per l’accaduto. “È l’ennesimo episodio che richiama l’attenzione sulla condizione drammatica delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento, carenze di organico e risorse insufficienti” sottolinea il partito. “Lo stato delle istituzioni penitenziarie misura il grado di civiltà di una società: per questo chiediamo al Governo di assumersi fino in fondo la responsabilità di affrontare la crisi del sistema carcerario”.
di Marina Finiti*
Il Dubbio, 26 agosto 2025
Egregio Direttore, in qualità di Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma sono a richiedere la rettifica ai sensi dell’art 8 Legge n. 47/38 in relazione all’articolo, a firma di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, dal titolo “Quell’ultimo saluto negato in un carcere senza memoria. Familiari in fin di vita, permessi di necessità negati troppo spesso e diritti calpestati’, pubblicato in data 31.7.2025 sul giornale, sia cartaceo che online, da lei diretto. Nell’articolo in questione i due detenuti riportano e commentano vicende relative a richieste di benefici di altri detenuti rappresentandole in modo parziale, anche attraverso la trascrizione di alcuni stralci dei provvedimenti, con effetto distorsivo della realtà. Nell’articolo vengono altresì indicati nomi e cognomi dei magistrati autori dei provvedimenti, destinatari di frasi di dileggio, così sviando sulla persona i motivi della critica.
di Stefano Cecconi*
novaradio.info, 26 agosto 2025
Nonostante gli appelli, le denunce, le segnalazioni, a Sollicciano nulla cambia. Ed anzi il solleone dell’estate aggrava i problemi cronici, senza che si intravedano alcun intervento o miglioramento. Lo segnala l’associazione Pantagruel, con il vicepresidente Stefano Cecconi, che nei giorni scorsi ha ripreso le settimanali visite in carcere ai detenuti: “Quando sono entrato in carcere ho trovato aria ferma: ciò che era successo, cioè ciò che non era successo. A luglio, e anche ad agosto è rimasto tutto invariato. Quindi la notizia direi che non è cambiato nulla”.
calabria7.news, 26 agosto 2025
Gli incontri hanno messo in luce le aspirazioni dei ragazzi ristretti e il ruolo fondamentale dell’Avvocatura nel favorire reinserimento sociale e opportunità professionali per superare l’esperienza detentiva. Il 25 agosto 2025, la Camera Penale di Catanzaro insieme all’Unione delle Camere Penali, alla Camera Penale di Cosenza e al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, ha visitato l’Istituto Penale Minorile “Silvio Paternostro” di Catanzaro.
padovaoggi.it, 26 agosto 2025
C’è anche la cooperazione sociale padovana tra i protagonisti del Meeting di Rimini. La Cooperativa Sociale Giotto ha vinto il Social Contest 2025, promosso da Cdo Opere Sociali con il sostegno di JTI Italia, nella categoria “Città e comunità sostenibili”. La sfida era serrata, con 33 proposte arrivate da ogni parte d’Italia e solo quattro riconoscimenti disponibili, uno per ciascun obiettivo indicato dal bando.
csvlombardia.it, 26 agosto 2025
Quale carcere è possibile? È la domanda che guiderà la serata di confronto sul mondo del carcere che si terrà giovedì 11 settembre, alle 21, al Cinema Astra di Como. Prima della discussione verrà proiettato il film “Benvenuti in galera”, un documentario che racconta l’esperienza di un ristorante aperto al pubblico nel carcere di Bollate. Guidato da uno chef che ha lavorato con Gualtiero Marchesi e da Silvia Polleri, esperta del settore ristorazione, è un esempio virtuoso di recupero alla vita sociale di chi sta scontando una pena detentiva.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 26 agosto 2025
Frutto di quei due anni furono le cento pagine di “Carcere italiano”. Agli occhi dell’attore parigino le nostre prigioni appaiono come istituzioni congegnate per dilapidare energie umane e infliggere una pena di morte al rallentatore. Imprigionare un artista è pericoloso. Rischia di intuire in un lampo l’assurdità generale del carcere, e non solo di intuirla per sé: la farà avvertire vividamente ai compagni di cella e ai piantoni, e si spenderà per comunicarla al di fuori, tanto più che un’indole creativa rifiuta con tutti i mezzi di farsi stritolare dagli ingranaggi di quella gigantesca macchina sterile.
di Carla Piro Mander
Corriere di Torino, 26 agosto 2025
Vandeana, sposa nel 1806 a Carlo Tancredi Falletti di Barolo, trova dietro gli splendori della reggia sabauda un popolo poverissimo. Nelle lettere un progetto sociale incentrato sulla fede e sulla rieducazione. “Non la comunione voglio, ma una minestra!”. Il grido, alto e improvviso, rompe la cantilena raccolta dei fedeli e strappa la giovane devota alla sua preghiera. È il 17 aprile del 1814, seconda domenica di Pasqua. A Torino la processione sta attraversando il reticolo di vicoli intorno a Palazzo di Città e quel grido, che sembra alzarsi dal sottosuolo, proviene in effetti dalle carceri senatorie di via san Domenico. A Giulia, già così profondamente religiosa, sembra un segno.
di Valerio Renzi
Il Manifesto, 26 agosto 2025
Dopo lo sgombero del Leoncavallo la tentazione della destra è di spostare a Roma il fronte. E non tanto per il dossier che riguarda l’occupazione neofascista di CasaPound, per la quale la destra di governo ha invocato negli scorsi giorni una soluzione negoziale, quanto per la tentazione di far saltare un modello di risoluzione di ogni singolo caso basato sulla trattativa e sulla tutela di chi si trova in una situazione di emergenza abitativa. Un modello che ha visto negli scorsi anni la liberazione pacifica di diversi immobili grazie al passaggio da casa a casa. Una prassi che, paradosso vuole, porta il sigillo proprio dell’attuale ministro dell’Interno Piantedosi quando era prefetto di Roma. Ora il rischio è che salti tutto se a decidere sarà dall’alto il governo, intervenendo con il manganello.
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